Agrigento – Dalla lite con La Vardera al possibile ribaltone: Sodano discuterebbe un «governo di alto profilo» con l’appoggio esterno di MPA e Forza Italia. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Il caso Crosta fa esplodere la crisi dentro Controcorrente. Secondo indiscrezioni raccolte da Report Sicilia, sarebbero già iniziate interlocuzioni per una nuova giunta sostenuta in Consiglio comunale dalle forze riconducibili a Roberto Di Mauro e Riccardo Gallo. Nessun cambio formale di casacca, ma un’operazione destinata a stravolgere il mandato elettorale
La lite tra Ismaele La Vardera e il sindaco Michele Sodano potrebbe essere soltanto il primo atto pubblico di una crisi politica molto più profonda.
Il caso del vicesindaco Giovanni Crosta e dell’immobile di contrada Zingarello ha fatto saltare l’apparente unità di Controcorrente e della coalizione che appena pochi mesi fa aveva presentato Sodano come il simbolo del cambiamento ad Agrigento.
La Vardera ha chiesto a Crosta di fare un passo indietro fino al completo chiarimento della vicenda. Sodano, invece, ha scelto di difendere il proprio vicesindaco, definendolo uno dei migliori amministratori della giunta e attaccando Report Sicilia, la testata che dal primo settembre sta pubblicando documenti, fotografie, immagini storiche e interrogativi sulla pratica di sanatoria riguardante l’immobile.
La rottura non è più una semplice divergenza. È diventata uno scontro politico aperto.
Ma mentre La Vardera chiede trasparenza e responsabilità, secondo indiscrezioni raccolte da Report Sicilia il sindaco starebbe già guardando oltre Controcorrente e oltre la coalizione progressista che lo ha eletto.
Il possibile «governo di alto profilo»
Sodano avrebbe avviato interlocuzioni con uomini politicamente vicini all’MPA di Roberto Di Mauro e a Forza Italia, nell’area agrigentina riconducibile a Riccardo Gallo.
L’ipotesi sulla quale si starebbe ragionando non prevederebbe il passaggio formale del sindaco in un altro partito. Sodano non cambierebbe casacca e MPA e Forza Italia potrebbero non entrare ufficialmente in giunta con propri rappresentanti dichiarati.
L’operazione sarebbe politicamente più raffinata: la nascita di un cosiddetto «governo di alto profilo», presentato come civico, tecnico e indipendente dai partiti, ma sostenuto in Consiglio comunale dall’appoggio esterno di MPA e Forza Italia.
Una nuova giunta composta da personalità indicate come competenti, tecniche o estranee alle tradizionali appartenenze politiche potrebbe consentire a Sodano di sostenere di non avere cambiato coalizione. Ma se quella giunta dovesse nascere attraverso una trattativa con MPA e Forza Italia e sopravvivere grazie ai voti dei consiglieri riconducibili a Di Mauro e Gallo, la sostanza politica sarebbe evidente.
Non sarebbe un governo fuori dalla politica. Sarebbe un governo politico sostenuto da una nuova maggioranza.
E rappresenterebbe un vero ribaltamento rispetto al progetto presentato agli elettori.
La Vardera ha contribuito a eleggere Sodano. Adesso rischia di essere il primo sacrificato
La Vardera ha investito politicamente sulla candidatura di Michele Sodano. Ha messo a disposizione il nome e la forza elettorale di Controcorrente, presentando l’alleanza come un modello di rottura con i vecchi sistemi di potere.
Sodano è stato sostenuto da Controcorrente, Partito democratico, Movimento 5 Stelle e altre forze dell’area progressista. Oggi, però, proprio La Vardera potrebbe diventare il primo alleato da sacrificare per garantire al sindaco una maggioranza più ampia e stabile.
La domanda, a questo punto, è inevitabile: Ismaele La Vardera conosceva davvero Michele Sodano?
Il deputato regionale, dopo avere contribuito in maniera decisiva alla sua elezione, rischia di assistere alla nascita di un’amministrazione sostenuta proprio da quelle forze politiche che Controcorrente dichiarava di voler combattere.
Prima i voti del fronte progressista per conquistare Palazzo dei Giganti. Poi l’appoggio esterno di MPA e Forza Italia per conservarlo.
Se questa ricostruzione venisse confermata, non sarebbe una semplice correzione del percorso amministrativo. Sarebbe il tradimento politico del mandato ricevuto dagli elettori e, soprattutto, del patto sottoscritto con La Vardera e con le forze che hanno sostenuto la candidatura di Sodano.
Il caso Crosta come punto di rottura
Il caso Crosta sembra essere diventato lo spartiacque.
Report Sicilia ha sollevato la questione dell’immobile di contrada Zingarello il primo settembre. Crosta ha riconosciuto la proprietà e ha dichiarato l’esistenza di una pratica di sanatoria ancora pendente. Da quel momento il problema non è stato più soltanto urbanistico, ma anche politico e istituzionale.
Il vicesindaco, direttamente interessato da una pratica di sanatoria, ha infatti sottoscritto insieme all’assessore Costanza Miccichè un Atto di indirizzo finalizzato ad accelerare la definizione delle pratiche di condono edilizio.
Un atto generale, certamente. Ma firmato da un amministratore che si trova nella posizione personale di richiedente una sanatoria ancora non definita.
Anche ammesso che l’Atto di indirizzo non possa produrre automaticamente un vantaggio sulla singola pratica, l’opportunità politica e istituzionale della firma resta tutta da spiegare. Quando un amministratore è coinvolto personalmente in una materia, dovrebbe essere il primo ad astenersi da qualunque iniziativa capace anche soltanto di generare il dubbio di un conflitto d’interessi.
Se questo non è un conflitto almeno potenziale, che cosa dovrebbe esserlo?
La Vardera ha colto la gravità politica della situazione e ha chiesto a Crosta di fare un passo indietro. Sodano ha scelto, invece, di schierarsi con il vicesindaco.
È da questa scelta che la frattura interna è diventata difficilmente ricomponibile.
Controcorrente è già implosa?
A questo punto bisogna chiedere direttamente a La Vardera che cosa rimanga del progetto di Controcorrente ad Agrigento.
Un movimento nato per contestare il sistema dei partiti tradizionali non può ignorare la possibilità che il sindaco da esso sostenuto stia trattando con MPA e Forza Italia per costruire una nuova maggioranza.
Non può denunciare gli accordi di palazzo a Palermo e poi accettarli ad Agrigento.
Non può chiedere trasparenza alla politica regionale e rimanere in silenzio davanti alla difesa di un vicesindaco chiamato a chiarire la propria posizione amministrativa.
Se La Vardera non riesce più a incidere sulle scelte del sindaco, se la sua richiesta sul caso Crosta viene respinta e se contemporaneamente Sodano cerca altrove i numeri per governare, allora Controcorrente ad Agrigento è già politicamente implosa.
Resta soltanto da capire chi avrà il coraggio di dichiararlo apertamente.
Il precedente della rottura con il Movimento 5 Stelle
Il percorso politico di Sodano ha già conosciuto una rottura importante con il movimento che lo aveva portato in Parlamento.
Sodano fu espulso dal Movimento 5 Stelle dopo non avere votato la fiducia al governo Draghi. Quel precedente non dimostra automaticamente che oggi tradirà La Vardera, ma ricorda che il sindaco non è nuovo a separazioni traumatiche dalla forza politica con la quale era stato eletto.
La Vardera dovrebbe tenerne conto.
Il rischio è che Controcorrente sia servita per conquistare il Comune e che, una volta raggiunto l’obiettivo, venga sostituita da un nuovo equilibrio costruito con MPA e Forza Italia.
Una formula conveniente per il sindaco, che potrebbe ottenere una maggioranza consiliare più solida. Molto meno conveniente per chi ha creduto in un progetto alternativo e lo ha votato proprio perché contrapposto a quelle forze.
Ma che cosa significa davvero «alto profilo»?
L’espressione «governo di alto profilo» è affascinante. Evoca competenza, autonomia, serietà e superamento delle appartenenze.
Ma chi sceglierebbe questi assessori di alto profilo?
Sarebbero indicati liberamente dal sindaco oppure concordati con gli uomini di MPA e Forza Italia? Dovrebbero ricevere il gradimento preventivo delle forze che garantirebbero l’appoggio esterno? Quali deleghe verrebbero riassegnate? Quali incarichi, partecipate e posizioni amministrative entrerebbero nella discussione?
E ancora: l’appoggio esterno sarebbe limitato ai singoli provvedimenti utili alla città oppure riguarderebbe bilancio, programmi, nomine e sopravvivenza politica della giunta?
Un governo non diventa tecnico perché i partiti rimangono formalmente fuori dalla porta. Se gli assessori vengono scelti all’interno di una trattativa politica e la giunta dipende stabilmente dai voti di MPA e Forza Italia, quello è un governo politico.
Chiamarlo «di alto profilo» non ne cambia la natura.
Il rischio è che la formula serva esclusivamente a evitare l’immagine del cambio di casacca e a nascondere dietro nomi apparentemente indipendenti un accordo tra il sindaco e le forze che controllano la maggioranza del Consiglio comunale.
Sodano come Miccichè e i suoi predecessori?
Michele Sodano era stato presentato come l’alternativa alla stagione del sindaco Franco Miccichè e alle amministrazioni che lo avevano preceduto.
Avrebbe dovuto inaugurare un metodo fondato sulla trasparenza, sulla rottura con i vecchi equilibri e su un rapporto diretto con i cittadini.
Eppure, alle prime difficoltà politiche, il copione sembra terribilmente familiare: difesa dell’amministratore contestato, attacco al giornale che pone le domande, documenti che non arrivano e possibili interlocuzioni riservate per costruire una maggioranza diversa da quella votata.
Se questa fosse davvero la strada scelta, Sodano si collocherebbe esattamente al livello delle amministrazioni che prometteva di superare.
Il dialogo con l’opposizione non rappresenta di per sé uno scandalo. Un sindaco può e deve cercare convergenze sui provvedimenti utili alla città. Ma un conto è dialogare pubblicamente su singoli atti; altra cosa è costruire una nuova maggioranza stabile, mascherandola da governo tecnico e senza informare gli elettori.
Le domande a Sodano, MPA e Forza Italia
Report Sicilia chiede al sindaco Michele Sodano di rispondere pubblicamente:
- sono già avvenuti incontri o contatti con esponenti dell’MPA e di Forza Italia?
- è stata discussa la nascita di una giunta definita «di alto profilo»?
- MPA e Forza Italia garantirebbero un appoggio esterno stabile all’amministrazione?
- sono stati affrontati i temi del rimpasto, dell’azzeramento della giunta o della redistribuzione delle deleghe?
- La Vardera, il Partito democratico, il Movimento 5 Stelle e gli altri alleati sono stati informati?
- quali condizioni politiche sarebbero state poste per assicurare una nuova maggioranza consiliare?
- Sodano considera ancora valido il patto politico sottoscritto con la coalizione che lo ha candidato ed eletto?
Le stesse domande vengono rivolte all’MPA, a Forza Italia, a Roberto Di Mauro, a Riccardo Gallo e ai rispettivi riferimenti politici e consiliari.
Report Sicilia è disponibile a pubblicare integralmente ogni risposta, precisazione o smentita.
Agrigento deve sapere prima, non dopo
Se Sodano intende rompere con La Vardera e sostituire la coalizione che lo ha eletto con un governo sostenuto esternamente da MPA e Forza Italia, deve dirlo apertamente.
Se, invece, le indiscrezioni raccolte non corrispondono al vero, arrivino smentite chiare e inequivocabili. Non formule evasive e non risposte capaci di lasciare aperta ogni possibilità.
La città ha il diritto di sapere se gli equilibri usciti dalle urne stiano per essere sostituiti da un accordo costruito dopo il voto.
La lite sul caso Crosta ha già spezzato l’immagine di una maggioranza compatta. Ora bisogna capire se siamo davanti a una divergenza destinata a rientrare oppure all’inizio di un ribaltone politico.
Un ribaltone senza cambi di casacca ufficiali, senza simboli di partito dentro la giunta e presentato con l’etichetta rassicurante del «governo di alto profilo». Ma pur sempre un’amministrazione nata con La Vardera e il fronte progressista e destinata a sopravvivere grazie all’appoggio esterno di MPA e Forza Italia.
Se questo è il cambiamento promesso ad Agrigento, assomiglia fin troppo alla politica di sempre.
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Fonte: Report Sicilia
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