Agrigento – Akragas, prende forma l’“officina del talento”: Rigoli punta sui giovani per costruire la prima squadra del futuro. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.
Cosa sta succedendo

Prende forma il nuovo settore giovanile dell’Akragas SLP. Dopo i primi stage e le selezioni organizzate nelle scorse settimane, il progetto comincia ad assumere contorni più definiti. L’obiettivo dichiarato è ambizioso: non limitarsi a mettere insieme le squadre necessarie per affrontare i campionati, ma costruire nel tempo una vera filiera capace di accompagnare i giovani talenti fino alla prima squadra.
A tracciare un primo bilancio è il direttore tecnico Pino Rigoli, chiamato dalla società a dare struttura a quello che l’Akragas ha già ribattezzato “l’officina del talento”.
«Siamo naturalmente nella fase iniziale – spiega Rigoli – e partire da zero non è mai facile. Insieme ai tecnici è stato fatto un grande lavoro e abbiamo registrato una notevole affluenza di ragazzi nelle diverse categorie».
Under 19 già completa al 90%
Le selezioni hanno riguardato principalmente Under 19, Allievi 2010-2011 e Giovanissimi 2012-2013. Un lavoro che non punta soltanto ai numeri necessari per completare gli organici, ma alla ricerca di giovani con precise caratteristiche tecniche, fisiche e caratteriali.
Il gruppo più avanti nella costruzione è quello dell’Under 19.
«Vogliamo alzare la qualità – sottolinea Rigoli – valutando le attitudini tecniche e fisiche dei ragazzi. L’Under 19 è già completa per circa il 90%, mentre continueremo a lavorare sulle altre categorie».
Il lavoro di osservazione, dunque, non si ferma con il mese di agosto. Le porte resteranno aperte anche nelle prime giornate di settembre.
«Le selezioni proseguiranno anche nei primi giorni di settembre perché vogliamo individuare il meglio che può offrirci Agrigento e la sua provincia».
Non soltanto Agrigento: l’Akragas guarda anche fuori provincia
La base di partenza resta il territorio agrigentino, ma il progetto immaginato dalla società guarda già oltre i confini provinciali. L’intenzione è quella di arrivare progressivamente alla costruzione di una cantera di respiro regionale.
«In questa prima fase l’attenzione è soprattutto sui ragazzi di Agrigento e provincia – precisa Rigoli – ma ci stiamo guardando attorno. Abbiamo già contattato giovani di fuori provincia che si sono messi in evidenza nei rispettivi campionati, qualcuno dei quali ha anche partecipato a rappresentative nazionali».
Nessuna corsa, però, per bruciare le tappe.
«Vogliamo procedere per piccoli passi, strutturandoci sempre meglio».
Dai 13 ai 18 anni, non soltanto calcio
Il progetto giovanile interesserà soprattutto la fascia d’età compresa tra i 13 e i 18 anni e nelle intenzioni della società la crescita dei giovani calciatori non dovrà essere esclusivamente tecnica.
Rigoli insiste infatti sulla necessità di accompagnare l’attività sportiva con un percorso più complessivo di formazione.
«Abbiamo scelto tecnici di assoluto valore. Vogliamo accompagnare i ragazzi in una crescita tecnica e umana che proceda di pari passo».
Il lavoro dovrebbe essere calibrato, per quanto possibile, anche sulle caratteristiche individuali.
«Cercheremo di personalizzare il più possibile il lavoro tecnico e fisico in base alle esigenze dei singoli».
A questo si aggiungerà un altro tassello: il supporto nell’area psicologica.
«Ci avvarremo di un collaboratore esterno per l’area psicologica, che sarà nominato a breve insieme alla società».
Una scelta che evidenzia la volontà dell’Akragas di provare a costruire un settore giovanile che non sia soltanto un insieme di squadre, ma una struttura nella quale il giovane atleta venga seguito sotto differenti aspetti.
Il collegamento con la prima squadra di Cammarata
Il punto centrale dell’intero progetto sarà però il rapporto tra vivaio e prima squadra.
L’Under 19 dovrà diventare il vero ponte verso il gruppo allenato da Fabrizio Cammarata. E il collegamento, secondo quanto riferisce Rigoli, è già cominciato: Cammarata ha infatti seguito alcuni degli stage e osservato direttamente diversi giovani.
«È tutto finalizzato a portare quanti più ragazzi possibile dal settore giovanile alla prima squadra. Cammarata ha già visto i ragazzi dell’Under 19 ed è rimasto favorevolmente impressionato da alcuni di loro. La collaborazione sarà stretta».
L’Akragas, quindi, prova a guardare oltre la singola stagione.
Il risultato del progetto non potrà essere misurato soltanto attraverso le classifiche dei campionati giovanili, ma soprattutto verificando quanti ragazzi riusciranno realmente a compiere il salto.
Rigoli indica anche un orizzonte temporale preciso.
«Sappiamo che non possiamo ottenere tutto immediatamente, ma nell’arco di due o tre anni vogliamo portare il maggior numero possibile di nostri giovani in prima squadra».
Rigoli: «Sacrificio, appartenenza e qualità»
Il direttore tecnico conosce bene il lavoro con i giovani. Nel corso della propria carriera ha avuto modo di seguire calciatori che successivamente hanno raggiunto il calcio professionistico.
Per questo individua tre caratteristiche sulle quali intende costruire il percorso dell’Akragas:
«Spirito di sacrificio, senso di appartenenza e qualità».
Tre elementi ai quali dovranno naturalmente aggiungersi gli aspetti tecnici, tattici e fisici.
«Il nostro compito sarà fare emergere tutte queste qualità e aiutare i ragazzi a crescere sotto ogni punto di vista».
Il riferimento al senso di appartenenza assume un significato particolare in un progetto che vuole ripartire innanzitutto dai giovani di Agrigento e della provincia: creare calciatori, ma possibilmente anche ragazzi capaci di sentire la maglia dell’Akragas come qualcosa di proprio.
La scommessa dell’Akragas e del presidente La Porta
Rigoli non nasconde le difficoltà. Costruire praticamente da zero un settore giovanile competitivo richiede tempo, organizzazione, strutture, competenze e soprattutto continuità.
Ma sulla riuscita del progetto il direttore tecnico mostra fiducia, sottolineando la sintonia con la società e con il presidente Salvatore La Porta.
«Non è una sfida semplice, anzi è molto difficile. Ma siamo testardi e ci crediamo. Io ci credo e la società ci crede. Per questo penso che abbiamo buone possibilità di riuscirci».
Ed è probabilmente questo il passaggio decisivo della nuova scommessa biancazzurra.
L’“officina del talento” dovrà dimostrare sul campo di essere qualcosa di più di uno slogan. L’obiettivo è creare una struttura stabile nella quale scoprire i ragazzi, formarli, seguirli e, quando ne avranno qualità e maturità, aprire loro la porta della prima squadra.
Se fra due o tre anni una parte dell’organico dell’Akragas sarà composta da ragazzi cresciuti nel nuovo vivaio, allora il progetto avrà raggiunto il suo risultato più importante.
Per una società che vuole ricostruire un rapporto forte con Agrigento, investire sui giovani del territorio può rappresentare non soltanto una scelta tecnica, ma anche un modo concreto per ricostruire identità, appartenenza e futuro attorno alla maglia biancazzurra.
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Fonte: Report Sicilia
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