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Agrigento – AICA, martedì l’assemblea dei sindaci. Torna la Consulta, ma Report Sicilia chiede chiarezza sulla governance e sulle responsabilità della gestione

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Agrigento – AICA, martedì l’assemblea dei sindaci. Torna la Consulta, ma Report Sicilia chiede chiarezza sulla governance e sulle responsabilità della gestione. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

Cosa sta succedendo

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Nuovo regolamento della Consulta, relazione sulla governance e bilancio all’ordine del giorno dell’assemblea AICA. Report Sicilia torna sulle questioni denunciate negli ultimi mesi, dalla soppressione dell’organismo di partecipazione alla gestione delle emergenze idriche, fino alle responsabilità degli amministratori e alla situazione economica del gestore pubblico.

L’assemblea dei sindaci di AICA tornerà a riunirsi martedì 13 ottobre. Una riunione che potrebbe rappresentare un passaggio importante per il futuro dell’Azienda Idrica Comuni Agrigentini, ma che rischia di trasformarsi nell’ennesimo appuntamento istituzionale senza risposte concrete ai cittadini.

A darne notizia oggi, sabato 10 ottobre, è anche il quotidiano La Sicilia, con un articolo firmato da Gioacchino Schicchi che annuncia tra gli argomenti in discussione il nuovo regolamento della Consulta, la relazione sulla governance e il bilancio dell’Organismo di diritto pubblico.

Tre questioni sulle quali Report Sicilia è intervenuto ripetutamente, sollevando interrogativi, chiedendo trasparenza e denunciando quelle che, a nostro giudizio, rappresentano gravi criticità nella gestione del servizio idrico agrigentino.

La questione più delicata riguarda proprio la Consulta, l’organismo che avrebbe dovuto garantire la partecipazione dei cittadini e delle associazioni alla gestione del servizio idrico pubblico.

La Consulta AICA sciolta il 29 settembre 2025, dopo un anno si torna a parlarne

Report Sicilia ha già ricostruito le vicende che hanno portato allo scioglimento della Consulta AICA, avvenuto il 29 settembre 2025.

Un organismo che, secondo le finalità istitutive, avrebbe dovuto assicurare un confronto costante tra il gestore del servizio idrico, le associazioni e gli utenti.

Invece, dopo la sua soppressione, è trascorso oltre un anno senza che fosse ricostituito un effettivo strumento di partecipazione.

Adesso si torna a parlare di un nuovo regolamento.

Ma il problema, secondo Report Sicilia, non è soltanto scrivere nuove regole. Bisogna comprendere perché sia stato necessario sciogliere la precedente Consulta, quali criticità ne abbiano determinato la fine e soprattutto se il nuovo organismo sarà realmente autonomo oppure finirà per essere una struttura priva di qualsiasi capacità di incidere sulle decisioni aziendali.

La partecipazione dei cittadini non può essere considerata un fastidio da eliminare quando qualcuno comincia a chiedere documenti, chiarimenti e responsabilità.

Una Consulta che non può controllare, che non riceve informazioni e che non può esprimere liberamente le proprie valutazioni rischia di diventare soltanto una presenza formale.

Ed è proprio questo il pericolo che abbiamo più volte evidenziato.

Un regolamento già approvato ad aprile, perché la Consulta non è ancora operativa?

C’è un particolare che merita attenzione.

L’8 aprile 2026 il Consiglio di amministrazione di AICA aveva già approvato una proposta di nuovo regolamento della Consulta, annunciando l’imminente completamento delle procedure per rendere nuovamente operativo l’organismo.

La notizia era stata riportata anche da AgrigentoOggi e da La Sicilia.

Sono trascorsi sei mesi.

La Consulta non risulta ancora ricostituita e adesso il regolamento torna all’attenzione dell’assemblea dei sindaci.

Perché tutto questo tempo?

Quali modifiche sono state introdotte rispetto al precedente regolamento?

Quali garanzie vengono riconosciute alle associazioni?

Soprattutto, chi stabilirà quali associazioni potranno partecipare e con quali criteri?

Sono domande che meritano risposte prima dell’approvazione definitiva.

C’è poi un aspetto che non possiamo dimenticare.

La presidente Danila Nobile, intervenendo nell’ottobre 2025 sullo scioglimento della precedente Consulta, aveva sostenuto che la decisione fosse stata determinata dalla mancata produzione di documentazione richiesta ai componenti. Aveva inoltre precisato che l’organismo svolgeva funzioni consultive e non di controllo.

Una ricostruzione che non elimina la questione politica e amministrativa.

Perché un organismo consultivo deve comunque poter esprimere valutazioni critiche, formulare proposte, accedere alle informazioni previste dalle norme e rappresentare le istanze degli utenti senza condizionamenti.

Altrimenti quale sarebbe la sua utilità?

La governance AICA e la posizione della presidente Danila Nobile

Il secondo argomento annunciato riguarda la relazione sulla governance.

Ed è qui che l’assemblea potrebbe assumere un significato ben diverso da quello di una normale riunione amministrativa.

Il 4 ottobre Report Sicilia aveva anticipato la convocazione di un’assemblea urgente dei sindaci, riferendo delle indiscrezioni sulla possibile richiesta di dimissioni della presidente Danila Nobile.

Avevamo anche riportato l’ipotesi che la stessa presidente potesse decidere di lasciare anticipatamente l’incarico.

Si trattava, e rimangono fino a eventuali conferme, di indiscrezioni.

Adesso sappiamo che martedì si discuterà anche di governance.

I sindaci dovranno quindi chiarire se intendano affrontare la questione della fiducia nei confronti dell’attuale vertice oppure limitarsi a prendere atto di una relazione.

Per Report Sicilia la questione non può essere rinviata.

Abbiamo chiesto pubblicamente le dimissioni della presidente Nobile dopo quanto accaduto nella gestione delle autobotti, soprattutto in relazione al caso della parrocchia Santa Rosa e alle difficoltà affrontate dai residenti di Maddalusa.

Abbiamo contestato le spiegazioni fornite sull’errore che avrebbe consentito il rifornimento alla parrocchia, chiedendo di conoscere gli esiti delle verifiche annunciate.

Abbiamo sollevato interrogativi anche sui rifornimenti al canile e sulle differenti condizioni di accesso al servizio sostitutivo.

Domande alle quali chiediamo risposte documentate, senza anticipare responsabilità individuali che devono essere accertate.

Martedì i sindaci non potranno ignorare queste vicende.

Il bilancio AICA e gli oltre 11 milioni da pagare a Siciliacque

C’è poi la questione economica.

Soltanto pochi giorni fa Report Sicilia ha dato ampio risalto al pronunciamento del Tribunale di Palermo relativo al contenzioso con Siciliacque.

Un provvedimento che, secondo la documentazione esaminata dal nostro giornale, dispone il pagamento di 11.501.441,94 euro.

Una somma considerevole che si aggiunge alle criticità finanziarie già conosciute dell’azienda.

Abbiamo già scritto che i sindaci soci non possono considerarsi semplici spettatori.

Sono loro a rappresentare i Comuni proprietari dell’azienda.

Sono loro a dover conoscere la situazione debitoria, i contenziosi, le disponibilità finanziarie e le prospettive di continuità del servizio.

E sono sempre loro a dover spiegare ai cittadini quali conseguenze economiche potrebbero derivare dalle difficoltà del gestore.

Per questo martedì sarebbe opportuno conoscere non soltanto i numeri del bilancio, ma anche le misure previste per affrontare le esposizioni debitorie e garantire la sostenibilità aziendale.

La gestione pubblica dell’acqua è una scelta che abbiamo sempre considerato importante.

Ma pubblico non può significare assenza di responsabilità, inefficienza o mancanza di trasparenza.

Maddalusa, Santa Rosa e le autobotti, i sindaci non possono dimenticare

Un’assemblea che affronta la governance di AICA non può ignorare quanto accaduto negli ultimi mesi.

A Maddalusa centinaia di famiglie hanno affrontato una situazione gravissima per l’approvvigionamento idrico.

Report Sicilia ha raccontato le difficoltà dei residenti, i problemi derivanti dalla classificazione urbanistica delle aree, le limitazioni alla distribuzione mediante autobotti e la necessità di individuare soluzioni che garantiscano un bene essenziale.

Abbiamo chiesto interventi al Comune, all’ATI e ad AICA.

Abbiamo denunciato le contraddizioni emerse quando, mentre alcune famiglie non riuscivano a ottenere acqua, altri rifornimenti sollevavano interrogativi sulle procedure applicate.

Martedì i sindaci dovrebbero chiedere una relazione dettagliata anche su queste vicende.

Non per trasformare l’assemblea in un processo, ma per conoscere i fatti e individuare eventuali responsabilità gestionali.

La Consulta deve rappresentare i cittadini, non diventare un organismo gradito ai vertici

Torniamo infine alla questione che consideriamo centrale.

La Consulta AICA.

Chi conosce la storia dell’organismo sa che negli anni sono state avanzate proposte concrete per migliorare il servizio idrico.

Tra queste il contrasto alle perdite, il recupero dei crediti, la riduzione degli sprechi, l’installazione dei contatori, il contenimento dei costi energetici e il miglioramento della gestione aziendale.

Proposte che la precedente Consulta aveva portato all’attenzione dei vertici e dei sindaci.

Corriere di Sciacca

Non si trattava di argomenti marginali.

Erano questioni che riguardavano direttamente la sostenibilità economica dell’azienda e la qualità del servizio reso ai cittadini.

Oggi, mentre AICA continua a confrontarsi con problemi economici e gestionali, sarebbe opportuno chiedersi quante di quelle indicazioni siano state effettivamente recepite.

E soprattutto perché un organismo nato per favorire la partecipazione degli utenti sia rimasto inattivo così a lungo.

La nuova Consulta dovrà avere regole trasparenti, criteri di partecipazione oggettivi, accesso alle informazioni nei limiti previsti dalla legge e libertà di esprimere valutazioni anche scomode.

Non dovrà essere un organismo costruito per applaudire le decisioni del Consiglio di amministrazione.

Dovrà rappresentare gli utenti.

Martedì i sindaci dovranno assumersi le proprie responsabilità

Report Sicilia seguirà con particolare attenzione l’assemblea del 13 ottobre.

Ci aspettiamo che venga chiarito perché il nuovo regolamento della Consulta, già esaminato dal CdA ad aprile, arrivi soltanto adesso all’attenzione dei sindaci.

Ci aspettiamo che siano rese pubbliche le differenze rispetto al precedente regolamento.

Ci aspettiamo risposte sulla situazione economica dell’azienda, sulla governance e sulle criticità che abbiamo documentato.

E ci aspettiamo che i sindaci dicano chiaramente se l’attuale gestione goda ancora della loro fiducia.

Perché non sarebbe accettabile approvare un nuovo regolamento della Consulta, discutere genericamente di governance e chiudere l’assemblea senza affrontare i problemi che da mesi pesano sui cittadini agrigentini.

La Consulta non deve essere una concessione dei vertici aziendali alle associazioni.

Deve essere uno strumento autentico di partecipazione.

L’acqua è pubblica, l’azienda appartiene ai Comuni e i Comuni rappresentano i cittadini.

Martedì, dunque, non sarà sufficiente alzare la mano per approvare qualche documento.

Bisognerà dimostrare di avere compreso che la gestione di un servizio essenziale richiede competenza, trasparenza e responsabilità.

Report Sicilia continuerà a chiedere conto delle decisioni assunte, perché i cittadini hanno diritto di sapere come viene amministrata la loro acqua e chi risponde delle scelte compiute.

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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