Agrigento, Confesercenti propone una squadra di esperti per costruire il rilancio della città. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Vittorio Messina sollecita una strategia condivisa e di lungo periodo: «Basta emergenze, annunci e occasioni mancate». La cabina di regia potrebbe essere affidata alla Camera di commercio
AGRIGENTO – Una squadra multidisciplinare capace di progettare il futuro di Agrigento, superando la frammentazione delle iniziative e la continua rincorsa alle emergenze.
È la proposta lanciata da Vittorio Messina, presidente di Confesercenti Sicilia, che invita istituzioni, categorie produttive, università, professionisti e mondo della cultura a costruire insieme una strategia di sviluppo di medio e lungo periodo.
L’idea prende spunto, con le dovute proporzioni, dal lavoro affidato a Mario Draghi per individuare le direttrici necessarie a rilanciare la competitività europea.
«Se l’Europa ha avuto bisogno di una squadra guidata da Mario Draghi per affrontare il rischio di perdere competitività e indicare una strategia di rilancio – afferma Messina – anche Agrigento dovrebbe avere il coraggio di compiere una scelta analoga, naturalmente rapportata alle proprie dimensioni e ai propri problemi».
Una cabina di regia per Agrigento
La cosiddetta “Squadra Agrigento” dovrebbe riunire economisti, urbanisti, tecnici delle infrastrutture, esperti di turismo, marketing territoriale e fondi europei, insieme ai rappresentanti delle imprese, delle professioni, dell’università e della cultura.
Il progetto dovrebbe coinvolgere direttamente le istituzioni locali e potrebbe trovare nella Camera di commercio il soggetto chiamato a svolgere il ruolo di coordinamento.
Messina, però, mette subito le mani avanti: non servirebbe un altro organismo destinato a produrre riunioni, documenti e dichiarazioni d’intenti.
«Non abbiamo bisogno dell’ennesimo tavolo di confronto – sottolinea il presidente di Confesercenti Sicilia – ma di una squadra che lavori sui problemi, individui le priorità, stabilisca tempi e responsabilità e, soprattutto, verifichi i risultati. Agrigento non può continuare a vivere di emergenze, annunci e occasioni mancate».
Una distinzione fondamentale. La città, infatti, ha conosciuto negli anni numerosi tavoli tecnici, cabine di regia, protocolli e programmi di rilancio. Molto più raramente, però, i cittadini hanno potuto verificare con chiarezza tempi, responsabilità e risultati.
Turismo, acqua, rifiuti e infrastrutture: problemi collegati tra loro
Secondo Confesercenti, turismo, mobilità, parcheggi, commercio, infrastrutture, acqua, rifiuti, rigenerazione urbana, cultura e qualità dei servizi non possono più essere affrontati separatamente.
«Sono tutti pezzi dello stesso progetto di città», osserva Messina.
Una città che punta sul turismo non può, infatti, continuare a fare i conti con collegamenti insufficienti, parcheggi inadeguati, servizi essenziali che non funzionano e un centro urbano progressivamente svuotato di attività commerciali.
Proprio sul commercio Messina lancia uno degli allarmi più significativi:
«Quando chiude un negozio non perdiamo soltanto un’attività economica. Perdiamo presidio sociale, sicurezza, identità e vitalità urbana. Il commercio deve essere inserito dentro una più ampia strategia di rigenerazione della città».
La desertificazione commerciale, dunque, non rappresenta soltanto un problema economico. Le saracinesche abbassate rendono le strade meno frequentate, indeboliscono la sicurezza e cancellano progressivamente l’identità dei quartieri.
La sfida dello spopolamento
Al centro della proposta c’è anche il futuro dei giovani e il progressivo spopolamento del territorio agrigentino.
«Una strategia seria deve partire dalla domanda più importante: come facciamo a convincere un giovane agrigentino che può costruire qui il proprio futuro?», chiede Messina.
Una domanda alla quale, finora, la politica non è riuscita a fornire risposte sufficienti. Senza lavoro qualificato, infrastrutture, servizi efficienti e condizioni favorevoli agli investimenti, il rischio è quello di continuare ad assistere alla partenza delle nuove generazioni e al progressivo impoverimento sociale ed economico della provincia.
Obiettivi misurabili e responsabilità precise
Confesercenti propone quindi un’agenda composta da pochi obiettivi strategici, accompagnati da scadenze, responsabilità individuabili e risultati verificabili.
«Dobbiamo chiederci dove vogliamo portare Agrigento nei prossimi dieci anni e non soltanto come affrontare l’emergenza di domani», afferma Messina.
Il problema, secondo il presidente regionale dell’associazione, non sarebbe soltanto quello di reperire nuove risorse. Agrigento deve soprattutto dimostrare di saper utilizzare correttamente i finanziamenti già disponibili e di riuscire a intercettare le future opportunità.
«Agrigento ha bisogno di una squadra che sappia progettare, scegliere e realizzare. Una squadra che non abbia come obiettivo una nuova stagione di annunci, ma un nuovo modello di sviluppo. È il momento di smettere di discutere soltanto del declino e cominciare a costruire concretamente l’alternativa».
La proposta è stata lanciata. Adesso spetta alle istituzioni chiarire se intendano raccoglierla e, soprattutto, come trasformarla in uno strumento realmente operativo. Perché il rischio da evitare è proprio quello indicato da Messina: aggiungere un nuovo tavolo ai tanti già convocati, senza stabilire chi deve fare cosa, entro quando e con quali risultati.
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Fonte: Report Sicilia
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