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Agrigento – Dopo appena 24 ore arriva il dissequestro: Zangaloro riapre e punta il dito sui controlli

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Agrigento – Dopo appena 24 ore arriva il dissequestro: Zangaloro riapre e punta il dito sui controlli. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Cronaca.

Cosa sta succedendo

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È durato appena ventiquattro ore il sequestro del punto vendita Zangaloro Meat Factory di Agrigento. Nella mattinata di oggi, 24 luglio 2026, è stata la stessa azienda ad annunciare pubblicamente che la Procura della Repubblica di Agrigento ha disposto il dissequestro del locale, consentendo così la ripresa immediata dell’attività.

Una notizia che cambia radicalmente il quadro rispetto a quanto emerso nella giornata di ieri, quando il ristorante era stato posto sotto sequestro nell’ambito di un’indagine che ipotizzava presunte irregolarità relative all’autorizzazione allo scarico dei reflui e alla gestione dei rifiuti.

Attraverso una nota pubblicata sui propri canali social, la società non nasconde la soddisfazione per il rapido epilogo della vicenda.

“Accogliamo con soddisfazione la decisione della Procura della Repubblica di Agrigento di dissequestrare il nostro punto vendita di Agrigento. Abbiamo sempre lavorato nel rispetto delle regole, con serietà e trasparenza, e siamo felici di poter tornare subito alla normale attività.”

Ma il comunicato contiene anche un passaggio che lascia trasparire un evidente disappunto per quanto accaduto.

“Rimane però l’amarezza per quanto accaduto. Con una verifica più approfondita fin dall’inizio si sarebbe potuto evitare un provvedimento che ha creato disagi all’azienda, ai dipendenti e ai nostri clienti.”

Parole che sembrano confermare quanto già trapelato nelle ore successive al sequestro: la convinzione della proprietà di aver sempre operato nel rispetto della normativa e che una più approfondita valutazione della documentazione amministrativa avrebbe potuto evitare il provvedimento cautelare.

Nel messaggio diffuso questa mattina, l’azienda ha inoltre voluto ringraziare il proprio difensore, l’avvocato Giuseppe Reina, oltre a tutti coloro che hanno espresso vicinanza durante queste ore particolarmente difficili.

Il dissequestro disposto a distanza di appena un giorno dall’esecuzione del provvedimento inevitabilmente apre interrogativi che adesso attendono una risposta.

Se, come sostiene l’azienda, una verifica più approfondita avrebbe consentito di evitare il sequestro, sarà importante comprendere cosa abbia determinato il rapido mutamento del quadro valutativo da parte dell’autorità giudiziaria. Allo stesso tempo, resta da chiarire se la documentazione prodotta dalla società fosse già nella disponibilità degli organi accertatori oppure sia stata integrata solo successivamente.

Nelle scorse ore erano già emerse indiscrezioni secondo cui il titolare, attraverso i propri legali, avrebbe presentato una denuncia nei confronti del Comune di Agrigento e dell’agente della Polizia Locale che aveva effettuato gli accertamenti, ritenendo che non fossero stati adeguatamente considerati gli atti prodotti e gli effetti del cosiddetto silenzio-assenso.

La rapidità con cui si è arrivati al dissequestro non chiude quindi la vicenda. Al contrario, potrebbe rappresentare soltanto l’inizio di un nuovo fronte, destinato a spostarsi dall’accertamento delle presunte irregolarità alla verifica della correttezza dell’iter amministrativo e dei controlli che hanno portato, seppur per poche ore, alla chiusura di un’attività commerciale aperta ad Agrigento da circa sei anni.

Adesso sarà la magistratura a fare piena luce sull’intera vicenda, accertando se il sequestro fosse fondato sulla base degli elementi disponibili al momento oppure se, come sostiene l’azienda, il provvedimento avrebbe potuto essere evitato attraverso un’istruttoria più approfondita fin dall’inizio.

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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