Agrigento – i 44 milioni c’erano, Sodano lo ha certificato: Se non è la prova dell’inciucio, cos’altro dobbiamo vedere?. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

A luglio il sindaco accusava Miccichè di avere lasciato conti «tutt’altro che a posto» e definiva i 44 milioni «un’informazione fallace». Oggi la relazione di inizio mandato firmata dallo stesso Sodano certifica 49,4 milioni in cassa e dichiara che il Comune non presenta squilibri. Nel frattempo, la maggioranza riconducibile alla precedente amministrazione gli consente di governare
«Basta menzogne? No. Diciamo sì alla verità, perché noi di menzogne non ne diciamo, caro Miccichè».
Era questa la conclusione della durissima replica con la quale, all’inizio di agosto, il sindaco Michele Sodano aveva risposto al suo predecessore Franco Miccichè.
L’ex sindaco aveva dichiarato di avere lasciato i conti in ordine e circa 44 milioni di euro in cassa. Sodano reagì attraverso un video pubblicato sui social, accusandolo sostanzialmente di fornire ai cittadini una rappresentazione falsa della situazione finanziaria del Comune.
Oggi, però, è arrivata la relazione di inizio mandato 2026-2031, sottoscritta il 9 settembre dallo stesso Michele Sodano, dal segretario generale Maria Concetta Floresta e dal dirigente dei Servizi finanziari Giovanni Mantione.
E quel documento racconta una storia molto diversa.
La relazione certifica che, alla data dell’insediamento di Sodano, il fondo di cassa del Comune ammontava esattamente a:
49.438.077,84 euro.
Miccichè aveva parlato di circa 44 milioni. La relazione firmata da Sodano ne certifica quasi 49 milioni e mezzo.
Allora chi aveva mentito?
RELAZIONE_INIZIO_MANDATO_Agrigento_+09.09.2026
Sodano: «I 44 milioni non significano assolutamente nulla»
Nel video, Sodano era stato categorico.
«Quarantaquattro milioni in cassa — disse — è un’informazione contabile basilare, non significa assolutamente nulla».
Il sindaco aveva poi aggiunto:
«Far credere oggi ai cittadini che avere 44 milioni in cassa significhi che c’è un bancomat e puoi spendere tutti i 44 milioni di liquidità è un’informazione completamente fallace, perché quei soldi, e Miccichè lo sa, sono già somme vincolate, sono già fondi destinati a spese, sono somme impegnate».
Sodano arrivò persino a dire che, se davvero ci fossero stati 44 milioni liberamente utilizzabili, avrebbe steso «un tappeto rosso» a Miccichè e sarebbe stato il suo «primo elettore».
Nessuno, però, aveva sostenuto che la cassa comunale fosse un bancomat dal quale prelevare liberamente 44 milioni.
Miccichè aveva affermato di avere lasciato quella somma in cassa. E il documento ufficiale firmato da Sodano gli dà ragione, certificandone addirittura quasi cinque milioni in più.
Non erano tutti fondi vincolati
C’è un altro dettaglio che rende ancora più pesante la contraddizione.
Sodano, nel suo video, lasciò intendere che quei 44 milioni fossero interamente vincolati, impegnati o già destinati.
Ma la relazione di inizio mandato specifica che, degli oltre 49,4 milioni presenti in Tesoreria l’11 giugno 2026, la cassa vincolata ammontava a:
15.354.087,93 euro.
Circa il 31 per cento del totale.
Questo non significa che la differenza, oltre 34 milioni, fosse automaticamente e interamente disponibile per finanziare nuove spese. La consistenza di cassa deve essere letta insieme ai residui passivi, agli impegni assunti, agli accantonamenti e alle altre obbligazioni del Comune.
Ma dimostra che non corrisponde al vero presentare tutti i 44 milioni evocati da Miccichè come somme vincolate.
La risposta corretta sarebbe stata: i soldi in cassa esistevano, ma non rappresentavano tutti risorse liberamente spendibili.
Sodano, invece, preferì trasformare la questione in un’accusa politica, sostenendo che il suo predecessore non conoscesse neppure i «fondamentali della finanza pubblica».
«I conti sono tutt’altro che a posto». Ma la relazione dice il contrario
Nel video Sodano affermò senza mezzi termini:
«I conti sono tutt’altro che a posto».
La relazione ufficiale firmata appena qualche settimana dopo si conclude, invece, con questa certificazione:
«La situazione finanziaria e patrimoniale non presenta squilibri».
Le due affermazioni possono convivere?
Se la situazione ereditata era davvero «drammatica», se le uscite erano maggiori delle entrate e se i conti erano «tutt’altro che a posto», perché Sodano ha poi sottoscritto una relazione nella quale si certifica l’assenza di squilibri finanziari e patrimoniali?
E se la relazione rappresenta fedelmente la situazione dell’Ente, perché a luglio veniva raccontato ai cittadini uno scenario tanto diverso?
È vero che il Comune non aveva ancora approvato il rendiconto 2025 e il bilancio di previsione 2026-2028. È vero che si trovava in esercizio provvisorio ed era stato commissariato per l’approvazione del bilancio.
Ma il ritardo nell’approvazione degli strumenti finanziari non cancella il saldo di cassa e non determina automaticamente l’esistenza di uno squilibrio finanziario.
Tanto è vero che la relazione di Sodano, pur registrando il mancato bilancio, conclude ugualmente che il Comune non presenta squilibri.
E adesso tutti insieme appassionatamente?
Questo scontro non risale a dieci anni fa. È avvenuto soltanto poche settimane fa.
Sodano accusava Miccichè e la sua amministrazione di avere lasciato una città senza programmazione, con i conti fuori posto, servizi insufficienti, strade dissestate, scarsa pulizia e centinaia di dipendenti mancanti.
Rivolgendosi alla parte politica riconducibile alla precedente amministrazione, dichiarava:
«La gente lo sa che questa cosa noi la ereditiamo da voi, perché noi siamo qua da due mesi».
Poi invitava quella stessa maggioranza a utilizzare i propri numeri in Consiglio comunale e a collaborare con la nuova amministrazione.
Oggi quella collaborazione sembra essere arrivata.
Il sindaco dispone soltanto di cinque consiglieri comunali, mentre la maggioranza numerica dell’Aula appartiene al centrodestra e alle forze politiche che hanno sostenuto o accompagnato l’esperienza amministrativa precedente.
Eppure Sodano continua a governare.
Nell’ultima seduta, la variazione di bilancio è stata approvata all’unanimità dai 21 consiglieri presenti. In Aula si è parlato apertamente di «mano tesa» nei confronti dell’amministrazione.
Una mano tesa dopo accuse pesantissime. Dopo avere sostenuto che i conti lasciati da Miccichè fossero tutt’altro che a posto. Dopo avere attribuito alla precedente amministrazione le condizioni drammatiche della città. Dopo avere accusato il predecessore di offrire informazioni «completamente fallaci».
E allora la domanda diventa inevitabile: se tutto ciò non rappresenta quantomeno il segnale di un accordo politico, che cos’altro dobbiamo aspettare di vedere?
Chi sostiene chi e in cambio di cosa?
Qui non si tratta di demonizzare il dialogo istituzionale. Un sindaco privo di maggioranza deve necessariamente confrontarsi con il Consiglio comunale.
Ma il confronto alla luce del sole è una cosa. Un’intesa politica costruita senza spiegarne condizioni, obiettivi e contropartite è un’altra.
Se fino a poche settimane fa Sodano accusava il sistema politico precedente di avere lasciato una città allo sbando, come può oggi governare grazie ai voti determinanti di quelle stesse forze senza spiegare ai cittadini cosa sia cambiato?
Miccichè e i suoi avevano davvero lasciato un disastro oppure no?
I 44 milioni erano una menzogna oppure esistevano?
I conti erano «tutt’altro che a posto» oppure, come certifica la relazione, non presentavano squilibri?
La precedente amministrazione era responsabile delle condizioni drammatiche della città oppure è diventata improvvisamente un interlocutore affidabile per sostenere il nuovo sindaco?
Queste non sono domande propagandistiche. Nascono confrontando le parole pronunciate pubblicamente da Sodano con il documento ufficiale successivamente sottoscritto dallo stesso sindaco.
Una relazione piena di interrogativi
La relazione, peraltro, non si limita a confermare l’esistenza della cassa. Contiene dati discordanti che richiederebbero spiegazioni immediate.
Per il preconsuntivo 2025 vengono indicati:
- un fondo di cassa di 43.948.723,52 euro in una tabella e di 43.412.283,21 euro in un’altra;
- residui attivi per 216.932.695,77 euro in un prospetto e per 218.104.849,58 euro nel successivo;
- un risultato di amministrazione di 176.286.217,59 euro in una tabella e di 178.761.218,99 euro in un’altra;
- un Fondo pluriennale vincolato per le spese correnti che cambia di 900mila euro tra un prospetto e l’altro.
Scostamenti per milioni di euro all’interno del medesimo documento firmato dal sindaco, dal segretario generale e dal dirigente finanziario.
Eppure, invece di spiegare queste differenze, per settimane si è preferito impartire lezioni pubbliche al predecessore.
Sodano chieda scusa o spieghi la contraddizione
A questo punto Michele Sodano dovrebbe fare una delle due cose.
Può riconoscere che Miccichè aveva detto la verità sull’esistenza dei circa 44 milioni in cassa, precisando legittimamente che quella somma non era interamente disponibile.
Oppure può spiegare perché la relazione da lui firmata certifica 49.438.077,84 euro, mentre nel video aveva presentato l’affermazione di Miccichè come un’informazione fallace e priva di significato.
Non basta dire che la cassa non coincide con un bancomat. Questo lo sanno tutti.
Il punto è un altro: quei soldi c’erano oppure no?
La risposta ufficiale è arrivata dalla relazione firmata dallo stesso Sodano: sì, c’erano. Ed erano persino più di quanto dichiarato da Miccichè.
Resta adesso da comprendere il significato politico del nuovo rapporto tra il sindaco e quella maggioranza consiliare alla quale, soltanto poche settimane fa, attribuiva la responsabilità delle condizioni della città.
Prima gli attacchi, poi la mano tesa, infine i voti unanimi indispensabili per governare.
Se non è la prova dell’inciucio, diteci voi cos’altro dobbiamo ancora vedere.
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Fonte: Report Sicilia
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