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Agrigento – Aragona, il bilancio dopo il dissesto: l’assessore Morreale «Il 2026 sarà il vero banco di prova»

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Agrigento – Aragona, il bilancio dopo il dissesto: l’assessore Morreale «Il 2026 sarà il vero banco di prova». Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

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Intervista a Francesco Morreale, laurea in Scienze Politiche, Assessore al Bilancio e Tributi del Comune di Aragona dal 15 maggio 2025.

Assessore Morreale, partiamo dalla situazione finanziaria del Comune di Aragona. A che punto siamo oggi, dopo il dissesto?

“Il Comune di Aragona è ufficialmente fuori dal dissesto da circa un anno. Ma questo non significa che i problemi finanziari siano definitivamente alle nostre spalle. Il risanamento è un percorso che richiede tempo, responsabilità e soprattutto una maggiore capacità di riscossione dei tributi locali. L’anno scorso, di questi tempi, il Consiglio comunale approvò il bilancio di previsione 2025. È stato il primo vero strumento finanziario approvato da questa amministrazione dopo diversi anni. Tuttavia, il bilancio arrivò quando l’anno era ormai sostanzialmente concluso e, per questo motivo, non ha consentito una vera programmazione delle spese.”

Perché il bilancio di previsione è così importante per un Comune?

“Il bilancio di previsione è lo strumento attraverso il quale il Comune programma le proprie entrate e le proprie spese. Oggi, con l’armonizzazione contabile, i bilanci degli enti locali sono molto più rigidi e vincolanti rispetto al passato. Per esempio, nelle previsioni di entrata non puoi semplicemente indicare quanto pensi di incassare: devi fare riferimento anche alla capacità storica di riscossione dell’ente. Se un Comune riscuote poco, necessariamente avrà una minore capacità di spesa. Ed è proprio questo uno dei problemi principali di Aragona: una bassa capacità di riscossione dei tributi significa meno liquidità e, conseguentemente, meno possibilità di garantire servizi ai cittadini.”

Quindi il problema principale rimane quello delle entrate tributarie?

“Assolutamente sì. Il problema nasce soprattutto dalla riscossione di IMU e TARI. Ad Aragona abbiamo un ammanco di entrate tributarie che si aggira intorno a 1,7 milioni di euro all’anno. Questo significa che una parte molto consistente dei cittadini e delle attività non è in regola con il pagamento dei tributi. E questo produce due conseguenze: da un lato la mancanza di liquidità nelle casse comunali, dall’altro l’impossibilità di offrire tutti i servizi e realizzare tutti gli interventi che l’amministrazione vorrebbe.”

Quando arriverà, dunque, il vero banco di prova per questa amministrazione?

“Il vero banco di prova sarà il bilancio di previsione 2026. A differenza del bilancio 2025, il bilancio 2026 viene approvato in un momento nel quale l’anno è ancora in corso e quindi consentirà finalmente di programmare concretamente una serie di interventi. Sarà possibile stabilire quali risorse destinare alla manutenzione del paese, alla pulizia, alla sistemazione delle strade, alla illuminazione pubblica e agli altri servizi necessari alla comunità.”

Quali sono gli interventi più urgenti che avete in programma?

“Una delle prime esigenze è certamente una pulizia straordinaria del paese. Ci sono poi le strade, l’illuminazione pubblica e tutta una serie di interventi di manutenzione che i cittadini aspettano. Siamo perfettamente consapevoli delle criticità di Aragona. Il problema è che, senza uno strumento finanziario che consenta di impegnare le somme, anche quando l’amministrazione individua le necessità non è possibile intervenire concretamente.”

Lei ha parlato di una situazione finanziaria drammatica ereditata dall’attuale amministrazione. Come si è arrivati al dissesto?

“È importante chiarire un aspetto: dichiarare il dissesto non è un atto politico, ma un atto di natura tecnica. Quando il responsabile del settore finanziario certifica che non ci sono gli equilibri di bilancio e che l’ente non è in grado di realizzare un piano di rientro sostenibile, il dissesto diventa una scelta obbligata. La politica prende atto di una situazione finanziaria certificata tecnicamente. Un’amministrazione seria, di fronte a numeri che non consentono di garantire l’equilibrio finanziario, deve assumersi la responsabilità di affrontare il problema.”

Qual è stata, quindi, la strategia adottata dall’amministrazione Pendolino per uscire da questa situazione?

“Abbiamo lavorato per rimettere il Comune sulla strada del risanamento. Non è stato semplice e non lo sarà neppure in futuro, perché il problema principale continua a essere quello delle entrate. Per questo abbiamo deciso di intervenire con maggiore determinazione sulla riscossione dei tributi. È una scelta che magari non produce consenso immediato, ma è indispensabile per il futuro del Comune.”

Tra le iniziative adottate c’è anche la rottamazione dei tributi locali. Perché avete scelto di aderire?

“La rottamazione rappresenta uno strumento fondamentale. La normativa nazionale ha consentito agli enti locali di introdurre la definizione agevolata dei tributi e noi abbiamo deciso di aderire immediatamente. Fino al 30 settembre cittadini e imprese hanno la possibilità di regolarizzare la propria posizione beneficiando dell’abbattimento di sanzioni e interessi, secondo le condizioni previste dalla misura. È un’opportunità importante sia per i cittadini sia per il Comune.”

Qual è il duplice obiettivo della rottamazione?

“Il primo è permettere al Comune di recuperare il maggior numero possibile di entrate, così da poter disporre delle risorse necessarie per il bilancio 2026 e per i servizi. Il secondo è dare ai cittadini e alle imprese la possibilità di regolarizzare la propria posizione senza dover sostenere il peso delle sanzioni e degli interessi. I primi riscontri sono positivi: stanno arrivando numerose istanze e questo dimostra che c’è interesse da parte dei contribuenti.”

Cosa accadrà invece a chi sceglierà di non pagare?

“L’amministrazione ha il dovere di riscuotere i tributi dovuti. Dopo gli avvisi e le procedure previste dalla legge, si può arrivare anche alle azioni esecutive, compreso il pignoramento dei conti correnti. Per quanto riguarda i tributi notificati per il 2017, questa amministrazione ha già attivato procedure di pignoramento nei confronti di chi, nonostante le comunicazioni ricevute, non ha provveduto a pagare. È una decisione che dal punto di vista politico non è certamente facile, ma un’amministrazione seria deve avere il coraggio di assumersi anche queste responsabilità.”

C’è poi un altro aspetto importante: i trasferimenti dello Stato. Qual è la situazione?

“Questo è un altro punto fondamentale. L’approvazione degli strumenti finanziari è indispensabile anche per consentire al Comune di ricevere i trasferimenti statali. Aragona non riceve trasferimenti dello Stato dal 2022. Parliamo di circa 1,5 milioni di euro all’anno, per un ammontare complessivo di circa 6 milioni di euro. L’approvazione del rendiconto 2025 e del bilancio di previsione 2026 rappresenta quindi un passaggio fondamentale per tornare a ottenere queste risorse e generare nuova liquidità.”

Il bilancio 2026 avrà conseguenze anche sul personale comunale?

“Sì! L’approvazione del bilancio consentirà di affrontare anche questioni importanti legate al personale. Ci sono circa 60 famiglie che attendono la stabilizzazione del personale ASU. Inoltre, il nuovo strumento finanziario consentirà di procedere con le progressioni verticali previste per il personale dell’ente. Per questo considero il bilancio 2026 un atto fondamentale non soltanto dal punto di vista finanziario, ma anche sociale e organizzativo.”

Lei ha parlato più volte di riscossione. Quale sarebbe, secondo lei, la percentuale necessaria per mettere definitivamente in sicurezza il Comune?

“Dobbiamo arrivare a una percentuale di riscossione dei tributi che si avvicini almeno all’80%. Se non raggiungiamo questo obiettivo, qualsiasi amministrazione si troverà sempre ad affrontare difficoltà. Possiamo avere tutta la buona volontà del mondo e desiderare strade migliori, un paese più pulito, una migliore illuminazione, ville e spazi pubblici più curati. Ma senza entrate tributarie adeguate tutto rischia di rimanere soltanto un libro dei sogni.”

Quanto è importante, quindi, cambiare anche la mentalità dei cittadini?

“È fondamentale. Il cittadino deve comprendere che pagare i tributi significa contribuire direttamente alla qualità dei servizi che il Comune può offrire. Sto vedendo segnali incoraggianti. Da una parte c’è una maggiore consapevolezza sul fatto che il Comune non può più permettersi di non riscuotere; dall’altra la rottamazione sta portando molti cittadini e imprese a cercare di regolarizzare la propria posizione. È un cambiamento culturale che dobbiamo accompagnare e consolidare nei prossimi mesi e nei prossimi anni.”

Che ruolo sta avendo l’ufficio Tributi in questa fase?

Ho trovato un ufficio Tributi e un ufficio Ragioneria composto da persone competenti e con voglia di lavorare. Quello che ho cercato di fare è stato soprattutto spronare i miei collaboratori e far comprendere che far funzionare bene l’ufficio Tributi è nell’interesse di tutta la comunità.

Più l’ufficio riesce a riscuotere, più il Comune dispone di risorse e più servizi può garantire.

Quindi è fiducioso sul futuro finanziario di Aragona?

“Sono fiducioso, ma dobbiamo essere consapevoli che non possiamo fermarci. Il risanamento finanziario non si realizza in pochi mesi. Occorre perseverare sulla strada della riscossione, migliorare l’efficienza degli uffici e costruire una cultura della responsabilità finanziaria che deve valere per tutti.”

Qual è, infine, il messaggio che vuole rivolgere ai cittadini di Aragona?

“Il mio messaggio guarda soprattutto al futuro. Amministrare un Comune di circa 9.500 abitanti non è semplice. Richiede impegno, pazienza e anche la capacità di assumere decisioni difficili. Io vivo ad Aragona e ho due figli che stanno crescendo qui. Anch’io vorrei consegnare loro un paese migliore di quello che abbiamo oggi. Le criticità ci sono e sarebbe inutile nasconderle. Ma dobbiamo capire una cosa fondamentale: più entrate riusciamo a recuperare, più servizi possiamo garantire. Con il federalismo fiscale, infatti, i Comuni possono garantire servizi ai cittadini soprattutto se riescono a riscuotere i propri tributi. I trasferimenti dello Stato non sono più quelli del passato. Per questo il futuro di Aragona passa anche, e soprattutto, dalla capacità di far funzionare bene il sistema della riscossione. Il bilancio 2026 sarà il primo vero banco di prova. E sarà anche l’occasione per dimostrare che il risanamento non è soltanto un obiettivo contabile, ma lo strumento per tornare finalmente a programmare e costruire il futuro della nostra comunità.”

Luigi Mula – per scrivolibero.it

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Fonte: Scrivo Libero

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