Agrigento – Gli amici di Sodano attaccano Report Sicilia e parlano del “buco”: Ma il sindaco ha firmato che non esistono squilibri. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Un sostenitore invita il nostro giornale a occuparsi del “buco” lasciato da Firetto e peggiorato da Miccichè e chiede di aspettare un anno prima di criticare Sodano. Accogliamo la contestazione e rivolgiamo la domanda al sindaco: se la situazione ereditata era economicamente disastrosa, perché nella relazione ufficiale di inizio mandato ha sottoscritto che «la situazione finanziaria e patrimoniale non presenta squilibri»?
Gli amici e i sostenitori del sindaco Michele Sodano continuano ad attaccare Report Sicilia, ma evitano di rispondere ai documenti che pubblichiamo.
Sotto uno dei nostri articoli, un sostenitore del sindaco ha scritto:
«Parlate prima del buco che hanno lasciato prima Firetto e poi peggiorato da Miccichè, nonché delle scelte scellerate fatte dalla giunta precedente… poi tra un annetto potete iniziare a dire qualcosa anche su Sodano, ma fatelo lavorare».
Il messaggio è chiaro.
Secondo questa ricostruzione, Firetto avrebbe lasciato un “buco”, Miccichè lo avrebbe peggiorato e Report Sicilia dovrebbe aspettare almeno un anno prima di occuparsi dell’operato di Michele Sodano.
Noi prendiamo sul serio questa contestazione.
Se il Comune di Agrigento è stato consegnato alla nuova amministrazione in condizioni economiche disastrose, con un “buco” aggravato dalle precedenti gestioni, è giusto parlarne.
Occorre indicarne l’importo, le cause, gli atti che lo hanno prodotto e le responsabilità politiche e amministrative.
C’è però una domanda alla quale i sostenitori del sindaco non possono rispondere attaccando il nostro giornale:
perché Michele Sodano, nella relazione ufficiale di inizio mandato, ha firmato che la situazione finanziaria e patrimoniale del Comune non presenta squilibri?
Non lo scrive Report Sicilia: lo firma Sodano
La relazione di inizio mandato 2026-2031 è stata sottoscritta il 9 settembre dal sindaco Michele Sodano, dal dirigente dei Servizi finanziari Giovanni Mantione e dal segretario generale Maria Concetta Floresta.
Non è una dichiarazione pubblicata sui social.
Non è un’intervista.
È il documento previsto dalla legge per rappresentare la situazione economico-finanziaria dell’Ente e la misura dell’indebitamento all’inizio del mandato.
La conclusione è inequivocabile:
«La situazione finanziaria e patrimoniale non presenta squilibri».
Ci troviamo quindi davanti a due rappresentazioni completamente differenti.
La prima è quella proposta dagli amici del sindaco: Firetto avrebbe lasciato un “buco”, Miccichè lo avrebbe peggiorato e Sodano avrebbe ricevuto una città economicamente distrutta.
La seconda porta la firma dello stesso Sodano: il Comune non presenta squilibri finanziari e patrimoniali.
Delle due l’una.
Se esiste il “buco”, quanto vale?
Report Sicilia non nega le criticità presenti nella relazione.
Il dato più serio riguarda la quota disponibile negativa del risultato di amministrazione. Nel preconsuntivo 2025 viene indicato un valore negativo di circa 20,5 milioni di euro.
Non è una somma positiva né denaro liberamente spendibile.
È il disavanzo della componente disponibile, calcolato dopo avere considerato quote accantonate, vincolate e destinate.
È un problema reale che deve essere spiegato ai cittadini senza ricorrere a espressioni vaghe o definizioni contabili incomprensibili.
Ma proprio qui nasce la contraddizione.
Se questa quota negativa rappresenta il “buco” denunciato dai sostenitori del sindaco ed è tanto grave da giustificare la narrazione di una città economicamente distrutta, perché la relazione conclude che non esistono squilibri?
È possibile che quel disavanzo sia già inserito in un percorso di ripiano e che, sotto il profilo strettamente tecnico, non determini una condizione di squilibrio strutturale.
Se è così, però, non può essere utilizzato ogni giorno per raccontare che Agrigento sia stata consegnata senza soldi.
Se invece dimostra davvero l’esistenza del “buco”, deve essere Sodano a chiarire perché non lo abbia rappresentato in modo esplicito nelle conclusioni del documento.
Quasi 49 milioni e mezzo in cassa
La relazione certifica inoltre che, alla data dell’insediamento di Sodano, il fondo di cassa del Comune ammontava a:
49.438.077,84 euro.
La cassa non rappresenta interamente denaro spendibile.
Una parte delle somme è vincolata. Esistono impegni, residui passivi, accantonamenti e obbligazioni che devono essere rispettati.
Nessuno può presentare quei 49 milioni come un bancomat a disposizione dell’amministrazione.
Ma dire che il Comune avesse quasi 49 milioni e mezzo in cassa è un fatto.
Sostenere che sia stato consegnato senza soldi è invece una valutazione politica che deve essere dimostrata attraverso dati precisi.
La stessa relazione afferma che l’anticipazione di tesoreria richiesta per oltre 23 milioni di euro non risultava utilizzata alla data dell’11 giugno 2026.
Precisa persino che quella richiesta era stata adottata «in costanza di giacenza di cassa adeguata» e soltanto per consentire, in caso di necessità, l’utilizzo temporaneo dei fondi vincolati.
La liquidità, dunque, esisteva, anche se non era interamente disponibile.
Il vero problema: mancavano gli strumenti finanziari
La situazione grave ereditata da Sodano non deve essere inventata. È già contenuta nel documento.
Al momento della redazione della relazione, l’ultimo rendiconto approvato era quello del 2024.
Per il 2025 venivano utilizzati soltanto dati di preconsuntivo, ricavati dalla documentazione allegata a una deliberazione di Giunta del febbraio 2026.
Il rendiconto 2025 non era stato approvato.
Anche il bilancio di previsione 2026-2028 non risultava approvato e il Comune era stato commissariato per il relativo procedimento.
L’Ente operava in gestione provvisoria, con pesanti limitazioni sulla capacità di programmare, assumere nuove obbligazioni e avviare interventi.
Questa è una condizione politica e amministrativa gravissima e riguarda direttamente la precedente amministrazione.
Ma gestione provvisoria, ritardo nell’approvazione del bilancio e difficoltà di programmazione non significano automaticamente dissesto o mancanza assoluta di denaro.
Lo dimostra la stessa relazione, nella quale Sodano descrive quelle condizioni e poi conclude che non esistono squilibri finanziari e patrimoniali.
I debiti fuori bilancio
La relazione riferisce anche dell’esame di tredici proposte di riconoscimento di debiti fuori bilancio, tutte derivanti da sentenze esecutive.
Dodici erano state approvate dal Consiglio comunale nella seduta del 30 luglio 2026, mentre una era stata rinviata.
Anche questo elemento merita chiarezza.
A quanto ammontavano complessivamente quei debiti?
Come sono stati coperti?
Esistevano ulteriori passività non ancora riconosciute?
Quali amministrazioni e quali contenziosi li avevano prodotti?
Sono queste le domande che dovrebbe porre chi sostiene l’esistenza di un “buco”.
Non basta scrivere la parola sui social e poi attaccare il giornale che chiede di quantificarlo.
Numeri differenti nella stessa relazione
C’è inoltre un altro problema che i sostenitori di Sodano continuano a ignorare.
Nella stessa relazione vengono indicati valori differenti per il preconsuntivo 2025.
Il fondo di cassa viene riportato in un prospetto in 43.948.723,52 euro e in un altro in 43.412.283,21 euro.
I residui attivi risultano pari a 216.932.695,77 euro in una tabella e a 218.104.849,58 euro nella successiva.
Il risultato di amministrazione passa da 176.286.217,59 euro a 178.761.218,99 euro.
Anche il Fondo pluriennale vincolato per le spese correnti presenta valori differenti.
Sono scostamenti che devono essere spiegati, soprattutto considerando che il rendiconto 2025 non era stato approvato e che il documento utilizza dati provvisori.
Chiedere chiarimenti su questi numeri non significa attaccare il sindaco.
Significa svolgere il lavoro di un giornale.
“Tra un annetto potrete parlare di Sodano”
Nel commento si sostiene anche che Report Sicilia dovrebbe attendere «un annetto» prima di iniziare a occuparsi di Sodano.
È una concezione singolare della democrazia.
Un sindaco deve essere sottoposto al controllo della stampa e dei cittadini dal primo giorno del proprio mandato, soprattutto quando firma atti, effettua nomine, assume decisioni, utilizza risorse pubbliche e presenta documenti ufficiali.
Non esiste un anno di immunità politica o giornalistica.
Non esiste un periodo durante il quale la stampa debba restare in silenzio per consentire al sindaco di “lavorare”.
Verificare gli atti non impedisce a Sodano di amministrare.
Se le decisioni sono corrette e i documenti coerenti, il controllo non potrà che confermarlo.
Chiedere trasparenza disturba soltanto chi considera ogni domanda un’aggressione.
Non difendiamo Miccichè né Firetto
Report Sicilia non ha il compito di difendere Franco Miccichè, Lillo Firetto o qualunque altra amministrazione precedente.
Se hanno lasciato un disavanzo, debiti o strumenti finanziari non approvati, bisogna scriverlo.
Se hanno compiuto scelte sbagliate, occorre indicare quali siano state e documentarne gli effetti.
Ma non accetteremo che le responsabilità del passato diventino un alibi permanente per il presente.
Sodano si è candidato conoscendo le condizioni di Agrigento. Ha promesso competenza, rivoluzione amministrativa e discontinuità.
Dal giorno dell’insediamento risponde delle proprie decisioni, delle proprie omissioni e dei documenti che firma.
Le contestazioni non cancellano i documenti
Gli amici del sindaco possono continuare ad attaccare Report Sicilia.
Ma le contestazioni non modificano una sola cifra.
Non cancellano i quasi 49 milioni e mezzo presenti in cassa all’insediamento.
Non eliminano la quota disponibile negativa.
Non approvano il rendiconto 2025.
Non approvano il bilancio di previsione 2026-2028.
Non spiegano i valori discordanti contenuti nella relazione.
E soprattutto non cancellano la firma di Michele Sodano sotto la frase:
«La situazione finanziaria e patrimoniale non presenta squilibri».
Noi non pretendiamo di essere creduti sulla parola.
Pubblichiamo gli atti e chiediamo risposte.
Se gli amici del sindaco hanno ragione e Agrigento è stata consegnata con un enorme “buco”, Sodano dica alla città a quanto ammonta, chi lo ha prodotto, come verrà ripianato e perché non risulti chiaramente nelle conclusioni della sua relazione.
Se invece la relazione fotografa correttamente la situazione finanziaria del Comune, i suoi sostenitori smettano di raccontare che il sindaco abbia ereditato un Ente senza soldi.
Non possono essere vere entrambe le versioni.
Una viene utilizzata sui social per giustificare l’assenza di risultati.
L’altra è contenuta in un documento ufficiale e porta la firma del sindaco.
Gli attacchi passano.
I documenti restano.
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Fonte: Report Sicilia
News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

