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Agrigento, fotografia e identità siciliana protagoniste alla Valle dei Templi: Premiati fotografi, archeologhe e professionisti

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Agrigento, fotografia e identità siciliana protagoniste alla Valle dei Templi: Premiati fotografi, archeologhe e professionisti. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.

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AGRIGENTO – Fotografia, archeologia, cultura, impresa, vino, cinema e tradizioni popolari si sono incontrati in una serata dedicata ad Agrigento e alle eccellenze siciliane.

Alla Fattoria Valle dei Templi si è svolta la cerimonia conclusiva del Premio Fotografico 2026, affiancata dalla consegna dei riconoscimenti “Orgoglio Siciliano oltre Confine”, iniziativa promossa dal giornalista e direttore di AgrigentoOggi, Domenico Vecchio.

Una manifestazione che ha voluto mettere insieme due modi diversi, ma complementari, di raccontare il territorio: da una parte le immagini capaci di conservare la memoria delle tradizioni agrigentine, dall’altra le esperienze di uomini e donne che attraverso il proprio lavoro contribuiscono alla conoscenza e alla valorizzazione della Sicilia.

La serata, iniziata alle 19.30 e conclusa alle 20.30, è stata condotta da Stella Magnano e Marilena Patti, con l’accompagnamento musicale alla chitarra di Federico Mungiovì. Le motivazioni dei riconoscimenti sono state curate da Giada Attanasio.

Il messaggio del prefetto Caccamo

Alla manifestazione è arrivato anche il messaggio del prefetto di Agrigento Salvatore Caccamo, che, non potendo essere presente, ha espresso la propria vicinanza all’iniziativa.

Nel suo intervento il prefetto ha sottolineato il valore della fotografia come strumento attraverso il quale raccontare il territorio, le sue bellezze e le persone che ne interpretano sensibilità e identità.

Presente anche Gaetano Pendolino, tra coloro che fin dall’inizio hanno sostenuto il progetto dei concorsi fotografici, nato anche con l’obiettivo di trasformare la fotografia in uno strumento di promozione turistica.

San Calogero raccontato attraverso gli scatti

Una parte importante della serata è stata dedicata al Concorso Fotografico 2026, con le immagini delle principali tradizioni popolari agrigentine.

Per la sezione “Fotografa San Calogero”, il premio per la migliore fotografia a colori è stato assegnato a Giuseppe Rigoli.

Lo scatto premiato racconta uno dei momenti più partecipati della festa: l’uscita del Santo, immerso tra coriandoli, folla e portatori, con devozione popolare e contemporaneità che si incontrano nella stessa immagine.

Il riconoscimento per la migliore fotografia in bianco e nero è andato invece a Nino Piraneo, autore di uno scatto nel quale San Calogero attraversa i vicoli del centro storico, avvicinandosi alle abitazioni e alle persone affacciate ai balconi.

Due modi differenti di rappresentare una delle tradizioni religiose più profondamente radicate nell’identità agrigentina.

Il Mandorlo in Fiore

Spazio anche alla Sagra del Mandorlo in Fiore.

Vincenzo Bulla si è aggiudicato il premio per la migliore fotografia a colori, intitolato a Pietro Vecchio, grazie allo scatto di una giovane danzatrice folk durante la sfilata.

Il premio per la migliore fotografia in bianco e nero è stato assegnato a Vincenzo Tedesco, che attraverso la propria immagine ha rappresentato uno dei valori storicamente associati alla manifestazione agrigentina: l’incontro e la concordia tra i popoli.

A Chiara Avenia è andato invece il Premio TUA Trasporti per il miglior ritratto femminile, grazie a una fotografia realizzata durante la Fiaccolata dell’Amicizia.

Le eccellenze siciliane

La seconda parte dell’appuntamento è stata dedicata alle personalità che, nei rispettivi settori professionali, hanno contribuito a valorizzare Agrigento e la Sicilia.

A Gianofrio Pagliarulo è stato conferito il riconoscimento “Visione e Amore per la Sicilia” per l’attività svolta nel settore dell’impresa e dell’ospitalità e per l’impegno nella promozione del territorio.

La premiazione ha offerto anche l’occasione per una riflessione, insieme a Domenico Vecchio, sul modo in cui la Sicilia può raccontare se stessa attraverso le proprie imprese, professionalità e identità.

Premi alle “Custodi del patrimonio archeologico della Sicilia”

Particolarmente significativo il riconoscimento assegnato alle archeologhe Maria Concetta Parello, Maria Serena Rizzo e Valentina Caminneci, premiate come “Custodi del patrimonio archeologico della Sicilia”.

A consegnare i riconoscimenti è stato il presidente del Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi, Giuseppe Parello.

Tre professioniste accomunate da anni di attività nel campo della ricerca, della tutela e della valorizzazione del patrimonio archeologico.

A Maria Concetta Parello è stato riconosciuto l’impegno scientifico e divulgativo legato alla storia della Valle dei Templi; a Maria Serena Rizzo la competenza e il lavoro dedicato alla conoscenza della storia siciliana; a Valentina Caminneci il contributo alla ricerca e alla valorizzazione archeologica.

La loro presenza ha permesso di richiamare anche alcune delle più importanti attività di ricerca condotte negli ultimi anni ad Agrigento: dal teatro ellenistico-romano all’agorà dell’antica Akragas, passando per gli scavi nell’area del Tempio di Giunone.

Tonino Guzzo e Paolo Macedonio, siciliani oltre i confini dell’Isola

Il riconoscimento “Orgoglio Siciliano oltre Confine” è stato attribuito anche all’enologo Tonino Guzzo, per il contributo offerto alla crescita della vitivinicoltura siciliana, alla valorizzazione dei vitigni autoctoni e allo sviluppo della moderna produzione spumantistica dell’Isola.

Premiato anche Paolo Macedonio, attore e doppiatore agrigentino dalla lunga esperienza professionale tra teatro, cinema e doppiaggio.

Macedonio ha regalato al pubblico uno dei momenti più intensi della manifestazione con la lettura di “Odio gli indifferenti” di Antonio Gramsci, accompagnato alla chitarra da Federico Mungiovì.

Menzione speciale per Linda Amella

Nel corso della serata è stata assegnata una menzione speciale a Linda Amella, riconoscendo non soltanto il lavoro realizzato nell’edizione 2026, ma il contributo fornito nel tempo ai concorsi fotografici dedicati al Mandorlo in Fiore e a San Calogero.

Particolare apprezzamento è stato riservato agli scatti realizzati quest’anno nel centro storico agrigentino, attraverso i quali sono stati raccontati angoli meno conosciuti della città.

Ad arricchire la manifestazione anche l’esibizione dell’Orchestra Val d’Akragas, da anni legata al progetto e idealmente punto di incontro tra le due grandi tradizioni protagoniste dei concorsi fotografici: il Mandorlo in Fiore e San Calogero.

Agrigento raccontata attraverso immagini, persone e territorio

La manifestazione si è conclusa dopo circa un’ora, lasciando un messaggio semplice ma significativo: la promozione di un territorio non passa soltanto dai suoi monumenti.

Passa anche dalle persone che quel territorio lo fotografano, lo studiano, lo custodiscono, lo raccontano e lo portano fuori dai propri confini.

Ed è forse questo l’aspetto più interessante dell’iniziativa: avere riunito sotto lo stesso racconto fotografia, archeologia, tradizioni popolari, impresa, vino, teatro e cinema, mostrando una Sicilia che prova a valorizzare le proprie eccellenze partendo dalla propria identità.

Una serata che, nella cornice della Valle dei Templi, ha messo ancora una volta Agrigento e il suo patrimonio umano e culturale al centro della scena.

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Fonte: Report Sicilia

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