Agrigento – Caso Crosta, intervengano Prefetto e Procura: I controlli del Comune non possono dipendere dagli stessi amministratori coinvolti. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Basterebbero un sopralluogo e l’acquisizione dei titoli relativi ai lavori dell’ultimo quinquennio. Ma Crosta ha la delega alla Polizia municipale e Sodano lo ha già pubblicamente difeso: servono verifiche esterne e indipendenti
Sul caso dell’immobile riconducibile al vicesindaco Giovanni Crosta non sono più sufficienti dichiarazioni politiche o generici inviti alla chiarezza. Devono intervenire il Prefetto e la Procura della Repubblica, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze, per garantire l’indipendenza degli accertamenti e l’integrità della documentazione.
In condizioni ordinarie basterebbe poco: un sopralluogo della Polizia locale, il rilievo dello stato attuale dei luoghi e il confronto con le planimetrie depositate. Dovrebbero poi essere acquisiti gli eventuali titoli edilizi e paesaggistici relativi ai lavori apparentemente realizzati nell’ultimo quinquennio.
Il problema è che Crosta detiene proprio la delega alla Polizia municipale, mentre il sindaco Michele Sodano ha già assunto una posizione pubblica in sua difesa, arrivando a escludere responsabilità prima della conclusione di verifiche documentate.
Non si mette in discussione la professionalità del comandante e degli agenti. È però evidente la necessità di sottrarli a qualsiasi possibile pressione, interferenza o anche soltanto sospetto di condizionamento.
Il Prefetto garantisca l’indipendenza degli accertamenti
Al Prefetto di Agrigento si chiede di valutare immediatamente la situazione istituzionale determinata dalla sovrapposizione tra il ruolo di Crosta, le deleghe esercitate e gli uffici potenzialmente chiamati a controllare la sua proprietà.
Occorre garantire che il vicesindaco si astenga formalmente da qualsiasi interlocuzione riguardante il sopralluogo, la pratica di sanatoria, il fascicolo edilizio, le utenze e gli scarichi dell’immobile.
Sarebbe inoltre opportuno che Crosta rimettesse almeno temporaneamente la delega alla Polizia municipale. Non costituirebbe un’ammissione di responsabilità, ma una misura minima di correttezza istituzionale.
Il Prefetto valuti anche la possibilità di promuovere un controllo coordinato tra soggetti esterni al Comune, affinché nessun accertamento possa essere percepito come condizionato dalla posizione degli amministratori coinvolti.
La Procura cristallizzi immediatamente gli atti
Alla Procura della Repubblica si chiede di valutare l’acquisizione urgente del fascicolo edilizio, della domanda di sanatoria e della documentazione relativa agli interventi apparentemente eseguiti tra il 2021 e il 2026.
Dovrebbero essere preservati:
- i fascicoli cartacei e informatici;
- i registri di protocollo e i relativi metadati;
- le date di creazione, caricamento e modifica dei documenti;
- gli accessi effettuati dopo la pubblicazione dell’inchiesta;
- le eventuali Cila, Scia e richieste di permesso di costruire;
- le comunicazioni di cantiere;
- le autorizzazioni paesaggistiche;
- gli atti conservati presso la Soprintendenza;
- la documentazione relativa all’acqua e allo smaltimento dei reflui;
- gli elementi utili a individuare impresa esecutrice, committente e natura dei lavori.
Non si afferma che siano già avvenute manipolazioni o alterazioni. Si chiede di impedire preventivamente che possa verificarsi qualsiasi interferenza e di eliminare ogni futuro dubbio sull’integrità degli atti.
Non bastano più i controlli interni
Sodano difende Crosta. Crosta esercita la delega sulla Polizia municipale. Il Corpo che dovrebbe compiere gli accertamenti opera all’interno della stessa amministrazione guidata dai due esponenti politici interessati dalla vicenda.
Questa situazione rende inopportuno affidare la verifica esclusivamente agli uffici comunali.
Il sopralluogo dovrebbe essere effettuato da organi esterni oppure congiuntamente dalla Polizia locale, dalla Soprintendenza e dal Centro Anticrimine Natura dei Carabinieri, con ogni operazione formalmente protocollata e documentata.
Basterebbe andare sul posto, fotografare, misurare e confrontare lo stato dei luoghi con gli atti. Se i lavori sono regolari, i titoli lo dimostreranno. Se non lo sono, spetterà alle autorità accertare le violazioni e le responsabilità.
Il silenzio operativo non è più accettabile.
Il Prefetto intervenga per garantire la correttezza istituzionale e l’astensione dei soggetti interessati. La Procura valuti l’immediata acquisizione dei documenti e gli accertamenti di competenza.
Non si chiede una condanna anticipata. Si chiede che le prove siano protette, che i controlli siano indipendenti e che nessuno possa utilizzare il proprio ruolo per influire, direttamente o indirettamente, sulle verifiche.
È una garanzia per la città, ma anche per Crosta e Sodano. Se davvero non hanno nulla da temere, saranno i primi ad avere interesse affinché Prefettura e Procura facciano piena luce.
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Fonte: Report Sicilia
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