Al momento stai visualizzando Agrigento, il paradosso dei partenariati: Il Comune vuole le proposte dopo la scadenza dei bandi. «Ma come si lavora?»

Agrigento, il paradosso dei partenariati: Il Comune vuole le proposte dopo la scadenza dei bandi. «Ma come si lavora?»

  • Autore dell'articolo:
  • Categoria dell'articolo:Politica
  • Commenti dell'articolo:0 commenti

Agrigento, il paradosso dei partenariati: Il Comune vuole le proposte dopo la scadenza dei bandi. «Ma come si lavora?». Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

Cosa sta succedendo

⏱️Tempo di lettura: 5 min

La determina e la scheda progettuale ripetono la stessa disposizione: proposte “entro 15 giorni dalla scadenza”. Un errore materiale oppure una procedura destinata a partire quando ormai è troppo tardi? Il Comune chiarisca e corregga immediatamente

Il Comune di Agrigento disciplina la collaborazione gratuita con associazioni, società, enti del Terzo settore, fondazioni, professionisti e altri soggetti privati interessati a partecipare con Palazzo dei Giganti a bandi e avvisi pubblici.

L’iniziativa è stata formalizzata attraverso la determinazione dirigenziale n. 2665 del 9 settembre 2026 Determina+Dirigenziale+2026-2665, firmata dal responsabile del Settore 1, avvocato Antonio Insalaco, in esecuzione della deliberazione della Giunta municipale n. 107 del 30 luglio 2026.

Insieme alla determina sono stati pubblicati anche gli allegati: la “Scheda di proposta progettuale” è disponibile sia in formato PDF Scheda+Proposta+progett.le+per+richiesta+partenariato sia in formato Word. Scheda+Proposta+progett.le+per+richiesta+partenariato

Dunque, su questo aspetto, il fascicolo risulta completo. Ma la lettura degli allegati, anziché risolvere il problema sollevato dalla determina, lo conferma in maniera ancora più netta.

La stessa frase compare nella determina e nella scheda

La determina stabilisce che le proposte progettuali, comprensive degli allegati richiesti, debbano pervenire:

“entro 15 giorni dalla scadenza dei relativi bandi e/o avvisi pubblici”.

La medesima disposizione viene ripetuta, tra parentesi e in evidenza, nella prima pagina della scheda progettuale:

“La scheda dovrà pervenire entro 15 giorni dalla scadenza dei relativi bandi e/o avvisi pubblici di cui si fa richiesta di partenariato”.

Non si tratta, quindi, di una frase comparsa accidentalmente in un solo passaggio della determina. Il termine è stato riportato anche nel formulario che i privati dovranno compilare e trasmettere al Comune.

Ed è qui che la procedura diventa incomprensibile.

Come può un soggetto privato chiedere al Comune di Agrigento di partecipare congiuntamente a un bando dopo che quel bando è già scaduto?

Quando arriverà la proposta, il termine per presentare il progetto all’ente finanziatore potrebbe essere trascorso da quindici giorni. Il Comune non avrebbe più la possibilità di esaminare l’istanza, valutare il partenariato, sottoscrivere l’accordo e presentare la candidatura.

Se la disposizione deve essere letta nel suo significato letterale, il partenariato nascerebbe quando ormai non servirebbe più.

Probabilmente si voleva scrivere “prima della scadenza”

È possibile che l’Amministrazione intendesse stabilire che la proposta debba arrivare almeno quindici giorni prima della scadenza del bando. Ma negli atti pubblicati non c’è scritto questo.

È scritto esattamente il contrario.

Non basta affidarsi all’interpretazione o al buon senso degli interessati. Un avviso pubblico deve indicare termini certi, comprensibili e uguali per tutti. Non può essere il singolo operatore a dover indovinare se “dalla scadenza” significhi in realtà “prima della scadenza”.

Inoltre, il termine dei quindici giorni è riportato due volte: nella determina e nella scheda progettuale. Un’eventuale correzione dovrà quindi riguardare entrambi i documenti ed essere pubblicata formalmente.

Sette allegati, firma digitale e limite di 5 megabyte

La scheda impone ai soggetti interessati di fornire una descrizione articolata della proposta, indicando:

  • titolo del progetto;
  • soggetto proponente e referente;
  • bando o avviso di riferimento;
  • obiettivi;
  • attività previste;
  • risultati attesi;
  • supporto non finanziario richiesto al Comune;
  • soggetti privati coinvolti;
  • valore aggiunto del partenariato;
  • coerenza con il bando.

Alla richiesta dovranno essere allegati anche la bozza del progetto, il cronoprogramma, il curriculum dettagliato del proponente, gli eventuali accreditamenti, la dichiarazione di gratuità, quella sull’assenza di conflitti d’interesse e una bozza dell’accordo di partenariato.

La documentazione dovrà essere firmata digitalmente dal legale rappresentante e trasmessa a due indirizzi PEC del Comune. Il peso complessivo degli allegati non potrà superare i 5 megabyte.

Si pretende, giustamente, una documentazione ampia e dettagliata dai privati. Ma proprio per questo il Comune deve offrire una procedura altrettanto precisa, a cominciare dal termine entro il quale presentare la domanda.

“Bando comunale” oppure qualsiasi avviso pubblico?

Nella sezione dedicata ai dati generali, la scheda chiede inoltre di inserire gli estremi del “bando comunale”.

La determina e il titolo della stessa scheda parlano, invece, più genericamente di bandi e avvisi pubblici. Non è quindi chiaro se il partenariato riguardi esclusivamente bandi emanati dal Comune oppure, come appare più logico, avvisi regionali, nazionali ed europei ai quali il Comune intende partecipare insieme ai privati.

Anche questa formulazione merita un chiarimento.

Non è un dettaglio tipografico

La determina precisa che il provvedimento non comporta spese per il Comune. Tuttavia, un partenariato definito “gratuito” non è necessariamente privo di conseguenze amministrative.

Il privato potrebbe ottenere il patrocinio istituzionale, l’uso gratuito di sale o spazi pubblici, supporto logistico e promozione attraverso i canali ufficiali dell’ente. Si tratta di benefici non finanziari che devono essere concessi seguendo regole trasparenti e verificabili.

Occorre pertanto sapere anche come verranno istruite le richieste, chi valuterà le proposte, quali criteri saranno utilizzati, entro quanto tempo il Comune risponderà e come verranno resi pubblici i partenariati approvati.

La scheda spiega cosa deve presentare il privato, ma non chiarisce l’intero percorso successivo della domanda.

Il Comune corregga prima che arrivino le istanze

Report Sicilia chiede all’Amministrazione comunale di chiarire immediatamente:

  • se le proposte debbano arrivare almeno quindici giorni prima della scadenza;
  • se la frase pubblicata nella determina e nella scheda sia un errore materiale;
  • se la procedura riguardi bandi comunali oppure avvisi regionali, nazionali ed europei;
  • quale ufficio valuterà le proposte;
  • quali criteri determineranno la scelta dei partner;
  • come saranno pubblicizzati gli accordi conclusi.

Se si tratta di un errore, va corretto senza perdere tempo. Se invece il termine è stato scritto consapevolmente, il Comune dovrà spiegare come possa essere costituito un partenariato utile alla partecipazione a un bando già scaduto.

Perché la trasparenza non consiste soltanto nel pubblicare una determina e i relativi allegati. Significa approvare atti comprensibili, coerenti e concretamente applicabili. E in questo caso la domanda resta inevitabile: il Comune vuole ricevere le proposte prima della scadenza dei bandi oppure quando ormai non c’è più nulla a cui partecipare?

Leggi anche: Altre notizie su Politica

Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

Lascia un commento