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Agrigento cerca un vice, Sodano guarda a New York

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Nove giorni dopo le dimissioni di Giovanni Crosta la casella del vicesindaco resta vuota. Il sindaco parte per gli Stati Uniti, la città affronta il primo violentissimo nubifragio e nel dibattito politico torna una domanda: chi sarà il numero due dell’amministrazione?

Sono trascorsi nove giorni dall’11 settembre, quando Giovanni Crosta ha rassegnato le dimissioni da assessore e vicesindaco di Agrigento dopo il caso politico esploso attorno all’immobile di Zingarello. Da allora Michele Sodano non lo ha ancora sostituito.

E forse, nella città di Pirandello, non poteva mancare neppure il paradosso.

Proprio mentre il sindaco prepara la missione negli Stati Uniti per partecipare, dal 22 al 24 settembre, al 4th Climate Mobility Summit di New York, dove si parlerà anche di città costiere, cambiamenti climatici e capacità di adattamento dei territori, Agrigento viene investita dal primo violentissimo nubifragio della stagione.

Una quantità eccezionale di pioggia concentrata in pochissimo tempo: circa 150 millimetri in un’ora secondo le rilevazioni riportate nelle ore successive. Strade trasformate in fiumi, automobili sommerse o bloccate, tombini saltati, abitazioni allagate e persino una voragine in piazza Marconi.

Una coincidenza quasi pirandelliana: Agrigento vola a New York per parlare di resilienza climatica mentre a casa scopre, ancora una volta, quanto sia fragile davanti agli eventi estremi.

Il punto, naturalmente, non può essere ridotto alle caditoie. Pulirle è necessario, ma precipitazioni di questa intensità pongono un problema molto più grande: capire se il sistema di drenaggio urbano, progettato sulla base di condizioni climatiche e serie storiche ormai profondamente mutate, sia ancora adeguato. Il Mediterraneo sempre più caldo aumenta l’energia disponibile per fenomeni meteorologici estremi e città come Agrigento dovranno probabilmente cominciare a ragionare non soltanto sulla manutenzione dell’esistente, ma sulla capacità complessiva delle infrastrutture di reggere eventi che rischiano di diventare meno eccezionali.

Ed è proprio qui che New York e Agrigento, paradossalmente, finiscono per incontrarsi.

Il Comune senza vicesindaco

Durante l’emergenza di sabato, con Sodano fuori città, a firmare la comunicazione urgente è stata Maria Miccichè, assessora anziana e delegata alla Protezione civile, che ha esercitato le funzioni previste in assenza del sindaco.

Ma resta aperta una questione politica.

Agrigento, dopo Crosta, avrà un nuovo vicesindaco?

Nella conferenza stampa dedicata ai primi cento giorni Sodano ha spiegato di stare lavorando alla questione, lasciando intendere anche una possibile redistribuzione delle deleghe. Ma redistribuire le deleghe lasciate da Crosta e individuare un nuovo vicesindaco non sono necessariamente la stessa cosa.

Ed è proprio sulla seconda questione che cominciano a concentrarsi le attenzioni.

Durante una recente diretta di Bibbirria, alla quale hanno partecipato l’avvocato Salvatore Pennica, l’esponente del Pd Giampiero Carta e il consigliere comunale William Giacalone, il tema Crosta è inevitabilmente tornato al centro del confronto.

Con toni diversi, è emersa l’opportunità di arrivare presto alla scelta di un nuovo numero due dell’amministrazione.

Qualcuno ha persino scherzato: con tutti i problemi che ha Agrigento, forse non basterebbe un vicesindaco. Ne servirebbero tre.

Battute a parte, il tema esiste.

Il dopo Crosta e i segnali da Palermo

C’è poi il livello più strettamente politico.

Le dimissioni di Crosta hanno chiuso una vicenda, ma ne hanno aperta un’altra: chi occuperà quella casella?

E soprattutto: sarà una scelta esclusivamente del sindaco oppure entreranno nella partita anche gli equilibri di Controcorrente?

Da Palermo arrivano indiscrezioni secondo le quali Ismaele La Vardera starebbe guardandosi attorno alla ricerca di un profilo da proporre per il ruolo di vicesindaco. Indiscrezioni, sia chiaro, che al momento non trovano conferme ufficiali e che potrebbero essere smentite già domani mattina.

Anzi, conoscendo il metodo rivendicato dal movimento, possiamo quasi anticipare la risposta: nessuna spartizione, nessuna casella politica. Si guardano i curriculum, si valutano le competenze e si sceglie soltanto per merito.

Ci mancherebbe.

Resta però un dato politico: dopo l’uscita di Crosta, quella casella pesa. E pesa ancora di più in un’amministrazione che ha costruito una parte importante della propria narrazione sui “top player” chiamati a governare la città.

Curiosamente, anche la comunicazione politica sembra essere entrata in una fase diversa. Sodano continua a utilizzare molto i social, spostando una parte della propria attività soprattutto su Instagram, piattaforma sulla quale ritiene di poter intercettare un pubblico più giovane. È un comportamento perfettamente coerente con un sistema dell’informazione nel quale le piattaforme digitali hanno assunto un peso sempre maggiore.

Ma c’è anche un altro dettaglio che alcuni osservatori politici hanno notato: la conferenza dei cento giorni di Sodano non sembra avere avuto, almeno finora, la consueta cassa di risonanza sui canali di Ismaele La Vardera.

Può non significare assolutamente nulla. Oppure può essere uno dei piccoli segnali da osservare nelle prossime settimane dopo le tensioni provocate dal caso Crosta.

Adesso serve una scelta

Sodano sarà negli Stati Uniti, tra New York e gli altri appuntamenti programmati. Al Comune, nel frattempo, resta una Giunta che deve affrontare l’ordinaria amministrazione e soprattutto le emergenze di una città che sabato ha mostrato ancora una volta tutta la propria vulnerabilità.

Il nubifragio ha ricordato una cosa molto semplice: le emergenze non aspettano i tempi della politica.

Fortunatamente il bilancio dell’evento non è stato più grave. Ma sarebbe un errore archiviare tutto con la formula dell’eccezionalità meteorologica o con qualche intervento sulle caditoie. Se precipitazioni di questa intensità sono destinate a ripetersi, Agrigento dovrà interrogarsi seriamente sulla propria rete di drenaggio, sulle infrastrutture e sulla capacità tecnica di programmare una città più resistente agli eventi estremi. E, contemporaneamente, la politica dovrà risolvere una questione molto più semplice.

Nove giorni dopo Crosta, Agrigento è ancora senza vicesindaco.

La prossima settimana potrebbe essere quella giusta per capire se Sodano intende nominarne uno, limitarsi a redistribuire le deleghe oppure ridisegnare più profondamente gli equilibri della Giunta. E magari scopriremo anche se il nuovo numero due arriverà da Agrigento, da Palermo o da quella inesauribile banca dati dei curriculum dei “top player”. Naturalmente, solo per merito.

Agrigento sott’acqua, bastano le caditoie?

Nella foto:
Maria Miccichè durante i sopralluoghi dopo il violento nubifragio che ha colpito Agrigento. La foto è stata pubblicata sui canali social ufficiali del sindaco Michele Sodano.

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Fonte: AgrigentoOggi

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