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Agrigento – Canicattì, in bilico per estorsione aggravata

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Agrigento – Canicattì, in bilico per estorsione aggravata. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Attualità.

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La Procura Generale ha invocato la conferma di tre condanne a carico di altrettanti canicattinesi per estorsione aggravata dal metodo mafioso.

La Procura Generale presso la Corte d’Appello di Palermo ha invocato la conferma della sentenza emessa dal Tribunale di Agrigento che ha condannato tre canicattinesi: 7 anni e 3 mesi di reclusione per Antonio Maira, 75 anni, e 4 anni e 8 mesi ciascuno per Antonio La Marca, 35 anni, nipote di Maira, e per Giovanni Turco, 25 anni.

I tre imputati sono stati arrestati il 9 luglio del 2024 dai poliziotti della Squadra Mobile di Agrigento e del Commissariato di Canicattì per estorsione aggravata dal metodo mafioso. Antonio Maira è stato già condannato con sentenza definitiva per appartenenza alla “Stidda”. Le indagini sono state avviate nell’aprile del 2023 a seguito di un incendio a danno della saracinesca di un magazzino a Canicattì. I tre arrestati avrebbero così costretto la vittima dell’estorsione, ovvero la proprietaria del magazzino, a non affittarlo ad un soggetto intenzionato ad avviarvi un’officina, in potenziale concorrenza con il nipote di Maira, già titolare di un’officina. Maira, La Marca e Turco si sarebbero recati a casa della donna e l’avrebbero minacciata.

Maira, vantando la sua appartenenza all’associazione mafiosa, peraltro nota alla donna, si sarebbe rivolto così a lei: “In questa zona comando io. Chi gli toglie il pane a mio nipote io gli tolgo la vita… mi conosce a me? Sa chi sono io?”. E un altro dei tre le avrebbe intimato: “Se affitti ti spacco la faccia”. Arringhe difensive dal 5 novembre in poi.

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Fonte: Sicilia24h

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