Agrigento – Casa Sanfilippo, lo “sceriffo” colpisce ancora: Ma chi gli ha dato l’imbeccata?. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Cronaca.
Cosa sta succedendo

Sequestrata una piccola area utilizzata dal Parco per raccogliere temporaneamente i rifiuti recuperati nella Valle dei Templi. Roberto Sciarratta annuncia memorie difensive e chiede il dissequestro. Resta una domanda: chi ha indirizzato la Polizia locale verso quei quindici sacchi, dimenticando che il Parco si estende per circa 1.400 ettari, di cui 900 demaniali?
AGRIGENTO – Lo “sceriffo” colpisce ancora. Questa volta il bersaglio è il Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi, uno dei luoghi più importanti e delicati del territorio agrigentino.
A seguito di una segnalazione anonima, la Polizia locale ha sequestrato una piccola area recintata, di appena 12 metri quadrati, situata alle spalle di Casa Sanfilippo e utilizzata per il deposito temporaneo dei rifiuti raccolti all’interno della Valle. Il direttore Roberto Sciarratta, nella qualità di legale rappresentante dell’ente, è stato deferito.
Gli accertamenti dovranno naturalmente seguire il proprio corso e sarà l’autorità competente a stabilire se vi siano state effettive violazioni. Ma la vicenda pone interrogativi che non possono essere liquidati con la fotografia di alcuni sacchi.
Un Parco esteso per circa 1.400 ettari
Chi ha segnalato quella situazione e chi ha deciso di intervenire conosce realmente le dimensioni della Valle dei Templi?
Il Parco si estende per circa 1.400 ettari, dei quali approssimativamente 900 appartenenti al demanio. Non si tratta di un’aiuola, di un cortile o di un piccolo giardino pubblico, ma di un territorio vastissimo, attraversato ogni giorno da visitatori, lavoratori, residenti e mezzi di servizio.
Mantenere pulita un’area simile richiede una complessa organizzazione quotidiana. Occorre raccogliere i rifiuti abbandonati lungo i percorsi, svuotare i cestini e intervenire anche nelle zone confinanti sulle quali, secondo quanto affermato dal direttore, il Parco non avrebbe una competenza diretta.
Sciarratta ha spiegato che nell’area sequestrata si trovavano una quindicina di sacchi trasparenti, sistemati in uno spazio recintato e chiuso a chiave, insieme a dieci grandi contenitori. Rifiuti che, secondo la sua ricostruzione, erano stati recuperati in diversi punti della Valle e depositati temporaneamente in attesa dello smistamento e del regolare conferimento.
Non una discarica clandestina nascosta tra le campagne, dunque, ma uno spazio interno e vigilato utilizzato dall’ente per affrontare concretamente il problema della pulizia.
I rifiuti degli spettacoli e le responsabilità degli organizzatori
Una parte dei rifiuti sarebbe stata prodotta durante gli spettacoli del festival “Ellenic”.
Secondo Sciarratta, la raccolta e il conferimento avrebbero dovuto essere garantiti dagli organizzatori delle manifestazioni. Di fronte ai rifiuti rimasti all’interno del teatro, però, il personale del Parco avrebbe deciso di intervenire per evitare che uno dei luoghi simbolo della Valle restasse sporco dopo gli eventi.
Il direttore ha riconosciuto che la soluzione adottata potrà essere stata tecnicamente sbagliata, ma ne ha spiegato la finalità: tutelare il decoro del sito e non lasciare il teatro sommerso dai rifiuti.
Adesso Sciarratta annuncia la presentazione di memorie difensive e la richiesta di dissequestro. Ma pone anche una domanda estremamente concreta: dove dovranno essere collocati, da domani, i rifiuti raccolti nei 1.400 ettari della Valle?
Chi ha dato l’imbeccata allo “sceriffo”?
Ed eccoci al punto politico e amministrativo della vicenda.
L’intervento sarebbe partito da una segnalazione anonima. Ma chi conosceva l’esatta collocazione di quello spazio, situato dietro Casa Sanfilippo, recintato e chiuso a chiave? Chi sapeva della presenza dei sacchi? E soprattutto, chi ha presentato quella situazione alla Polizia locale come un deposito irregolare meritevole di un intervento immediato?
La domanda è inevitabile:
chi ha dato l’imbeccata, forse sbagliata o quantomeno incompleta, allo “sceriffo”?
Non basta infatti mostrare quindici sacchi per raccontare correttamente ciò che accade. Bisogna spiegare da dove provengono, perché sono stati raccolti, chi avrebbe dovuto occuparsene e quali strumenti possiede il Parco per gestire la pulizia di un territorio tanto esteso.
Se la segnalazione fosse stata costruita omettendo deliberatamente questo contesto, ci troveremmo davanti a un’operazione ben diversa da una semplice iniziativa a tutela dell’ambiente.
Si indaghi sulle violazioni, ma anche sulle responsabilità reali
Le regole devono valere per tutti, anche per il Parco della Valle dei Templi. Se sono state violate norme ambientali o paesaggistiche, saranno gli organismi competenti ad accertarlo, nel pieno rispetto delle garanzie e della presunzione di innocenza.
Ma sarebbe altrettanto necessario verificare le responsabilità degli organizzatori degli eventi che, secondo la ricostruzione di Sciarratta, avrebbero dovuto provvedere alla rimozione dei rifiuti.
Chi aveva il compito contrattuale di pulire il teatro al termine delle serate? Erano state previste prescrizioni sul conferimento? Sono state rispettate? Il Parco ha contestato formalmente eventuali inadempienze?
Sono queste le domande che servono per comprendere davvero la vicenda.
Perché sequestrare 12 metri quadrati può essere semplice. Molto più difficile è garantire ogni giorno la pulizia di 1.400 ettari e individuare chi lascia i rifiuti, chi non rispetta gli obblighi assunti e chi, invece, cerca di rimediare alle mancanze altrui.
Report Sicilia attende di conoscere le motivazioni complete del provvedimento e, soprattutto, l’origine della segnalazione. Perché dietro ogni “blitz” c’è quasi sempre un’imbeccata. E questa volta occorre capire se fosse corretta, strumentale oppure clamorosamente fuori bersaglio.
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Fonte: Report Sicilia
News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

