Agrigento – Difterite a Palermo, una tragedia che deve far riflettere. Le considerazioni di Fabrizio Artale, presidente dell’associazione “Movimento per la Salute dei Giovani” : “Accertare eventuali responsabilità, no alla gogna mediatica”. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Cronaca.
Cosa sta succedendo

In merito all’allarme difterite in atto a Palermo, riceviamo e pubblichiamo le considerazioni di Fabrizio Artale, presidente dell’associazione “Movimento per la Salute dei Giovani“, APS fondata nel dicembre del 2013 a Palermo da un gruppo di famiglie, e figura di spicco nell’ambito del volontariato in Sicilia.
L’associazione è in prima linea per la difesa della vita e la salute dei più giovani, rivolgendo particolare attenzione ai bambini affetti da cardiopatie congenite.
Non sono un medico né un ricercatore.
Sono semplicemente una persona che, davanti alla morte di una bambina a Palermo, sente il bisogno di riflettere.
La piccola, non vaccinata contro la difterite, è stata assistita in tre strutture sanitarie cittadine: gli Ospedali “Vincenzo Cervello”, “Giovanni Di Cristina” e “Civico”, oggi messe sotto accusa dalla denuncia dei genitori.
In questi nosocomi operano professionisti preparati, abituati ogni giorno a gestire emergenze e situazioni cliniche complesse.
Saranno le indagini a stabilire se vi siano state eventuali responsabilità.
Ma è importante comprendere, in parole semplici, cosa rende così pericolosa la difterite: il batterio produce una potente tossina che può danneggiare gravemente le cellule, soprattutto di cuore e sistema nervoso.
Gli antibiotici eliminano il batterio, ma non possono cancellare la tossina che ha già provocato il danno; l’antitossina può neutralizzare quella ancora libera, soprattutto se somministrata tempestivamente.
Ecco perché la vaccinazione è fondamentale: prepara l’organismo a neutralizzare la tossina prima che possa provocare danni.
Di fronte a questa tragedia è legittimo chiedere chiarezza e accertare ogni eventuale errore.
Ma una denuncia non è una condanna e non può trasformarsi in una gogna mediatica.
Trovo profondamente ingiusto mettere alla berlina medici e operatori sanitari che, nelle strutture coinvolte, lavorano quotidianamente per affrontare emergenze e salvare vite.
Allo stesso tempo, dobbiamo avere il coraggio di parlare anche di ignoranza vaccinale: della convinzione, spesso alimentata da informazioni false o superficiali, che una vaccinazione sia più rischiosa della malattia che dovrebbe prevenire.
Il rischio, oggi, è quello di ribaltare le responsabilità: concentrare tutta l’attenzione su chi ha cercato di curare la bambina quando la malattia era ormai presente, dimenticando che la difterite è una patologia prevenibile attraverso la vaccinazione.
Il dolore dei genitori merita rispetto e comprensione.
Ma anche i sanitari meritano attenzione e dignità.
Se ci sono stati errori, che vengano accertati nelle sedi competenti.
Non sui social e non attraverso la gogna mediatica.
Questa tragedia dovrebbe insegnarci che prima della cura viene la prevenzione.
E davanti a una malattia grave e prevenibile, vaccinarsi significa proteggere la vita.
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Fonte: Report Sicilia
News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

