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Agrigento – Controcorrente, dalla protesta agli accordi con tutti? L’MPA attacca e chiama La Vardera: «Chiarisca agli elettori»

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Agrigento – Controcorrente, dalla protesta agli accordi con tutti? L’MPA attacca e chiama La Vardera: «Chiarisca agli elettori». Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.

Cosa sta succedendo

⏱️Tempo di lettura: 7 min

C’è una domanda che, dopo quanto accaduto in Consiglio comunale, diventa sempre più difficile evitare:

Controcorrente è nata per combattere il vecchio sistema politico o, una volta conquistato il Comune di Agrigento, è disponibile ad “accoppiarsi” politicamente con tutti pur di trovare i numeri necessari per governare?

La domanda diventa ancora più pesante oggi, dopo l’intervento ufficiale dei quattro consiglieri comunali dell’MPA Alonge, Settembrino, Vaccarello e Vullo, che sulla costituzione delle commissioni chiamano direttamente in causa il leader di Controcorrente, Ismaele La Vardera.

La loro accusa politica è netta: «Controcorrente getta la maschera. La Vardera chiarisca agli elettori».

Ed è proprio agli elettori che bisogna tornare.

Controcorrente ha vinto cavalcando una gigantesca domanda di cambiamento

Per comprendere ciò che sta accadendo oggi bisogna ricordare come si è arrivati alla vittoria di Michele Sodano.

Al primo turno Sodano ottenne il 39,13 per cento, ma soprattutto raccolse 5.204 voti in più rispetto alle tre liste che lo sostenevano. Un voto disgiunto del 16,56 per cento che, secondo i dati riportati allora da ANSA, rappresentò il valore più alto registrato nelle comunali.

È difficile non leggere dentro quel dato anche una fortissima componente personale e di protesta rispetto agli schieramenti tradizionali.

Al ballottaggio il fenomeno diventò ancora più evidente: Sodano conquistò il 72,31 per cento, contro il 27,69 per cento di Dino Alonge.

Fu proprio La Vardera a interpretare politicamente quella vittoria come una richiesta di cambiamento dei cittadini, arrivando a definire Agrigento «un modello di governo da esportare».

Tre giorni dopo, durante l’insediamento di Sodano, il leader di Controcorrente annunciava l’inizio di una nuova fase per il movimento: dimostrare ai siciliani di sapere amministrare.

Questa era la promessa.

Ed è su questa promessa che oggi bisogna misurare ciò che accade dentro Palazzo dei Giganti.

La guerra contro tutti prima delle elezioni. Gli accordi con tutti dopo?

Controcorrente si è presentata come la forza della rottura.

Ha costruito una parte importante della propria identità politica contrapponendosi ai partiti e agli uomini che avevano governato la Sicilia e Agrigento.

Il messaggio era semplice: noi siamo diversi.

Poi arrivano le elezioni.

Controcorrente vince.

E comincia la necessità di governare un Comune nel quale il sindaco non dispone di una propria maggioranza consiliare.

Già prima del ballottaggio, peraltro, Sodano aveva parlato della necessità di un «grande lavoro trasversale» in Consiglio comunale.

Ed è esattamente qui che comincia la questione politica.

Perché un conto è dialogare istituzionalmente con tutti.

Un altro è costruire, atto dopo atto, maggioranze diverse con quasi tutte le forze che si trovano dall’altra parte.

Prima MPA e Forza Italia. Adesso FdI, Lega e DC

In questi primi mesi abbiamo visto convergenze che hanno coinvolto anche MPA e Forza Italia.

Adesso cambia lo schema.

Sulle sei commissioni consiliari si materializza un fronte di 14 voti che comprende Fratelli d’Italia, Controcorrente, Partito Democratico, Lega e Democrazia Cristiana.

Non è soltanto una nostra ricostruzione: anche la cronaca politica regionale registra l’intesa tra FdI, Lega e DC da una parte e PD e Controcorrente dall’altra, con Forza Italia e MPA contrari.

E quei 14 voti non compaiono una volta per caso.

Prima commissione: 14.
Seconda: 14.
Terza: 14.
Quarta: 14.
Quinta: 14.
Sesta: 14.

Sei votazioni consecutive.

Carta ha inoltre spiegato in aula che quell’intesa arriva dopo tre mesi di interlocuzioni.

Controcorrente e Fratelli d’Italia negano che sia nata una nuova maggioranza politica. È corretto registrarlo.

Ma è altrettanto corretto domandarsi che cosa stia diventando politicamente Controcorrente ad Agrigento.

MPA: «La Vardera era a conoscenza? La condivide?»

Ed è esattamente su questo punto che intervengono oggi i quattro consiglieri dell’MPA.

Alonge, Settembrino, Vaccarello e Vullo sostengono che la convergenza sulle commissioni evidenzi una distanza tra il cambiamento proclamato durante la campagna elettorale e le scelte compiute oggi.

La domanda viene rivolta direttamente a La Vardera: era a conoscenza della scelta? La condivide? La considera coerente con il progetto presentato agli elettori?

Domande politicamente legittime.

Anche perché Lega e DC, alle amministrative, sostenevano Luigi Gentile, mentre FdI faceva parte dello schieramento che sosteneva Dino Alonge contro Sodano.

Oggi tutte e tre quelle forze si ritrovano, sulle commissioni, nello stesso fronte numerico con Controcorrente e PD.

Non significa automaticamente che sia nata una coalizione.

Ma significa che una convergenza c’è stata.

Ed è stata determinante.

Controcorrente si “accoppia” con tutti?

Ed eccoci al punto.

Il problema non è scandalizzarsi perché forze politiche differenti votano insieme.

Può accadere. E in un Consiglio frammentato può essere persino necessario per approvare atti utili alla città.

La questione è un’altra.

Quanto può essere elastico il confine politico di un movimento che ha conquistato consenso presentandosi come alternativa radicale al sistema?

Perché se ieri si dialogava con MPA e Forza Italia e oggi si costruisce un’intesa con Fratelli d’Italia, Lega e DC, alla fine rimane una domanda semplicissima:

con chi non è disponibile ad accordarsi Controcorrente pur di governare?

È qui che l’espressione provocatoria diventa inevitabile:

Controcorrente si “accoppia” politicamente con tutti?

Con quelli contro i quali ha combattuto.

Con quelli indicati come espressione della vecchia politica.

Con quelli che stavano dall’altra parte alle elezioni.

Purché, di volta in volta, ci siano i numeri.

Se questa è la nuova strategia, non c’è nulla da nascondere: basta dirlo agli elettori.

Dal voto di protesta alla politica delle maggioranze variabili

Il passaggio politicamente interessante è proprio questo.

Una parte consistente dell’elettorato ha scelto Sodano andando persino oltre le liste che lo sostenevano.

Quel +5.204 voti rispetto alle liste al primo turno è un numero che non dovrebbe essere dimenticato.

Quella spinta ha portato Controcorrente al governo della città.

Adesso, però, il movimento deve confrontarsi con una realtà completamente diversa: per amministrare ha bisogno dei voti di consiglieri eletti negli schieramenti avversari.

È qui che si misura la coerenza tra protesta e governo.

Perché fare opposizione significa denunciare.

Governare significa scegliere.

E soprattutto significa spiegare con chi si scelga di costruire i numeri necessari per amministrare.

L’MPA attacca anche sul metodo delle commissioni

Il comunicato dei consiglieri autonomisti non si limita alla questione politica.

Alonge, Settembrino, Vaccarello e Vullo contestano anche il metodo seguito nella formazione delle commissioni, sostenendo che le sedi istituzionali di confronto, a partire dalla conferenza dei capigruppo, sarebbero state sostituite da interlocuzioni esterne a quel percorso.

Secondo l’MPA, inoltre, nella distribuzione dei componenti sarebbe stato dato maggiore peso agli equilibri politici che alle competenze dei singoli consiglieri. È la stessa contestazione emersa durante la seduta, quando Settembrino aveva fatto presente che, essendo psicologa, avrebbe preferito una commissione più vicina alle proprie competenze.

Si tratta della posizione dell’MPA, contestata in aula dai promotori dell’intesa, che hanno invece sostenuto di avere cercato un equilibrio capace di consentire finalmente l’avvio delle commissioni.

Adesso La Vardera dovrebbe parlare

Ed è probabilmente questo il passaggio più interessante del comunicato.

L’MPA non chiede spiegazioni soltanto a Sodano.

Chiama direttamente in causa La Vardera.

Ed è difficile sostenere che la domanda non abbia una sua logica politica.

Perché se Agrigento doveva essere il laboratorio di Controcorrente, allora ciò che accade ad Agrigento riguarda direttamente il progetto regionale di Controcorrente.

Se il modello consiste nel dialogare con tutti per garantire governabilità, La Vardera può rivendicarlo.

Se invece esistono confini politici che il movimento considera invalicabili, allora bisogna capire dove siano.

Perché, almeno fino a oggi, ad Agrigento abbiamo visto Controcorrente trovare convergenze prima con alcune componenti del centrodestra e adesso con altre.

Prima la protesta contro tutti. Poi il governo con i voti di tutti?

È questa la questione politica sollevata dalla seduta del 24 settembre.

Ed è questa, al di là delle parole “inciucio”, “accordo tecnico” o “collaborazione istituzionale”, la domanda alla quale La Vardera e Controcorrente dovrebbero rispondere.

Gli elettori che hanno votato per cambiare Agrigento hanno il diritto di conoscere la risposta.

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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