Agrigento, il “nuovo” che avanza riparte dagli uomini del Mandorlo di Firetto: Dopo Mendola arriva Nino Lauretta. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Cambiano i sindaci, cambiano le maggioranze, cambiano gli slogan. Poi arriva il momento degli incarichi e, gira e rigira, tornano nomi già conosciuti. Al Mandorlo in Fiore 2027 di Michele Sodano, dopo Giuseppe Mendola, arriva anche Nino Lauretta. E tutti e due hanno già attraversato la macchina organizzativa della manifestazione negli anni dell’amministrazione Firetto.
Altro che scoperta dell’ultima ora.
La notizia di oggi è che Antonino “Nino” Lauretta è stato indicato quale esperto del sindaco Michele Sodano, a titolo gratuito, per supportare l’organizzazione del Festival Internazionale del Folklore 2027.
Ad annunciarlo è stato lo stesso sindaco attraverso dichiarazioni riprese da alcune testate. Lauretta dovrebbe lavorare in coordinamento con Giuseppe Mendola, già nominato esperto del sindaco e oggi indicato come project manager del Mandorlo in Fiore 2027.
Ed è proprio mettendo insieme i due nomi che la vicenda diventa politicamente interessante.
Perché Mendola e Lauretta non rappresentano affatto due volti nuovi nella storia recente del Mandorlo in Fiore.
Sono entrambi nomi già passati dalla manifestazione negli anni dell’amministrazione guidata da Lillo Firetto.
E allora la domanda sorge spontanea: dov’è il nuovo che avanza?
Lauretta, un ritorno che viene da lontano
Nino Lauretta possiede indubbiamente una lunga esperienza nel mondo del folklore e delle relazioni internazionali. Ed è proprio questa esperienza che viene indicata come ragione della scelta.
Ma basta andare indietro negli archivi per scoprire che Lauretta non arriva oggi per la prima volta nella macchina del Mandorlo.
Nel 2015 veniva indicato come responsabile della segreteria organizzativa e dell’individuazione dei gruppi partecipanti al Festival del Folklore. Nel 2016, con Lillo Firetto sindaco, le cronache lo indicavano quale direttore organizzativo del Festival Internazionale del Folklore.
Dunque nessuna improvvisazione e nessun neofita.
Lauretta conosce quella macchina da anni.
Ed è proprio questo il punto: Michele Sodano, per costruire il Mandorlo in Fiore che dovrebbe rappresentare la nuova stagione della città, richiama una figura che quella manifestazione l’ha già organizzata con le amministrazioni precedenti.
Ma anche Mendola era già lì
E sarebbe sbagliato fermarsi a Lauretta.
Perché anche Giuseppe Mendola, oggi uomo centrale nella costruzione del Mandorlo in Fiore 2027, non rappresenta una novità rispetto all’era Firetto.
Mendola aveva già operato nell’ambito della manifestazione durante quella stagione amministrativa.
Oggi Sodano lo ha riportato al centro della programmazione turistico-culturale nominando proprio Mendola esperto del sindaco a titolo gratuito.
La determina sindacale n. 88 dell’11 agosto 2026 gli assegna compiti molto ampi: analisi e pianificazione strategica, sviluppo del prodotto turistico-culturale, programmazione e organizzazione di eventi, promozione e marketing territoriale. Determina+Sindacale+2026-88
Adesso lo ritroviamo indicato come project manager del Mandorlo in Fiore 2027.
E al suo fianco arriva Lauretta.
Quindi il dato non riguarda più il ritorno di un singolo professionista.
Sono almeno due figure già presenti nella storia organizzativa del Mandorlo durante l’era Firetto che oggi ritroviamo nella macchina messa in piedi da Sodano: Giuseppe Mendola e Nino Lauretta.
Il “nuovo” sembra conoscere molto bene il passato
Nessuno sostiene che avere già lavorato al Mandorlo in Fiore rappresenti un demerito.
Anzi, l’esperienza può essere un valore.
Il problema è politico e riguarda la narrazione del cambiamento.
Perché se si promette una stagione nuova e poi, quando bisogna individuare le figure chiamate a organizzare uno degli eventi più importanti della città, si torna a pescare tra persone che quella macchina l’hanno già conosciuta e gestita, è legittimo chiedersi quale sia la discontinuità.
Mendola c’era.
Lauretta c’era.
Oggi Mendola torna con Sodano.
E oggi torna anche Lauretta.
Il nuovo che avanza, insomma, ad Agrigento sembra avere una sorprendente familiarità con ciò che c’era prima.
Lauretta e una storia familiare dentro la Democrazia Cristiana
C’è poi una storia politica e familiare che viene da lontano.
Il padre di Nino Lauretta, Enzo Lauretta, fu una figura importante della vita politica e culturale agrigentina del Novecento: militò nella Democrazia Cristiana e fu anche sindaco di Agrigento.
Sul percorso politico personale di Nino Lauretta, invece, occorre essere più precisi: le fonti storiche reperibili consentono di documentare una sua lunga presenza nella vita pubblica cittadina, ma non autorizzano a trasformare automaticamente la storia politica del padre nell’appartenenza partitica del figlio.
E Report Sicilia preferisce distinguere i fatti documentati dalle suggestioni.
Resta però un elemento curioso nel quadro politico generale: tra Michele Sodano e Cateno De Luca, il rinnovamento siciliano sembra spesso incrociare personaggi e storie provenienti da stagioni politiche molto precedenti alle loro.
Il problema non è da quale storia provengano.
Il problema è continuare a chiamare tutto questo “nuovo”.
Ma l’atto di Lauretta dov’è?
C’è poi una questione amministrativa molto concreta.
La notizia dell’incarico a Lauretta viene diffusa dalla stampa con dichiarazioni attribuite direttamente al sindaco.
Ma al momento delle verifiche effettuate da Report Sicilia non risultava ancora individuabile sull’Albo Pretorio il provvedimento di conferimento dell’incarico.
E noi, dopo quanto accaduto con Mendola, gli atti preferiamo leggerli.
Con Mendola avevamo trovato una determina che parlava espressamente della sua «documentata professionalità risultante dal curriculum vitae che si allega», mentre nella prima documentazione pubblicata che avevamo consultato il curriculum non compariva. Determina+Sindacale+2026-88
Dopo la nostra segnalazione arrivò una nuova pubblicazione e comparvero gli allegati.
Adesso vorremmo semplicemente leggere anche l’atto di Lauretta.
Durata dell’incarico, funzioni precise, curriculum, dichiarazioni previste e tutti gli elementi che normalmente accompagnano un incarico di esperto del sindaco.
Quando sarà pubblicato, lo leggeremo.
Come sempre.
Le notizie arrivano prima agli “amici” della stampa?
C’è poi una questione sulla quale questa amministrazione prima o poi dovrebbe fare chiarezza: come vengono distribuite le notizie provenienti dal sindaco?
Questa volta non troviamo prima l’atto e poi la notizia.
Troviamo la notizia su alcune testate, accompagnata dalle dichiarazioni del sindaco.
Al momento della nostra verifica non risultava invece un comunicato sulla pagina istituzionale del sindaco né avevamo individuato il relativo atto all’Albo Pretorio.
Questo non dimostra l’esistenza di corsie preferenziali per determinati giornalisti e sarebbe scorretto presentarlo come un fatto accertato.
Ma autorizza una domanda semplicissima:
le comunicazioni del sindaco vengono distribuite contemporaneamente e con gli stessi strumenti a tutte le testate oppure alcune redazioni ricevono anticipazioni attraverso rapporti diretti?
Basterebbe chiarire il metodo.
E il portavoce?
Anche perché sono trascorsi ormai diversi mesi dall’insediamento e rimane aperta la questione della comunicazione istituzionale.
Il tema del portavoce del sindaco non è secondario.
Con la precedente amministrazione quella figura aveva raggiunto un compenso di circa 3.340 euro lordi mensili negli ultimi mesi dell’incarico.
Non abbiamo elementi per sostenere che i giornalisti che oggi ricevono o pubblicano determinate notizie aspirino personalmente a quel posto. Sarebbe un’attribuzione di intenzioni che non possiamo documentare.
Ma una domanda politica resta: Sodano nominerà un portavoce? Quando? Con quale compenso? E attraverso quale scelta?
Nel frattempo la comunicazione dell’amministrazione procede.
E qualche notizia sembra arrivare alla stampa prima ancora che i cittadini possano trovare l’atto che la formalizza.
“Levati tu che mi siedo io”? Qui sembra funzionare diversamente
Alla fine resta l’immagine complessiva.
Michele Sodano aveva promesso cambiamento.
Sul Mandorlo in Fiore 2027 troviamo Giuseppe Mendola, già presente nella manifestazione negli anni di Firetto.
Accanto a lui arriva Nino Lauretta, anch’egli protagonista dell’organizzazione del Festival negli anni di Firetto.
Non uno.
Due.
E allora forse persino il vecchio “levati tu che mi siedo io” non descrive più bene quello che accade ad Agrigento.
Qui sembra funzionare una versione più sofisticata:
“Levati tu… tanto prima o poi ci risiediamo noi”.
Nulla di illegittimo. Nulla che, da solo, dica qualcosa sulla qualità del lavoro che Mendola e Lauretta svolgeranno.
Ma sul piano politico una domanda rimane tutta intera:
se per costruire il nuovo Mandorlo in Fiore si riparte dagli uomini che il Mandorlo lo organizzavano già con Firetto, dove comincia esattamente la rivoluzione promessa?
Cambiano i sindaci.
Cambiano le coalizioni.
Cambiano gli slogan.
Mendola ieri con Firetto, oggi con Sodano. Lauretta ieri con Firetto, oggi con Sodano.
Gira e rigira, ad Agrigento, il “nuovo” finisce spesso per avere nomi che conosciamo già.
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Fonte: Report Sicilia
News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

