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Agrigento – Il Gruppo Storico Abatellis Branciforti di Cammarata e San Giovanni Gemini incanta Mussomeli per il Corteo Storico, Bivona per Santa Rosalia e Cammarata per il Crocifisso della Pioggia

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Agrigento – Il Gruppo Storico Abatellis Branciforti di Cammarata e San Giovanni Gemini incanta Mussomeli per il Corteo Storico, Bivona per Santa Rosalia e Cammarata per il Crocifisso della Pioggia. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.

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Da Mussomeli a Bivona, fino a Cammarata: il Gruppo Storico Abatellis Branciforti Conti di Cammarata – Duchi di San Giovanni Gemini protagonista di tre importanti appuntamenti tra rievocazione, devozione e valorizzazione delle tradizioni, tre tappe nel segno della storia, della fede e dell’identità siciliana. Tre appuntamenti, tre comunità e un unico filo conduttore: la storia che diventa cultura, la tradizione che si fa identità e la memoria che torna a vivere attraverso le persone.

È questo il percorso compiuto dal Gruppo Storico Abatellis Branciforti Conti di Cammarata – Duchi di San Giovanni Gemini, protagonista di tre significativi momenti nel cuore della Sicilia: il Corteo Storico di Mussomeli, la processione di Santa Rosalia a Bivona e la cavalcata in onore del Santissimo Crocifisso della Pioggia a Cammarata. Un itinerario che ha permesso al gruppo di portare fuori dai confini dei propri Comuni la storia di Cammarata e San Giovanni Gemini, mettendo in relazione territori diversi attraverso il linguaggio universale della cultura e delle tradizioni.

Fondato con l’obiettivo di far conoscere e rivivere la storia delle famiglie Abatellis e Branciforti e il loro profondo legame con Cammarata e San Giovanni Gemini, il gruppo è diventato negli anni una realtà sempre più riconoscibile nel panorama della rievocazione storica siciliana. Nel 2026 è stato inoltre riconosciuto dalle Amministrazioni comunali di Cammarata e San Giovanni Gemini come Gruppo Storico Ufficiale e Ambasciatore di Pace delle due comunità. A guidarlo è la presidente e fondatrice Irene Catarella, che ha fatto della rievocazione non soltanto uno strumento per raccontare il passato, ma anche un mezzo di divulgazione, inclusione, promozione territoriale, rispetto dell’ambiente e costruzione di relazioni tra comunità.

A Mussomeli il fascino della storia
La prima tappa ha avuto come scenario Mussomeli, dove gli Abatellis Branciforti hanno preso parte al suggestivo Corteo Storico, manifestazione capace di riportare per le vie cittadine atmosfere, personaggi e suggestioni del passato.
Il corteo rievoca l’arrivo a Mussomeli del re Federico III d’Aragona e si snoda tra figuranti in costume, sbandieratori, tamburieri e giocolieri, fino al suggestivo Castello Manfredonico. In questo scenario, la presenza degli Abatellis Branciforti ha aggiunto un’ulteriore tessera al grande mosaico della storia siciliana rappresentato dalla manifestazione. “Per noi non si tratta semplicemente di sfilare”, spiega Irene Catarella, “ma di portare con orgoglio la storia dei nostri territori fuori dai confini dei nostri Comuni. Ogni volta che indossiamo i nostri abiti storici sentiamo la responsabilità di rappresentare una memoria che appartiene a tutti noi. Da sempre partecipiamo a questo importante corteo e siamo felici di poter attestare anche attraverso la nostra presenza l’antica amicizia con Mussomeli”. Un rapporto che si è consolidato nel tempo. Gli Abatellis Branciforti avevano già partecipato a precedenti iniziative della comunità mussomelese, tra cui l’Antica Fiera del Castello del 2025, animando il Castello Manfredonico insieme a tamburi, sbandieratori e giocolieri e rappresentando la provincia di Agrigento.
La partecipazione del gruppo è stata accolta con entusiasmo dall’Amministrazione comunale e dalle realtà associative che collaborano alla realizzazione degli eventi. Il sindaco di Mussomeli Gianluca Nigrelli ha sottolineato il valore dell’incontro tra realtà territoriali diverse, evidenziando come manifestazioni di questo tipo possano trasformarsi in occasioni per raccontare una Sicilia fatta di storie differenti ma profondamente connesse. Sulla stessa linea Seby Lo Conte, che negli anni ha seguito le iniziative culturali e turistiche della città, rimarcando il ruolo fondamentale dei gruppi storici, dei volontari e delle associazioni nel rendere il corteo una vera festa della comunità. Un lavoro di squadra sottolineato anche dall’assessore Salvatore Castiglione e dalla presidente della Pro Loco Zina Falzone, che hanno posto l’accento sull’importanza della collaborazione tra amministrazione, associazioni, cittadini e operatori locali. Anche l’onorevole Giuseppe Catania, oggi vicesindaco di Mussomeli con deleghe, tra le altre, a turismo e marketing territoriale, ha evidenziato il valore della rievocazione come strumento di promozione: una manifestazione storica, infatti, non deve limitarsi a guardare al passato, ma può diventare un modo per far conoscere il territorio, il Castello e l’identità della comunità anche a chi arriva da fuori.

Bivona, tra fede e devozione a Santa Rosalia
Dalla rievocazione storica alla fede. Il secondo appuntamento ha portato gli Abatellis Branciforti a Bivona, in occasione dei festeggiamenti dedicati a Santa Rosalia, patrona della cittadina dell’entroterra agrigentino. Il gruppo ha accompagnato la processione del prezioso simulacro, partita dalla chiesa di Santa Chiara e sviluppatasi lungo via Roma, cuore della città. Una presenza particolarmente significativa all’interno di una celebrazione nella quale la devozione religiosa si intreccia profondamente con la storia e l’identità della comunità bivonese. Il culto di Santa Rosalia rappresenta infatti una delle tradizioni più radicate della città, che ha recentemente celebrato anche il Giubileo Rosaliano, in occasione del quattrocentesimo anniversario della proclamazione della Santa a patrona di Bivona. La partecipazione degli Abatellis Branciforti ha così creato un ideale ponte tra due forme differenti di patrimonio: da una parte la memoria storica rappresentata dal gruppo, dall’altra la fede popolare custodita dalla comunità. “Essere a Bivona per Santa Rosalia è per noi un grande onore”, sottolinea Irene Catarella, “La nostra missione non è semplicemente quella di indossare un abito storico, ma di raccontare una storia, trasmettere emozioni e creare un legame tra passato e presente. Quando partecipiamo a una festa religiosa o a una manifestazione storica sentiamo la responsabilità di rappresentare degnamente Cammarata e San Giovanni Gemini e le radici antiche di una fede popolare e profonda”. Il sindaco Milko Cinà ha accolto con favore la presenza del gruppo, sottolineando come la partecipazione degli Abatellis Branciforti abbia contribuito a creare un collegamento particolarmente suggestivo tra la tradizione storica siciliana e la devozione di Bivona, puntualizzando il valore della Santuzza nel cuore di ogni bivonese. Per l’arciprete don Marco Vella, il valore della processione risiede soprattutto nella capacità della tradizione di continuare a parlare alle persone e di mettere insieme generazioni diverse. Don Vella ha parlato dello stile di vita di Santa Rosalia, un esempio da seguire. Un concetto condiviso anche da Maria Balsamo, in rappresentanza del Comitato dei festeggiamenti del 2026, che ha evidenziato l’impegno e la passione delle tante persone che lavorano annualmente alla realizzazione della festa.

Cammarata, il ritorno alle radici con il Santissimo Crocifisso della Pioggia
Il terzo appuntamento ha avuto un significato ancora più profondo: il ritorno a Cammarata, nel cuore del territorio al quale il Gruppo Storico è indissolubilmente legato.
Gli Abatellis Branciforti hanno preso parte alla manifestazione dedicata al Santissimo Crocifisso della Pioggia, in un incontro particolarmente intenso tra storia, fede e tradizione.
Qui il racconto del passato assume un valore ancora più personale. La storia degli Abatellis e dei Branciforti è infatti profondamente intrecciata alle vicende di Cammarata e San Giovanni Gemini, e la presenza del gruppo nella manifestazione rappresenta anche un ritorno alle proprie origini.
Particolarmente significativo è il legame con la Chiesa dell’Annunziata, il monastero delle Benedettine e la devozione al Crocifisso della Pioggia, elementi che Irene Catarella aveva già raccontato in una precedente occasione, quando aveva vestito i panni della Contessa Margherita Abatellis Branciforti, riportando attraverso la rievocazione una pagina della storia religiosa e civile di Cammarata. “Tornare a Cammarata e raccontare la storia del Crocifisso della Pioggia legato indissolubilmente alle nobili casate che rappresentiamo significa per noi tornare alle nostre radici”, ha afferma la Catarella, “La storia degli Abatellis e dei Branciforti è profondamente legata a questo territorio e attraverso la rievocazione vogliamo far comprendere che la memoria non è qualcosa di lontano, ma una parte viva della nostra identità”. Soddisfazione è stata espressa anche dal Presidente del Comitato SS. Crocifisso della Pioggia, che ha sottolineato il valore della partecipazione del gruppo, ringraziandolo.

Una storia che diventa ponte tra i territori
Mussomeli, Bivona e Cammarata rappresentano tre scenari differenti, ma raccontano in fondo la stessa storia: quella di una Sicilia che continua a riconoscersi nelle proprie radici.
A Mussomeli gli Abatellis Branciforti hanno contribuito a ricreare il fascino di un’epoca lontana, tra dame, cavalieri, gonfaloni, sbandieratori, tamburi e giocolieri. A Bivona hanno accompagnato una comunità nel momento più intenso della propria devozione a Santa Rosalia. A Cammarata hanno invece ritrovato il legame più diretto con la propria storia, partecipando alla celebrazione del Santissimo Crocifisso della Pioggia.
Tre esperienze diverse, dunque, ma accomunate dalla stessa convinzione: la storia non è soltanto ciò che resta del passato. È un patrimonio vivo, capace di generare identità, emozioni, partecipazione e relazioni.

È questa la missione che il Gruppo Storico Abatellis Branciforti porta avanti attraverso i propri costumi, i gonfaloni, le rievocazioni e, soprattutto, attraverso la passione dei suoi componenti.
“Ogni volta che indossiamo i nostri abiti storici”, conclude Irene Catarella, “sentiamo di avere una responsabilità: raccontare chi siamo e da dove veniamo. Il nostro gruppo è nato per questo. Vogliamo unire Cammarata e San Giovanni Gemini, valorizzare la loro storia e, nello stesso tempo, creare ponti con le altre comunità siciliane. La storia diventa così un linguaggio universale capace di unire persone e territori”.

Ed è proprio lungo queste strade, tra castelli, processioni, cortei e antiche devozioni, che gli Abatellis Branciforti Conti di Cammarata – Duchi di San Giovanni Gemini continuano a raccontare una Sicilia che non vuole dimenticare. Una Sicilia che guarda al passato non per restarvi ancorata, ma per costruire, attraverso la memoria, nuove occasioni di incontro e di futuro.

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Fonte: AgrigentoOggi

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