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Agrigento – Il sorriso di un frate contro l’intolleranza dell’Inquisizione

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Agrigento – Il sorriso di un frate contro l’intolleranza dell’Inquisizione. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Attualità.

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Dio ride, di Giovanni Veronesi, con Pierfrancesco Favino, Silvio Orlando, Alma Noce, Francesco Gheghi, Carlo Cecchi, Paolo Rossi. Italia 2026

In programmazione al Cinema Multisala Ciak alle 17,30, 20,00 e 22,30

Non c’è niente da ridere in Dio ride, il film di Giovanni Veronesi. Quella che si presenta come una favola ambientata nel Seicento assume presto i contorni di un racconto amaro sulla repressione religiosa e sull’intolleranza. Sullo sfondo, la Santa Inquisizione, protagonista di una delle pagine più oscure della storia europea, con le sue persecuzioni, le torture e le condanne inflitte a chiunque osasse mettere in discussione i dogmi o discostarsi dai precetti imposti dalla Chiesa.
Al centro della storia c’è frate Leopoldo da Casamacchia, interpretato da Pierfrancesco Favino, un predicatore che ha un’imperdonabile colpa: annunciare il Vangelo con il sorriso, trasmettendo gioia e leggerezza anziché paura e senso di colpa. Leopoldo non è un personaggio storico realmente esistito, ma una figura di fantasia costruita dal regista attraverso suggestioni e riferimenti storici. Veronesi ha dichiarato di aver consultato gli archivi vaticani e le testimonianze sugli eretici, trovando particolare ispirazione nella vicenda di San Filippo Neri, che in vita fu guardato con sospetto dagli ambienti ecclesiastici per il suo approccio anticonvenzionale e gioioso alla fede.
La vicenda diventa così il pretesto per affrontare un tema che supera i confini storici del racconto: il rapporto tra fede e potere. La colpa di Leopoldo non è mettere in discussione Dio, ma proporre un modo diverso di avvicinarsi alla religione, sottraendola al controllo di chi pretende di stabilire come debba essere vissuta. Il suo sorriso, in un contesto dominato dalla rigidità dottrinale, si trasforma paradossalmente in un atto di ribellione.
È questo il nucleo più interessante del film: la contrapposizione tra una spiritualità autentica, fondata sull’umanità e sulla compassione, e un’istituzione che finisce per utilizzare la religione come strumento di dominio. Una riflessione che conserva una sua attualità, soprattutto quando richiama i pericoli di ogni potere che pretende di imporre una verità assoluta e non tollera il dissenso.
Sostenuto dalla Regione Toscana e girato in gran parte nelle province di Siena e Pisa, il film valorizza scenari di grande suggestione. La bellezza dei paesaggi, con i loro orizzonti aperti e la luce della campagna toscana, crea un contrasto efficace con la miseria materiale ed esistenziale dei personaggi.
Il punto di forza dell’opera è senza dubbio Pierfrancesco Favino. La sua interpretazione restituisce al frate spontaneità, fragilità e una genuina umanità, senza mai scivolare nella caricatura.
Con Dio ride, Veronesi sceglie dunque la forma della favola per raccontare una vicenda di sopraffazione e libertà negata. E in un mondo che punisce chi non si adegua, anche un sorriso può diventare un gesto rivoluzionario.

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Fonte: AgrigentoOggi

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