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Agrigento – ASACOM, il servizio doveva partire per tutti ma così non è stato: «Basta politica e sindacato sulla pelle dei bambini»

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Agrigento – ASACOM, il servizio doveva partire per tutti ma così non è stato: «Basta politica e sindacato sulla pelle dei bambini». Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

Cosa sta succedendo

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Doveva essere il giorno della piena ripartenza del servizio ASACOM ad Agrigento. Doveva cominciare per tutti gli alunni interessati, contemporaneamente, con le stesse condizioni e con l’intero monte ore annunciato dall’amministrazione comunale.

Invece, secondo le segnalazioni giunte questa mattina a Report Sicilia, il servizio non sarebbe partito per tutti. Alcuni alunni avrebbero ricevuto l’assistenza, altri no, mentre tra famiglie, operatori e cooperative regnerebbe una confusione che non dovrebbe trovare spazio quando in gioco vi sono diritti tanto delicati.

Se quanto segnalato sarà confermato, ci troveremmo davanti alla smentita pratica delle rassicurazioni diffuse soltanto pochi giorni fa. Le fotografie, gli annunci e gli incontri a Palazzo dei Giganti avrebbero raccontato una partenza ordinata e uniforme che, alla prova dei fatti, non sarebbe avvenuta nelle medesime condizioni per tutti.

Avevamo espresso soddisfazione, ma chiesto chiarezza

Report Sicilia aveva accolto positivamente l’annuncio del sindaco Michele Sodano: servizio dal primo giorno di scuola e intero monte ore garantito. Avevamo riconosciuto apertamente il valore del risultato, perché il diritto all’assistenza degli alunni con disabilità viene prima di qualsiasi contrapposizione politica.

Avevamo però anche chiesto di conoscere il quadro completo: risorse disponibili, costo effettivo del servizio, somme mancanti, durata della copertura e possibili conseguenze sugli altri benefici sociali.

Subito dopo era arrivata la nota delle cooperative, che aveva aggiunto un elemento determinante: le risorse stanziate dal Comune non sarebbero state sufficienti a coprire i compensi degli assistenti secondo le tabelle ministeriali.

Le cooperative avevano dichiarato la propria disponibilità a sostenere direttamente, almeno fino a dicembre, la differenza necessaria. Non una semplice anticipazione da recuperare successivamente, ma un’integrazione economica destinata a rimanere definitivamente a loro carico.

Avevano inoltre precisato di essere ancora in attesa di un riscontro formale del Comune e di un impegno chiaro dell’amministrazione prima della sottoscrizione del patto di accreditamento.

Gli interrogativi, dunque, esistevano già. Quanto accaduto questa mattina sembra confermare che dietro l’annuncio trionfale la macchina amministrativa e organizzativa non fosse ancora pronta a garantire davvero il servizio a tutti.

Non possono esistere bambini di serie A e di serie B

Il servizio ASACOM non può partire per alcuni e rimanere sospeso per altri. Non possono esistere alunni immediatamente assistiti e bambini costretti ad aspettare a causa di contrasti economici, problemi organizzativi, interessi professionali o posizionamenti politici e sindacali.

Ogni alunno ha esigenze definite dal proprio percorso educativo. La sua assistenza non può dipendere dalla cooperativa interessata, dall’appartenenza dell’operatore, dai rapporti con l’amministrazione o dalla capacità della famiglia di protestare più forte delle altre.

Se era stato annunciato che il servizio sarebbe partito dal primo giorno, a ore piene e per tutti, questo doveva accadere davvero. Diversamente bisognava evitare celebrazioni anticipate e spiegare con trasparenza che non tutte le procedure erano state completate.

C’è chi sta facendo politica e sindacato a scapito del servizio?

Quanto sta avvenendo impone una domanda scomoda: c’è qualcuno che quest’anno sta utilizzando la questione ASACOM per fare politica o sindacato, mettendo in secondo piano gli alunni e la continuità dell’assistenza?

La tutela dei lavoratori è sacrosanta. Gli assistenti devono essere pagati correttamente, devono operare in condizioni dignitose e non possono essere chiamati a sostenere personalmente le inefficienze del sistema.

Ma tutelare i lavoratori non significa trasformare i bambini in strumenti di pressione. Allo stesso modo, difendere il diritto degli alunni non può significare ignorare i contratti, le tabelle ministeriali e la sostenibilità economica del servizio.

Quando la dialettica politica, sindacale o economica prevale sulla necessità di assicurare puntualmente l’assistenza, a pagare non sono il sindaco, gli assessori, i rappresentanti delle organizzazioni o i dirigenti delle cooperative. A pagare sono bambini che hanno bisogno di sostegno e famiglie già costrette ad affrontare ogni giorno difficoltà enormi.

Questo è inaccettabile.

Famiglie coinvolte in uno scontro che non appartiene loro

A preoccupare è anche il ruolo nel quale rischiano di essere trascinate le famiglie.

Molti genitori lottano da anni esclusivamente per garantire ai propri figli l’assistenza prevista. Non cercano vantaggi politici né privilegi professionali: chiedono soltanto che venga rispettato un diritto.

Alcune famiglie, però, potrebbero essere diventate inconsapevolmente funzionali agli interessi di chi guarda prima al proprio spazio politico, sindacale o lavorativo e soltanto dopo all’utente del servizio.

Non bisogna colpevolizzarle: spesso sono le prime vittime di un sistema che le costringe a mobilitarsi, protestare, firmare appelli e cercare interlocutori politici per ottenere ciò che dovrebbe essere garantito automaticamente.

Ma proprio per questo nessuno deve usarle come pubblico per una fotografia, come strumento di consenso o come massa da mobilitare in una disputa tra amministrazione, cooperative e operatori.

Dopo la fotografia con i sostenitori arriva la realtà

Il sindaco aveva celebrato il risultato circondandosi di assistenti e rappresentanti delle famiglie. Nella fotografia erano riconoscibili anche persone candidate nelle liste che lo avevano sostenuto e soggetti politicamente vicini alla sua amministrazione.

Avevamo riconosciuto che Sodano aveva rispettato un impegno assunto con le sue candidate, i suoi candidati e i rappresentanti delle famiglie che si erano spesi per la sua elezione.

Ma una promessa può dirsi mantenuta soltanto quando il servizio parte realmente per tutti, non quando viene annunciato in una stanza del Comune davanti alle persone politicamente più vicine.

Questa mattina, secondo le segnalazioni ricevute, la realtà sarebbe stata diversa dalla rappresentazione offerta attraverso i social: non tutti gli alunni avrebbero avuto l’assistenza e la confusione avrebbe preso il posto della certezza promessa.

Il Comune chiarisca immediatamente

L’amministrazione comunale deve dire senza giri di parole:

  • per quanti alunni il servizio è effettivamente partito;
  • quanti sono rimasti senza assistente;
  • quali cooperative hanno avviato regolarmente le prestazioni;
  • quali procedure o sottoscrizioni risultano ancora incomplete;
  • se il patto di accreditamento sia stato firmato da tutte le parti;
  • quali siano le ragioni delle eventuali mancate partenze;
  • entro quale data il servizio sarà garantito a tutti con le medesime condizioni;
  • come verrà coperta la differenza economica evidenziata dalle cooperative.

Non servono altre fotografie. Servono numeri, atti, responsabilità e tempi certi.

Con la salute e i diritti dei bambini non si gioca

Fare politica o sindacato sulla pelle dei bambini che necessitano di assistenza sarebbe una vergogna. Utilizzare le loro difficoltà per costruire consenso, rafforzare posizioni lavorative o regolare rapporti tra gruppi sarebbe ancora più grave.

Gli assistenti devono essere tutelati. Le cooperative devono ricevere risposte sulla sostenibilità economica. Le famiglie devono essere ascoltate. Ma al centro devono rimanere sempre gli alunni, non le fotografie del sindaco, le candidature, gli equilibri sindacali o gli interessi di chi opera nel settore.

Avevamo espresso soddisfazione per il risultato annunciato. Oggi dobbiamo registrare che quel risultato, almeno secondo le segnalazioni raccolte, non sarebbe stato garantito a tutti nello stesso modo.

Il Comune intervenga immediatamente, ristabilisca chiarezza e assicuri il servizio a ogni alunno avente diritto.

Perché i bambini non possono diventare ostaggi della politica, del sindacato o degli interessi di nessuno.

ASACOM dal primo giorno e a ore piene: La nostra soddisfazione per un risultato importante

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Fonte: Report Sicilia

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