Agrigento – Caso Crosta, il conflitto è scritto nelle date: accusato pubblicamente il 1° settembre, tre giorni dopo firma l’atto sulle sanatorie. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Il vicesindaco sapeva che la sua pratica era al centro di una contestazione pubblica. Il 4 settembre ha firmato l’atto di indirizzo che “ordina” agli uffici di accelerare le pratiche più vecchie, senza escludere la propria. Se questo non è almeno un potenziale conflitto d’interessi, che cosa lo è?
Adesso abbiamo l’atto. E, soprattutto, abbiamo le date.
Il 1° settembre 2026 Report Sicilia ha chiamato pubblicamente Giovanni Crosta a rispondere della situazione urbanistica dell’immobile di contrada Zingarello, della domanda di sanatoria presentata nel 1985 e della possibile insanabilità di gran parte della costruzione.
Nello stesso giorno abbiamo chiesto le sue dimissioni, l’intervento del sindaco e la pubblicazione dei titoli edilizi e paesaggistici. Crosta ha replicato annunciando una querela, parlando di “macchina del fango” e confermando, però, di essere comproprietario dell’immobile e che sulla casa pende ancora una domanda di sanatoria del 1985.
Appena tre giorni dopo, il 4 settembre, Giovanni Crosta ha firmato insieme all’assessora Mariuccia Miccichè un atto di indirizzo politico-amministrativo per la ricognizione e la sollecita definizione di tutte le istanze di sanatoria edilizia ancora inevase.
Non lo ha fatto quando la sua posizione era sconosciuta all’opinione pubblica. Lo ha fatto dopo che il suo interesse personale nella materia era diventato il centro di una contestazione giornalistica e politica.
A quel punto Crosta sapeva perfettamente che ogni sua iniziativa sulle sanatorie sarebbe stata sottoposta a un inevitabile giudizio di compatibilità e imparzialità.
Eppure ha firmato.
Se questo non rappresenta almeno una situazione di potenziale conflitto d’interessi, che cosa dovrebbe esserlo?
Il 1° settembre viene chiamato a rispondere, il 4 settembre “ordina” agli uffici
La sequenza temporale deve essere riportata con assoluta chiarezza:
- 1° settembre: Report Sicilia pubblica gli articoli sulla casa di Zingarello e sulla domanda di sanatoria intestata alla famiglia Crosta;
- 1° settembre: Crosta risponde pubblicamente, conferma la comproprietà dell’immobile e l’esistenza della pratica del 1985;
- 4 settembre: Crosta firma un atto di indirizzo per accelerare tutte le sanatorie pendenti, dando priorità a quelle più risalenti;
- 5 settembre, ore 13.25: Report Sicilia trasmette la PEC al Comune, al sindaco, al Segretario generale, alla Soprintendenza e agli organi di polizia ambientale, chiedendo espressamente l’astensione di Crosta e controlli indipendenti.
Non si può sostenere che, il 4 settembre, Crosta non fosse consapevole della delicatezza della propria posizione.
Era stato pubblicamente chiamato a rispondere proprio della sua domanda di sanatoria. Aveva già replicato e annunciato querela. Conosceva, quindi, sia la pendenza della propria pratica sia la contestazione pubblica che lo riguardava.
Nonostante questo, invece di restare completamente estraneo alla materia, ha sottoscritto un atto che interviene esattamente sulle pratiche di sanatoria pendenti.
Non serve dimostrare che abbia già ottenuto un vantaggio concreto per riconoscere la gravità politica della situazione. Il conflitto d’interessi serve a prevenire anche il semplice rischio che l’interesse pubblico possa intrecciarsi con quello personale.
Crosta avrebbe dovuto astenersi.
La sua pratica potrebbe trovarsi tra le prime
L’atto, protocollato con il numero 0063771/2026, dispone che le pratiche vengano trattate secondo l’ordine cronologico di presentazione, dando “impulso prioritario” a quelle più risalenti.
Crosta ha pubblicamente dichiarato che la pratica della casa di Zingarello sarebbe stata presentata nel 1985.
Se questa data sarà confermata, la sua domanda potrebbe trovarsi proprio tra le prime dell’elenco che lo stesso atto ordina di predisporre.
Non affermiamo che la pratica abbia già ottenuto un’accelerazione o un vantaggio. Questa circostanza deve essere verificata attraverso l’acquisizione dell’elenco, del fascicolo e delle attività eventualmente già compiute dagli uffici.
Ma la coincidenza è evidente:
Crosta possiede una delle pratiche più vecchie e firma un atto che attribuisce priorità alle pratiche più vecchie.
L’atto non contiene alcuna clausola che escluda la sua domanda. Non contiene una dichiarazione di astensione. Non prevede che Crosta resti estraneo alla ricezione dell’elenco o alle successive “determinazioni” degli organi politici.
Che altro sarebbe stato necessario perché il vicesindaco comprendesse di non dover firmare?
L’atto chiede anche i nomi dei richiedenti e la descrizione degli abusi
Il documento non si limita a chiedere agli uffici quanti procedimenti siano ancora pendenti.
Ordina di formare un elenco contenente, per ogni domanda:
- le generalità del richiedente;
- la data e il numero di protocollo;
- l’ubicazione e i dati catastali dell’immobile;
- la descrizione sintetica dell’abuso;
- la tipologia di sanatoria richiesta;
- lo stato dell’istruttoria;
- le integrazioni richieste;
- gli eventuali pareri;
- la data dell’ultimo atto istruttorio.
Tutto questo dovrebbe essere comunicato agli organi di indirizzo politico per le successive determinazioni.
Perché gli amministratori devono ricevere un elenco nominativo con i richiedenti, i dati catastali e la descrizione dei singoli abusi?
Per programmare personale e risorse sarebbe sufficiente un quadro statistico aggregato. La trasmissione dei dettagli personali deve essere giustificata da una finalità precisa e rispettare i principi di necessità e minimizzazione dei dati.
La domanda è ancora più delicata perché uno dei firmatari risulta egli stesso interessato da una delle pratiche comprese nella ricognizione.
Crosta avrebbe potuto ricevere l’elenco nel quale compare anche la propria domanda? Avrebbe partecipato alle successive determinazioni politiche? Chi avrebbe impedito l’accesso al suo fascicolo e garantito la sua completa estraneità?
Nell’atto non è scritto.
L’articolo 107 viene citato e contemporaneamente contraddetto?
Crosta e Miccichè richiamano l’articolo 107 del Testo unico degli enti locali, riconoscendo che la gestione amministrativa, tecnica e finanziaria appartiene ai dirigenti.
Subito dopo, però, scrivono che i destinatari vengono “invitati” e, per quanto di rispettiva competenza, “ordinati” a svolgere una serie di attività dettagliate.
L’atto stabilisce come comporre l’elenco, quali dati inserirvi, quale ordine seguire, quali pratiche trattare prima, quando avviare tutte le istruttorie e quali informazioni restituire alla politica.
L’articolo 107 separa l’indirizzo politico dalla gestione, attribuendo ai dirigenti autonomi poteri e responsabilità diretta ed esclusiva per l’attività amministrativa.
Il Segretario generale deve verificare se il documento si sia mantenuto nel legittimo ambito dell’indirizzo politico oppure se, con ordini e prescrizioni operative, abbia invaso la gestione riservata alla dirigenza.
Non basta chiamarlo “atto di indirizzo”. Conta ciò che dispone concretamente.
Il misterioso termine “perentorio”
L’atto impone agli uffici di comunicare l’esito della ricognizione entro il “termine perentorio di quarantacinque giorni”.
Perentorio in base a quale disposizione?
Un termine non acquista natura perentoria perché due amministratori inseriscono quell’aggettivo in un documento. Occorre indicare la fonte normativa o regolamentare, l’autorità competente a fissarlo e le conseguenze del mancato rispetto.
L’atto pretende inoltre che venga avviata l’istruttoria su tutte le istanze entro trenta giorni dal completamento della ricognizione.
Nello stesso documento, però, i firmatari ammettono che il Comune non conosce nemmeno il numero delle pratiche pendenti.
Come si possono imporre tempi così dettagliati senza sapere quante siano le domande, quale documentazione manchi, quanti pareri esterni occorrano e quante unità di personale siano disponibili?
La carta intestata del sindaco, ma Sodano non firma
Il documento utilizza la carta intestata del Comune con l’indicazione “Il Sindaco”, ma Michele Sodano non lo firma.
In calce compaiono soltanto Giovanni Crosta e l’ingegnere Maria Miccichè, qualificata come assessora ai Lavori pubblici e all’Edilizia privata.
Perché è stata utilizzata la carta intestata del sindaco?
Sodano conosceva l’atto? Lo aveva autorizzato? Ne condivideva il contenuto? È stato predisposto dal suo ufficio?
Se lo conosceva, deve assumersene la responsabilità politica.
Se non lo conosceva, deve spiegare perché il suo vicesindaco e un’assessora abbiano utilizzato quella carta intestata per impartire disposizioni agli uffici.
Miccichè a quale titolo ha firmato?
L’atto qualifica Miccichè come assessora ai Lavori pubblici e all’Edilizia privata.
Le informazioni diffuse sulla composizione della Giunta indicavano per lei Lavori pubblici, manutenzioni e mobilità sostenibile, mentre a Eleonora Sciortino, espressione del PD, risultano attribuite Pianificazione urbanistica, gestione del territorio e Prg.
Esiste un decreto sindacale che assegna formalmente a Miccichè anche l’Edilizia privata?
Quando è stato adottato? È stato pubblicato? Qual è il confine tra le deleghe di Miccichè e quelle della Sciortino? Chi possiede la competenza politica sulle sanatorie?
Se la delega esiste, venga pubblicato il decreto.
Se non esiste, Miccichè deve spiegare a quale titolo si sia qualificata in quel modo e abbia firmato l’atto.
E deve chiarire se, prima di sottoscriverlo, sapesse che appena tre giorni prima Crosta era stato pubblicamente chiamato a rispondere della propria sanatoria.
“Più firme, più valore”? Questa non è una petizione
La firma di Miccichè è stata aggiunta per attribuire maggiore peso politico all’iniziativa? Qualcuno ha pensato che più firme significassero maggiore valore?
Questa non è una petizione.
Le firme degli amministratori non sono ornamenti. Ogni firma presuppone una competenza, la conoscenza del contenuto e l’assunzione di una responsabilità.
Miccichè non può avere firmato soltanto per accompagnare politicamente Crosta o per distribuire su più persone il peso dell’iniziativa.
Se ha agito nell’esercizio della delega all’Edilizia privata, mostri il decreto.
Se ha firmato perché convinta della correttezza dell’atto, spieghi perché non abbia invitato Crosta ad astenersi.
Le firme non diluiscono le responsabilità.
Le moltiplicano.
Sciortino e il PD devono uscire dal silenzio
Eleonora Sciortino era stata informata? Ha partecipato alla predisposizione dell’atto? Lo ha condiviso? Ha dissentito? Oppure è stata scavalcata?
E che cosa pensa il Partito democratico?
Il PD considera normale che un atto di indirizzo sulle sanatorie venga firmato dal vicesindaco interessato da una pratica pendente e da un’altra assessora, mentre la propria rappresentante alla Pianificazione urbanistica non compare?
Ha chiesto spiegazioni a Sodano? Ha domandato il ritiro dell’atto? Ha preteso l’astensione di Crosta?
Oppure resterà in silenzio pur di conservare la propria presenza in Giunta?
Da questo momento il silenzio del PD diventerebbe una precisa scelta politica.
Il Segretario generale intervenga e l’atto venga sospeso
Il Segretario generale, indicato soltanto “per conoscenza”, deve adesso intervenire.
Deve verificare:
- la competenza dei firmatari;
- i decreti di attribuzione delle deleghe;
- la compatibilità dell’atto con l’articolo 107 del TUEL;
- la legittimità della formula con cui si “ordinano” attività ai dirigenti;
- il fondamento del termine definito perentorio;
- la necessità dell’elenco nominativo;
- la posizione personale di Crosta;
- l’assenza di una dichiarazione di astensione;
- gli effetti eventualmente già prodotti.
Deve chiedere una relazione immediata al dirigente Antonio Insalaco e al responsabile del servizio.
Il potere di ritirare o annullare l’atto dipenderà dalla sua natura e dall’organo competente. Ma il Segretario generale deve indicare subito il percorso corretto e impedire che il documento continui a produrre effetti prima della conclusione delle verifiche.
Crosta e Miccichè devono ritirarlo. Sodano deve sospenderne ogni effetto.
Prefetto e Procura acquisiscano tutto
Adesso esiste un documento con data, protocollo, contenuti, destinatari e firme.
Il Prefetto dovrebbe acquisire l’atto e chiedere al sindaco e al Segretario generale una relazione urgente.
La Procura della Repubblica valuti l’acquisizione:
- dell’originale informatico e dei metadati;
- dei decreti sulle deleghe;
- delle comunicazioni tra amministratori e uffici;
- dell’elenco eventualmente già formato;
- della pratica relativa all’immobile di Crosta;
- dei dati sugli accessi al fascicolo;
- degli atti edilizi e paesaggistici sui lavori recenti.
Non affermiamo che siano stati commessi reati. Chiediamo che gli organi competenti accertino se siano stati rispettati imparzialità, competenze e obblighi di astensione.
Se questo non è conflitto, che cosa lo è?
Il punto conclusivo è scritto nelle date.
Il 1° settembre Crosta viene pubblicamente chiamato a rispondere della propria domanda di sanatoria.
Il 1° settembre replica e conferma che la pratica esiste.
Il 4 settembre firma un atto che dispone la ricognizione di tutte le sanatorie pendenti e assegna priorità alle più vecchie.
La sua domanda risalirebbe al 1985.
L’atto non la esclude. Non contiene alcuna astensione. Pretende inoltre che agli organi politici venga trasmesso l’elenco nominativo delle pratiche.
Se questo non rappresenta almeno un potenziale conflitto d’interessi meritevole di immediata verifica, che cosa dovrebbe esserlo?
Crosta deve rimettere le deleghe e restare estraneo a ogni attività relativa a sanatorie, abusivismo, vigilanza edilizia e alla propria pratica.
Se Sodano continuerà a proteggerlo, la responsabilità politica sarà dell’intera amministrazione.
E se Segretario generale, PD, Controcorrente e alleati continueranno a tacere, ciascuno dovrà spiegare alla città perché nessuno abbia fermato un vicesindaco che, tre giorni dopo essere stato pubblicamente chiamato a rispondere della propria sanatoria, ha firmato un atto per accelerare proprio le sanatorie pendenti.
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Fonte: Report Sicilia
News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

