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Agrigento – Due sindaci a confronto dopo il nubifragio: Palumbo sul territorio dalle 14, Sodano in Sala Giunta per gli «adempimenti formali»

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Agrigento – Due sindaci a confronto dopo il nubifragio: Palumbo sul territorio dalle 14, Sodano in Sala Giunta per gli «adempimenti formali». Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

Cosa sta succedendo

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Due sindaci, due Comuni colpiti dalla stessa violenta ondata di maltempo e due modi profondamente diversi di raccontare la risposta delle amministrazioni.

Da una parte Antonio Palumbo, sindaco di Favara, che pubblica fotografie degli operai e dei mezzi già impegnati sulle strade, comunica l’attivazione del Centro operativo comunale e precisa che le operazioni di pulizia delle caditoie erano cominciate da oltre una settimana.

Dall’altra Michele Sodano, sindaco di Agrigento, che si fotografa attorno a un tavolo in Sala Giunta insieme ad alcuni assessori e comunica di trovarsi al Comune per gli «adempimenti formali urgenti», per verificare i danni e coordinare gli interventi.

Le due fotografie e i due messaggi sono stati pubblicati praticamente nello stesso momento. Basta metterli uno accanto all’altro per trovare le differenze.

Palumbo: «Dalle 14 siamo sul territorio»

Il sindaco di Favara Antonio Palumbo descrive una situazione drammatica, con la città e una parte della provincia messe in ginocchio dal nubifragio.

Ma subito dopo fornisce informazioni concrete su quanto stia facendo il Comune.

Palumbo scrive che dalle ore 14 si trova sul territorio insieme alla Polizia locale, alla Protezione civile comunale e agli operai, impegnati nel tentativo di ripristinare la circolazione e rimuovere i principali pericoli.

Aggiunge di avere attivato il COC, il Centro operativo comunale, e afferma che l’amministrazione sta cercando di rispondere alle segnalazioni ricevute.

Non si limita a descrivere quello che viene fatto dopo il temporale. Il sindaco di Favara precisa che già da oltre una settimana erano in corso le operazioni di svuotamento delle caditoie.

Palumbo riconosce che, davanti a una quantità d’acqua tanto intensa e concentrata in poco tempo, neppure le caditoie pulite sono risultate sufficienti. Spiega infatti che diversi tombini sarebbero saltati in aria per la pressione dell’acqua.

Richiama anche le conseguenze di decenni di cattiva programmazione urbanistica: città costruite senza criteri adeguati, reti insufficienti e pochi punti di deflusso.

Si potrà essere d’accordo o meno con questa analisi, ma nel suo messaggio ci sono orari, attività preventive, presenza sul territorio, COC attivato e squadre operative.

Sodano: «Siamo in Sala Giunta per gli adempimenti formali»

Il messaggio pubblicato dal sindaco di Agrigento Michele Sodano ha un’impostazione completamente differente.

Sodano scrive che, dopo l’evento meteorico, si trova al Comune, in Sala Giunta, per gli «adempimenti formali urgenti», la verifica dei danni e il coordinamento degli interventi.

Comunica che fortunatamente non si sarebbero registrati danni alle persone, mentre sarebbero significativi quelli alle infrastrutture pubbliche, alle reti idriche, fognarie ed elettriche, alla viabilità, agli immobili, agli automezzi e agli altri beni.

Il sindaco esprime vicinanza ai cittadini danneggiati e ringrazia le forze dell’ordine, i Vigili del fuoco, la Protezione civile, i tecnici, i dipendenti comunali e gli operatori impegnati nelle attività di assistenza e messa in sicurezza.

Nella fotografia, però, non vediamo sopralluoghi, operai, mezzi o interventi sulle strade. Vediamo il sindaco e alcuni componenti della sua amministrazione seduti intorno a un tavolo.

Anche gli adempimenti formali sono necessari. Ma, durante un’emergenza, i cittadini hanno bisogno di sapere quali atti siano stati realmente adottati, se il COC sia stato attivato, quali strade siano state chiuse, dove siano stati dislocati gli operatori e quali interventi preventivi fossero stati effettuati prima del temporale.

Nel post di Sodano queste informazioni non compaiono.

Uno mostra gli operai, l’altro gli assessori

La prima differenza è visiva e politica.

Palumbo mostra gli operai, le transenne, i mezzi meccanici e gli interventi in corso sulle strade di Favara.

Sodano mostra la Sala Giunta.

Palumbo comunica di essere sul territorio dalle ore 14.

Sodano comunica di trovarsi al Comune dopo l’evento meteorico.

Palumbo scrive di avere attivato il COC.

Sodano parla genericamente di coordinamento, ma nel suo post non riferisce se e quando il Centro operativo comunale sia stato formalmente attivato.

Palumbo informa che la pulizia delle caditoie era cominciata da oltre una settimana.

Sodano non dice quante caditoie siano state pulite ad Agrigento, in quali strade e con quali ordini di servizio.

Palumbo riconosce i limiti strutturali della propria città e li mette nero su bianco.

Sodano elenca i danni e ringrazia tutti, ma non spiega che cosa sia stato fatto prima che Agrigento finisse sott’acqua.

A Favara il COC, ad Agrigento una comunicazione che annuncia l’ordinanza

Il confronto diventa ancora più pesante alla luce di quanto avvenuto ad Agrigento nelle ore successive al nubifragio.

Dal Comune è stata fatta circolare una “comunicazione urgente”, firmata dall’assessore anziana Maria Miccichè nella qualità di facente funzioni di sindaco e delegata per la Protezione civile.

Il documento invita i cittadini a limitare gli spostamenti, a non uscire dalle proprie abitazioni se non per effettiva necessità e a evitare alcune delle zone maggiormente esposte.

Ma si conclude con una frase paradossale: «Segue ordinanza di Protezione civile e ulteriori aggiornamenti».

A Favara il sindaco comunica di avere già attivato il COC.

Ad Agrigento, a emergenza in corso, viene diffusa una comunicazione che annuncia che l’ordinanza arriverà dopo.

La domanda nasce spontanea: siamo su “Scherzi a parte”?

Il punto non è chi abbia scattato la fotografia migliore

Questo non è un concorso fotografico e non basta farsi immortalare accanto agli operai per dimostrare di avere amministrato bene.

Il vero confronto deve essere fatto sugli atti.

Per questo chiediamo al Comune di Agrigento di pubblicare:

  • il provvedimento di attivazione del COC;
  • l’orario esatto dell’attivazione;
  • la fase operativa comunicata attraverso GECoS;
  • gli ordini di servizio impartiti prima e durante il temporale;
  • l’elenco delle caditoie pulite nei giorni precedenti;
  • gli interventi preventivi effettuati nelle zone a rischio;
  • le strade formalmente interdette;
  • l’ordinanza di Protezione civile annunciata;
  • gli avvisi diramati alla popolazione;
  • la relazione conclusiva sugli interventi e sui danni.

Soltanto attraverso questi documenti sarà possibile stabilire quanto sia stato realmente fatto.

Ma, sulla base dei due messaggi pubblicati, la differenza è evidente.

Il sindaco di Favara riferisce attività preventive, presenza sul territorio, uomini e mezzi già operativi e COC attivato.

Il sindaco di Agrigento riferisce una riunione in Sala Giunta dopo l’evento, danni da verificare, ringraziamenti e «adempimenti formali urgenti».

Due sindaci, due metodi

Favara e Agrigento sono state colpite dallo stesso fenomeno meteorologico. Nessun sindaco può fermare un nubifragio e nessuna amministrazione può garantire che una città non subisca danni davanti a precipitazioni particolarmente violente.

La differenza sta in ciò che viene predisposto prima, nella velocità delle decisioni, nella presenza durante l’emergenza e nella precisione delle informazioni fornite ai cittadini.

Palumbo prova a dimostrare di avere lavorato prima e durante: caditoie in pulizia da oltre una settimana, COC attivo, presenza sul territorio dalle 14 e operatori al lavoro.

Sodano mostra ciò che accade dopo: la riunione in Sala Giunta, la conta dei danni, i ringraziamenti e gli adempimenti formali.

Non sappiamo ancora se dietro quelle fotografie esista una differenza altrettanto netta negli atti amministrativi. Proprio per questo chiediamo che siano pubblicati tutti i documenti.

Per il momento, però, i due post consegnano agli agrigentini un confronto impietoso:

a Favara il sindaco racconta ciò che è stato fatto; ad Agrigento il sindaco racconta ciò che si dovrà fare.

Trovate voi le differenze.

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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