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Agrigento – Favara, un anno senza Marianna Bello: l’abbraccio a una famiglia umile e l’appello per la sicurezza del territorio

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Agrigento – Favara, un anno senza Marianna Bello: l’abbraccio a una famiglia umile e l’appello per la sicurezza del territorio. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

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A dodici mesi dal tragico nubifragio del 1° ottobre, la comunità si stringe al marito e ai tre figli della 38enne. Le piogge delle scorse settimane riaccendono l’allarme: la politica metta da parte i dividendi e chieda fondi straordinari per la rigenerazione del paese.

Un anno fa le strade di Favara si trasformavano in fiumi in piena sotto l’impatto di una violenta bomba d’acqua, spazzando via in pochi istanti la vita di Marianna Bello, 38 anni. Diciotto giorni di ansia, attesa e preghiere prima che il corso d’acqua verso il fiume Naro restituisse il suo corpo, in un dramma che ha scosso profondamente l’intera Sicilia.

Oggi, 1° ottobre, il tempo non ha cancellato il segno di quella tragedia. La città si ferma nel ricordo, portando rispetto al dolore composto di una famiglia umile e dignitosa, e stringendosi attorno al marito e ai tre piccoli figli rimasti prematuramente senza la madre.

Il rispetto per la famiglia e il vuoto dei tre bambini

Per la famiglia Bello e per i tre bambini, il 1° ottobre non è una semplice data sul calendario o una ricorrenza di cronaca, ma il giorno in cui la quotidianità è cambiata per sempre. In questi dodici mesi, con compostezza e senza mai ostentare il proprio dramma, i familiari e il marito hanno fatto da scudo ai piccoli, proteggendoli dal clamore e affrontando con dignità un’assenza incolmabile. Nel cuore dei favaresi resta indelebile un dettaglio emerso durante le prime disperate ore di ricerca: il ritrovamento del portafogli della donna tra i detriti, con all’interno la fotografia ben custodita di uno dei suoi figli. L’immagine simbolo di un amore viscerale che neanche la furia del fango è riuscita a scalfire.

Le piogge recenti e l’allarme del paese: mai più altre tragedie

Il ricordo di Marianna Bello è tornato prepotentemente d’attualità nelle scorse settimane, quando le nuove abbondanti piogge che hanno colpito l’Agrigentino hanno riacceso la paura tra i cittadini. Vedere scorrere l’acqua nelle arterie del paese ha riportato la mente a quel tragico 1° ottobre, sollevando una richiesta corale da parte di tutta la popolazione: occorre agire subito per evitare che simili tragedie possano ripetersi.

Favara non può continuare a vivere con il fiato sospeso ogni volta che il cielo si incupisce. La memoria della 38enne impone oggi una presa di coscienza collettiva e una svolta concreta sul fronte del rischio idrogeologico.

L’appello alla politica: un piano straordinario di risorse e interventi

Per trasformare il ricordo in tutela reale del territorio serve un’azione d’urto che superi le appartenenze di partito: tutta la classe politica deve stringersi in un’iniziativa straordinaria per ottenere finanziamenti capaci di avviare un piano d’interventi organico e non più rinviabile, incentrato sulla sistemazione delle strade e delle pendenze, sulla costante manutenzione e protezione di tombini e condotti di scolo, sulla bonifica dei canali e dei valloni verso il fiume Naro per assicurare il corretto deflusso idrico, e sul potenziamento dei piani di Protezione Civile per garantire la comunicazione tempestiva e la prevenzione ai cittadini in presenza di allerte meteo arancioni o rosse.

Ricordare Marianna Bello oggi significa assicurare ai suoi figli e all’intera comunità di Favara un futuro in cui la pioggia torni a essere solo un fenomeno atmosferico, e mai più una minaccia per la vita.

L’articolo Favara, un anno senza Marianna Bello: l’abbraccio a una famiglia umile e l’appello per la sicurezza del territorio proviene da Sicilia ON Press.

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Fonte: Sicilia On Press

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