Agrigento – Il mercato “abusivo” del venerdì rischia la chiusura: Mi offro gratuitamente come consulente del Sindaco Sodano per regolarizzarlo. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Il mercato settimanale del venerdì di piazza Ugo La Malfa rappresenta da decenni un punto di riferimento per centinaia di commercianti e migliaia di cittadini. Proprio per questo non possiamo più accettare che continui a svolgersi in una condizione di precarietà amministrativa, igienico-sanitaria e organizzativa che potrebbe esporlo al rischio concreto di sospensione o chiusura.
Quando definiamo quel mercato “abusivo” non stiamo accusando indiscriminatamente gli operatori che vi lavorano, molti dei quali possiedono regolari autorizzazioni commerciali e ogni settimana cercano onestamente di sostenere le proprie famiglie.
Il problema riguarda direttamente il Comune di Agrigento.
Perché definiamo il mercato “abusivo”
Da anni, prima come rappresentante del Codacons e oggi attraverso Report Sicilia, sostengo che il mercato settimanale di piazza Ugo La Malfa non risulti formalmente istituito attraverso la necessaria deliberazione del Consiglio comunale.
Non si tratta di una mia supposizione. La questione è emersa dai documenti che mi sono stati consegnati dagli stessi uffici comunali in seguito a una formale richiesta di accesso agli atti.
Il Comune, quindi, conosce perfettamente il problema.
L’amministrazione può emanare ordinanze sulla viabilità, modificare eccezionalmente il giorno di svolgimento, sospendere il mercato, disciplinarne gli orari o organizzare alcuni servizi. Ma questi provvedimenti non possono sostituire l’atto fondamentale: la deliberazione con la quale il Consiglio comunale istituisce formalmente l’area mercatale, ne definisce l’ubicazione, i posteggi, l’organizzazione e le regole di funzionamento nel rispetto della normativa regionale sul commercio su aree pubbliche.
È questo il paradosso: il Comune disciplina da anni un mercato che, secondo gli atti consegnati dagli stessi uffici, sulla carta non risulterebbe regolarmente istituito.
Mancano anche i servizi igienici e il presidio sanitario
La mancata istituzione formale non è l’unica grave irregolarità.
Nel mercato di piazza Ugo La Malfa mancano anche servizi essenziali che devono essere garantiti in un’area frequentata contemporaneamente da centinaia di operatori e migliaia di cittadini.
Mancano servizi igienici adeguati e regolarmente accessibili, anche alle persone con disabilità. Manca inoltre un servizio sanitario organizzato con ambulanza o altro presidio di pronto intervento capace di affrontare tempestivamente malori, cadute, incidenti e qualsiasi emergenza possa verificarsi durante lo svolgimento del mercato.
Non stiamo parlando di comodità facoltative, ma di condizioni fondamentali di igiene, sicurezza e assistenza previste per manifestazioni e attività commerciali caratterizzate da una notevole concentrazione di persone.
Chi dovrebbe intervenire se un anziano accusasse un malore tra le bancarelle? Quanto tempo impiegherebbe un’ambulanza a raggiungere il paziente attraversando un’area affollata, congestionata e occupata dai mezzi degli ambulanti? Quale piano sanitario e di emergenza è stato predisposto dal Comune?
Da anni il mercato si svolge senza che siano state risolte neppure queste carenze. Eppure il Comune continua a permetterne lo svolgimento come se tutto fosse perfettamente regolare.
Il controllo della Guardia di Finanza riaccende i riflettori
Il recente controllo della Guardia di Finanza, conclusosi con il sequestro di circa mille articoli contraffatti, dimostra quanto siano indispensabili legalità, sicurezza e verifiche costanti all’interno dell’area.
Ma proprio quel blitz riporta inevitabilmente al centro la responsabilità del Comune.
È giusto controllare gli operatori, verificare le autorizzazioni e sequestrare la merce contraffatta. È altrettanto necessario, però, controllare gli atti amministrativi che dovrebbero rendere legittima l’esistenza stessa del mercato e verificare se siano assicurati tutti i servizi obbligatori.
Se manca il provvedimento istitutivo e non vengono garantiti servizi igienici e assistenza sanitaria, il rischio non riguarda soltanto qualche venditore irregolare. Riguarda l’intero mercato, gli operatori onesti, i lavoratori, le loro famiglie e tutti i cittadini che lo frequentano.
Quasi cinque mesi di amministrazione e nessun intervento risolutivo
Il sindaco Michele Sodano governa Agrigento da quasi cinque mesi. In questo periodo l’amministrazione avrebbe potuto verificare la documentazione, convocare gli operatori, coinvolgere l’Asp e gli altri enti competenti, predisporre gli atti necessari e portare una proposta davanti al Consiglio comunale.
Non risulta che sia stato fatto.
Eppure non siamo davanti a un problema irrisolvibile. Non servono anni, commissioni interminabili o consulenze costose. Servono conoscenza degli atti, volontà politica e capacità di coordinare gli uffici.
Lasciare ancora tutto com’è significa esporre il mercato al rischio che, prima o poi, un’autorità competente sia costretta a disporne la sospensione. A pagarne le conseguenze sarebbero soprattutto i commercianti regolari e le famiglie che vivono di quel lavoro.
La mia proposta al sindaco Sodano
Per questa ragione rivolgo pubblicamente una proposta al sindaco Michele Sodano: sono disponibile a svolgere gratuitamente il ruolo di suo consulente personale esclusivamente per affrontare e risolvere la vicenda del mercato settimanale di piazza Ugo La Malfa.
Non chiedo compensi, rimborsi, incarichi politici, uffici o poltrone. Non pretendo deleghe e non cerco visibilità. Metto gratuitamente a disposizione gli atti raccolti, gli approfondimenti compiuti in questi anni e la mia conoscenza della vicenda.
L’obiettivo sarà uno soltanto: predisporre, insieme agli uffici comunali e nel rispetto delle competenze del Consiglio, il percorso necessario per rendere finalmente legale, sicuro e pienamente regolamentato il mercato.
Il lavoro dovrà comprendere:
- l’individuazione e la regolare istituzione dell’area mercatale;
- l’approvazione degli atti di competenza del Consiglio comunale;
- la ricognizione e la corretta assegnazione dei posteggi;
- la verifica delle autorizzazioni degli operatori;
- l’installazione di servizi igienici adeguati, accessibili e mantenuti in condizioni decorose;
- la predisposizione di un piano sanitario e di emergenza;
- la presenza di un’ambulanza o di un presidio di pronto intervento durante lo svolgimento del mercato;
- l’individuazione di corridoi sempre liberi per l’accesso dei mezzi di soccorso;
- la garanzia dei servizi di pulizia, raccolta dei rifiuti e sicurezza;
- controlli costanti contro abusivismo commerciale e contraffazione.
Sono pronto a dimostrare che questa situazione può essere risolta in un tempo inferiore ai quasi cinque mesi già trascorsi dall’insediamento dell’amministrazione Sodano.
Naturalmente, la responsabilità degli atti resterà in capo agli organi politici e amministrativi competenti. Il mio contributo gratuito servirebbe a ricostruire la documentazione, individuare le irregolarità, coordinare il percorso di regolarizzazione e impedire che ritardi e omissioni mettano in pericolo il futuro del mercato.
Non voglio chiuderlo: voglio salvarlo
Lo chiarisco per evitare le solite strumentalizzazioni: non ho mai chiesto la chiusura del mercato del venerdì. Al contrario, denuncio da anni la sua condizione proprio perché voglio difenderlo.
Tacere non significa proteggere i commercianti. Significa lasciarli lavorare sopra una mina amministrativa che potrebbe esplodere in qualsiasi momento.
Difendere davvero il mercato significa renderlo legale, garantire condizioni uguali per tutti gli operatori e assicurare ai cittadini servizi igienici, assistenza sanitaria, sicurezza, pulizia e percorsi accessibili ai mezzi di soccorso.
La mia proposta è sul tavolo. Il sindaco Sodano può accettarla oppure dimostrare di essere in grado di risolvere autonomamente il problema. Quello che non può più fare è ignorarlo.
Io sono pronto a collaborare gratuitamente. Adesso tocca al sindaco decidere se vuole mettere finalmente in sicurezza il mercato del venerdì oppure continuare a lasciare commercianti e cittadini sospesi nell’incertezza, con il rischio che un giorno qualcuno sia costretto a chiuderlo davvero.
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Fonte: Report Sicilia
News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

