Agrigento e vincoli. Con la nuova rete idrica interi quartieri rischiano l’isolamento?. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.
Cosa sta succedendo

La comunicazione di AICA di non poter realizzare la nuova rete idrica in via Graceffo, a causa dei vincoli edilizi, urbanistici e archeologici, non è un caso isolato, ma il sintomo di un problema strutturale che riguarda l’intera Zona A di inedificabilità assoluta, coincidente con il perimetro del Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi. La nuova rete idrica piuttosto che risolvere il problema dell’emergenza idrica – dovuta anche alle perdita della vecchia rete idrica per cui si è resa necessaria la costruzione di una nuova rete – complica notevolmente la situazione per migliaia di cittadini.
Se questa impostazione dovesse essere estesa a tutte le aree ricadenti in tale zona, le conseguenze sarebbero pesantissime e le zone interessate sarebbero diverse.
Le possibili conseguenze
L’estensione del blocco a tutte le zone A comporterebbe una serie di criticità a catena:
Rischio di isolamento idrico:
Il problema principale è che la nuova infrastruttura, una volta entrata in funzione, porterà alla dismissione della vecchia rete. Se non viene trovato un tracciato alternativo o una soluzione legittima, le utenze della zona A rischiano di non poter essere collegate alle nuove condotte, rimanendo di fatto senza fornitura.
Distacco delle forniture non regolari:
AICA ha già chiarito che, in base alla normativa (art. 48 del D.P.R. 380/2001), per gli immobili abusivi in aree vincolate vengono a mancare i presupposti legali per erogare il servizio. Questo potrebbe portare al distacco delle forniture non in regola.
Blocco delle nuove utenze e delle autobotti:
Nelle zone prive di rete, l’approvvigionamento avviene tramite autobotti private. Tuttavia, AICA subordina l’erogazione alla stipula di un contratto, che viene negato per gli immobili in zona A non sanabili. Di conseguenza, anche il rifornimento tramite autobotti verrebbe bloccato, impedendo di fatto qualsiasi forma di acquisto legale dell’acqua.
Gravi ripercussioni sociali e sanitarie:
La mancanza prolungata di acqua potabile crea gravi rischi igienico-sanitari e pesanti disagi, in particolare per i nuclei familiari con anziani, minori e disabili. Si creerebbero tensioni sociali e problemi di ordine pubblico.
Contenziosi e immobilismo:
La situazione è già oggetto di diffide e contenziosi legali. Un’estensione del blocco non farebbe che moltiplicare i ricorsi, creando un clima di incertezza e immobilismo per l’intera area.
Le zone di Agrigento interessate
La “Zona A” a inedificabilità assoluta non è un’area generica, ma un perimetro ben definito storicamente, a partire dal Decreto Gui-Mancini del 1968, che coincide oggi con il Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi.
Se il blocco dovesse riguardare tutte le aree comprese in questo perimetro, le zone di Agrigento dove non si potrà realizzare la nuova rete idrica sono principalmente quelle che ricadono all’interno di questo vincolo. In base alle notizie relative ai casi già esplosi, le aree interessate includono:
Il quartiere di Maddalusa:
È l’esempio più eclatante. L’intera area è ricaduta nella Zona A del Parco, ed è già al centro di una crisi idrica senza precedenti, con centinaia di famiglie senza acqua da mesi.
Via Graceffo e Contrada San Leonardo:
Le aree interessate sono quelle di via Graceffo e della contrada San Leonardo, una vasta porzione di terra ai piedi del viadotto Akragas, che comprende anche parte del quartiere Campo Sportivo.
Altre aree all’interno del perimetro del Parco:
La Zona A si estende per circa 1.400 ettari e comprende numerosi altri riferimenti territoriali citati nei provvedimenti istitutivi, come la trazzera Maddalusa, il fiume San Biagio, l’antico Ipsas, la statale 115 e Cozzo Mosè. Qualsiasi abitazione o infrastruttura che ricada in questo vasto perimetro sarebbe potenzialmente soggetta alle stesse limitazioni.
In sintesi, il rischio è che, applicando la stessa decisione che riguarda la realizzazioen della nuova rete idrica in via Graceffo, un’intera fascia di territorio comunale, storicamente e paesaggisticamente vincolata, possa rimanere priva di un servizio essenziale come quello idrico, con tutte le conseguenze sociali, sanitarie e legali che ne derivano.
AICA sta cercando soluzioni caso per caso, ma il quadro normativo attuale rende la situazione estremamente complessa.
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Fonte: Report Sicilia
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