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Agrigento – Crollo nella futura sede universitaria in via Atenea, prime perplessità dei residenti sulla ripresa dei lavori

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Agrigento – Crollo nella futura sede universitaria in via Atenea, prime perplessità dei residenti sulla ripresa dei lavori. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Cronaca.

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Il cantiere dell’ex ospedale per la realizzazione della nuova sede dell’Università di Agrigento in via Atenea, teatro del crollo il 15 maggio 2025 ha ripreso vita, ma non tutto è oro ciò che luccica. Come si ricorderà quel pomeriggio, cedette un muro interno e fu il caos: vennero evacuati, residenti e turisti di alcuni b&b della zona. Un incidente che ha fatto aprire un’inchiesta alla Procura di Agrigento: 12 gli indagati, tra cui il rettore dell’Università di Palermo, Massimo Midiri. Dopo mesi di sequestro, il tribunale ha disposto la rimozione dei sigilli e la ripresa dei lavori. Nell’ultima decade di Giugno, l’ architetto nominato R.U.P. dell’Università di Palermo, già indagato in concorso con altri soggetti per il reato di Disastro Colposo, a seguito del crollo in ottemperanza all’Ordinanza della G.U.P., Micaela Raimondo, che aveva disposto l’immediata messa in sicurezza dell’area e il ripristino della strada crollata, ha commissionato i lavori a una impresa dell’hinterland agrigentino per l’abbattimento dell’ala pericolante della sede Universitaria. Questa impresa sfruttando gli immobili delle parti lese, da cui con un radiocomando procedeva a distanza all’ abbattimento della stanza cadente della sede in questione, ha effettuato questo intervento, narrando che successivamente avrebbe svuotato il chiostro dai calcinacci dovuti al 1 e al 2 crollo, eccezion fatta per i materiali di risulta che fungevano da contenimento in caso di potenziali crolli e preparando l’intervento di rifacimento del costone della strada.
L’impresa avrebbe proseguito soltanto rimuovendo i calcinacci che loro stessi avevano determinato con l’abbattimento della stanza. A seguito di interlocuzione di alcune parti lese dal crollo con lo stesso rappresentante dell’impresa, la messa in sicurezza sarebbe stata dedicata solo a evitare che la stanza crollasse, considerato che sotto di essa insiste un’attività di vendita di panini e bevande e che ai  lavori di messa in sicurezza degli edifici e delle costruzioni adiacenti alla strada crollata, l’impresa non sarebbe interessata.

Alla luce di tutto ciò i residenti si chiedono:
1. “Se l’Architetto Rup risulta indagato per il reato di Disastro Colposo per il crollo che avrebbe potuto determinare morti, come è possibile che continui a disporre e ad autorizzare dei lavori nel medesimo cantiere?? Perchè non risulta trasferito ad altro incarico?
2. Come mai si commissiona un lavoro per rimuovere il pericolo solo nei confronti di un’attività commerciale sita in via Atenea, che avrebbero dovuto sgomberarla come tutte le altre costruzioni interdette dall’accesso, tralasciando le vere parti lese?
3. I lavori di demolizione della stanza penzolante hanno altresì determinato la rottura di un tubo di acqua corrente che si trova a ridosso dell’edificio di fronte alla sede del crollo e l’ingegnere dell’azienda non risponde alle numerose chiamate dei residenti.
“siamo a poco più di un mese dalla fine dell’Estate, chi si assumerà la responsabilità se con le pioggie, la strada crollata e le costruzioni pive di appoggi resisteranno per un altro inverno? Questa potrebbe essere un’altra strage annunciata e qualsivoglia azione successiva al suo verificarsi, non sarà mai giustificata dal cittadino che pretende che la Magistratura intervenga prima e non dopo gli eventi nefasti”. Nei prossimi giorni, le parti lese produrranno una memoria al Procuratore della Repubblica e al G.U.P. e metteranno in mora l’Università, in modo tale che prima dell’Inverno ripristini il muro di cinta e la strada crollata.

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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