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Agrigento, commissioni consiliari, Spataro replica ad Alongi e respinge le accuse di irregolarità

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Agrigento, commissioni consiliari, Spataro replica ad Alongi e respinge le accuse di irregolarità. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

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Il consigliere comunale Pasquale Spataro interviene dopo le contestazioni sollevate da Geraldo Alongi sulla procedura di costituzione delle commissioni consiliari. Per Spataro la delibera è giuridicamente corretta e la polemica nasconderebbe una sconfitta politica. Intanto a Palazzo dei Giganti lo scontro si fa sempre più acceso.

AGRIGENTO. Non si placa la polemica sulla costituzione delle commissioni consiliari del Comune di Agrigento. Dopo il comunicato del consigliere Geraldo Alongi, che ha contestato la regolarità della procedura seguita dal Consiglio Comunale chiedendo un intervento in autotutela, arriva la dura replica del consigliere Pasquale Spataro.

Una risposta che non lascia spazio a interpretazioni e che sposta lo scontro anche sul terreno politico, oltre che su quello amministrativo.

Per Spataro, infatti, l’iniziativa di Alongi rappresenterebbe un tentativo di rimettere in discussione una decisione democraticamente assunta dall’aula, dopo una votazione che ha fatto emergere una maggioranza numericamente consistente.

Spataro accusa Alongi di non accettare la sconfitta politica

Il consigliere Spataro definisce il comunicato del collega «un maldestro tentativo di bloccare nuovamente il funzionamento del Consiglio Comunale».

Secondo Spataro, Alongi non avrebbe accettato l’esito politico della votazione e starebbe tentando di trasferire la controversia sul piano tecnico e giuridico, attraverso contestazioni che lo stesso Spataro considera infondate.

«Il Consigliere non accetta la sconfitta politica e sposta la questione sull’aspetto tecnico che, però, ancora una volta è fallace», sostiene Spataro.

Una posizione netta che conferma quanto la vicenda delle commissioni sia ormai diventata uno dei principali terreni di confronto tra gli schieramenti presenti a Palazzo dei Giganti.

Lo scontro sull’articolo 26 dello Statuto comunale

Il punto centrale della controversia riguarda l’interpretazione dell’articolo 26 dello Statuto comunale.

Come già riportato da Report Sicilia nell’articolo dedicato alle contestazioni di Alongi, il consigliere aveva richiamato il comma 4 della disposizione statutaria per mettere in discussione la correttezza del procedimento seguito.

Spataro, tuttavia, sostiene che quella lettura sarebbe incompleta.

«Il Consigliere cita l’art. 26, comma 4, dello Statuto, però non cita il comma 3 e il comma 5 dello stesso articolo».

Secondo la ricostruzione fornita da Spataro, il punto relativo alla costituzione delle commissioni sarebbe stato inserito all’ordine del giorno dall’Ufficio di Presidenza proprio su impulso della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi Consiliari.

Una circostanza che, nella sua interpretazione, renderebbe infondate le contestazioni procedurali avanzate da Alongi.

Spataro richiama inoltre il rispetto del criterio di proporzionalità, sostenendo che tutti i consiglieri comunali siano stati eletti in una commissione e che la deliberazione sia stata adottata dal Consiglio Comunale attraverso una votazione palese.

«Delibera impeccabile sotto l’aspetto giuridico e sostenuta da una maggioranza robusta in aula», afferma il consigliere.

Si tratta, naturalmente, della valutazione espressa da Spataro. La correttezza della procedura resta il punto controverso tra le due posizioni e richiede una lettura complessiva delle disposizioni statutarie e degli atti consiliari.

Il riferimento al TAR e la questione dell’autotutela

Spataro invita Alongi a prendere atto della decisione del Consiglio e a svolgere il proprio ruolo all’interno della commissione nella quale è stato eletto.

Non manca un riferimento esplicito alla possibilità di ricorrere alla giustizia amministrativa.

«Laddove lo ritenga opportuno proponga ricorso al TAR ed impugni la delibera», scrive Spataro, ribadendo che il provvedimento sarebbe stato adottato dall’organo competente nel rispetto delle previsioni statutarie.

Il consigliere affronta anche la questione dell’autotutela, sostenendo che l’eventuale ritiro della deliberazione dovrebbe essere deciso dallo stesso Consiglio Comunale, in quanto organo che ha adottato l’atto.

Una precisazione che si inserisce direttamente nella controversia sollevata da Alongi e che apre un ulteriore confronto sulle competenze degli organi comunali.

Perché Alongi non ha sollevato la questione durante la seduta?

Nella sua replica Spataro pone anche un interrogativo sul comportamento tenuto dal collega durante i lavori consiliari.

«Perché non ha sollevato in aula tale eccezione?».

Il consigliere ricorda che, al momento della votazione, erano presenti l’intero Ufficio di Presidenza e il Segretario comunale facente funzioni.

Secondo Spataro, tali figure avrebbero potuto rilevare eventuali irregolarità e fermare la proposta, dichiarandola inammissibile.

Circostanza che, sempre secondo la sua ricostruzione, non si sarebbe verificata.

La mancata contestazione durante la seduta e l’assenza di rilievi da parte degli organi presenti vengono quindi richiamate da Spataro a sostegno della regolarità del procedimento.

Resta tuttavia una distinzione importante. La mancata formulazione di un’eccezione in aula non costituisce, da sola, una prova definitiva della legittimità di una deliberazione.

Spataro chiede di convocare immediatamente le commissioni

La conclusione del comunicato è un invito diretto al Presidente del Consiglio Comunale affinché si proceda senza ulteriori ritardi all’insediamento delle commissioni.

Spataro chiede che vengano convocate per consentire l’elezione dei rispettivi Presidenti e Vicepresidenti e avviare così l’attività istituzionale.

L’obiettivo dichiarato è superare le polemiche e permettere agli organismi consiliari di esercitare le proprie funzioni.

Commissioni consiliari, lo scontro politico non cancella la necessità di chiarire le regole

La vicenda conferma quanto già emerso nelle scorse settimane durante la definizione degli equilibri politici all’interno del Consiglio Comunale di Agrigento.

La costituzione delle commissioni, che dovrebbe rappresentare un passaggio ordinario della vita amministrativa, è diventata terreno di un confronto particolarmente acceso.

Da una parte Alongi, che contesta la procedura e invoca una verifica della deliberazione. Dall’altra Spataro, che respinge ogni accusa di irregolarità e interpreta l’iniziativa del collega come una reazione alla sconfitta politica subita in aula.

Report Sicilia ritiene che la questione non possa essere risolta soltanto attraverso comunicati contrapposti.

La maggioranza numerica che approva una deliberazione non rappresenta, di per sé, una garanzia della sua legittimità. Allo stesso modo, la contestazione di una procedura non dimostra automaticamente che siano state violate le norme statutarie.

Occorre distinguere il risultato politico dalla correttezza amministrativa.

Sarebbe quindi opportuno che venisse chiarita, attraverso una puntuale ricostruzione degli atti e delle disposizioni dello Statuto, la procedura effettivamente seguita per la costituzione delle commissioni.

Un chiarimento che potrebbe evitare ulteriori contrapposizioni e consentire finalmente agli organismi consiliari di entrare nel pieno delle proprie funzioni.

Perché, al di là delle vittorie e delle sconfitte politiche, Agrigento ha bisogno di commissioni che lavorino, ma soprattutto di istituzioni che operino nel pieno rispetto delle regole.

Caos procedurale a Palazzo dei Giganti: Alongi impugna l’iter delle Commissioni e invoca l’autotutela

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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