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Agrigento – Etna, in quattro giorni saltati 700 voli all’aeroporto di Catania 

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Agrigento – Etna, in quattro giorni saltati 700 voli all’aeroporto di Catania . Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Attualità.

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Dall’8 all’11 agosto a causa dell’eruzione dell’Etna sono saltati all’aeroporto di Catania, tra mancati arrivi e partenze e cancellazioni, circa 700 voli. Ne sono stati cancellati circa 400 in partenza e altri 52, secondo il sito della Sac, lo saranno oggi. I voli riprogrammati in altri scali sono oltre 250: tra questi, più di cento sono stati dirottati dall’inizio dell’emergenza su Comiso, una cinquantina, nella sola giornata di ieri, su Palermo, e altri 22 voli su Trapani. Dal sito dello scalo internazionale di Catania, gestito dalla Sac, emerge che 50 voli previsti per oggi decolleranno da altri aeroporti: 33 da Palermo, 14 da Trapani e tre da Comiso. E sempre oggi, 40 voli in arrivo sono stati dirottati su Palermo, 12 su Trapani e cinque su Comiso. Tra le compagnie maggiormente interessate dalle modifiche alla programmazione ci sono Ryanair, EasyJet, Ita Airways e Wizz Air, che sono quelle che hanno il maggior numero di collegamenti con il Vincenzo Bellini. 

Per l’eruzione dell’Etna, in quattro giorni, “il volume di spesa turistica potenzialmente coinvolto potrebbe collocarsi indicativamente tra 12,8 e 24 milioni di euro”. E’ la stima di Assoercenti Sicilia che chiede di “passare dalla gestione emergenziale alla programmazione preventiva” sull’attività del vulcano. L’associazione propone la “creazione di un ‘Piano Etna – Continuità turistica’, con una cabina di regia permanente che coinvolga Sac, Enac, Enav, Regione Siciliana, Protezione civile, gli aeroporti di Palermo, Comiso e Trapani, compagnie aeree, Trenitalia e rappresentanze delle imprese turistiche”. “Non possiamo fermare l’Etna e non dobbiamo certamente mettere in discussione i criteri di sicurezza dei voli – dice il presidente dell’associazione, Salvo Politino – ma possiamo però prepararci. Se sappiamo che un fenomeno naturale può determinare la chiusura o la limitazione di Fontanarossa, dobbiamo sapere in anticipo come garantire la continuità dei collegamenti e come proteggere la filiera turistica. Vogliamo trasformare le percezioni in dati concreti – conclude Politino – e mettere a disposizione delle istituzioni una fotografia reale del costo economico dell’emergenza per le imprese. L’obiettivo è contribuire alla costruzione di un sistema permanente di prevenzione e gestione”.

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Fonte: Grandangolo Agrigento

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