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Agrigento – Autobotti, AICA valuta denunce? Dichiarazioni sorprendenti. Ma i privati non sono dipendenti dell’azienda idrica

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Agrigento – Autobotti, AICA valuta denunce? Dichiarazioni sorprendenti. Ma i privati non sono dipendenti dell’azienda idrica. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.

Cosa sta succedendo

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La vicenda dello stop degli autobottisti si arricchisce di un nuovo capitolo destinato a far discutere.

Secondo quanto riportato da AgrigentoNotizie, AICA starebbe valutando iniziative anche sotto il profilo legale nei confronti degli autotrasportatori che hanno annunciato la sospensione del servizio. Pur non essendo indicato nell’articolo il nome del dichiarante, è ragionevole ritenere che le dichiarazioni provengano dalla presidente Danila Nobile, la quale in più occasioni ha affermato pubblicamente di essere l’unica persona autorizzata a rilasciare dichiarazioni alla stampa per conto dell’azienda.

Se così fosse, si tratterebbe di una posizione destinata inevitabilmente ad aprire un dibattito giuridico.

Gli autobottisti non sono dipendenti AICA

Il primo elemento che emerge è uno: gli autobottisti sono imprese private di autotrasporto conto terzi.

Non sono dipendenti di AICA.

Non sono lavoratori subordinati.

Non sono soggetti che possono essere obbligati unilateralmente a svolgere un servizio contro la propria volontà.

Gli stessi operatori lo avevano già chiarito mesi fa quando contestavano il nuovo sistema organizzativo, sostenendo di non poter essere trasformati, di fatto, in “dipendenti senza tutele”, ribadendo il diritto di scegliere liberamente se aderire o meno alle condizioni proposte.

La libertà d’impresa è un principio costituzionale

In Italia l’attività economica privata è tutelata dall’articolo 41 della Costituzione.

Un imprenditore può decidere se svolgere o meno la propria attività, salvo gli obblighi derivanti da specifici contratti sottoscritti o da provvedimenti adottati dall’autorità competente nei casi previsti dalla legge.

Ed è proprio questo il punto.

Chi può imporre requisizioni o servizi?

Nel nostro ordinamento, in presenza di emergenze di particolare gravità, calamità naturali o esigenze di ordine e sicurezza pubblica, possono essere adottati provvedimenti straordinari dalle autorità competenti nei limiti previsti dalla legge.

Non risulta invece che una società consortile come AICA possa autonomamente imporre a imprese private di continuare a svolgere un servizio contro la loro volontà o impedire loro di cessare l’attività in assenza di specifici vincoli contrattuali.

Si tratta di profili che, qualora dovessero realmente sfociare in iniziative giudiziarie, saranno inevitabilmente oggetto di valutazione da parte delle autorità competenti.

Il vero problema resta l’acqua

Al di là dell’eventuale confronto legale, resta una realtà difficilmente contestabile.

Gli autobottisti denunciano da settimane di avere perso gran parte del proprio lavoro, di trascorrere le giornate a gestire telefonate di cittadini esasperati e di non poter più operare con la libertà organizzativa che avevano in passato.

Nel frattempo continuano ad arrivare segnalazioni di strutture ricettive che lamentano perdite economiche, cittadini impossibilitati a ottenere un ticket e utenti che restano senz’acqua per giorni.

In questo contesto, il rischio è che il confronto tra AICA e gli autotrasportatori finisca per aggravare ulteriormente una crisi idrica che continua a ricadere soprattutto su famiglie, imprese e attività turistiche.

Più che sulle denunce, probabilmente, il dibattito dovrebbe concentrarsi su come ripristinare rapidamente un servizio efficiente e garantire concretamente il diritto all’acqua ai cittadini della provincia di Agrigento.

Agrigento senz’acqua, esplode la protesta: Gli autobottisti si fermano. “Non faremo più da parafulmine ad AICA”

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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