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Agrigento, il turismo dei grandi numeri non si trasforma ancora in soggiorni
I dati Istat sul 2025 raccontano una realtà che merita attenzione: Agrigento resta una delle principali destinazioni turistiche della provincia, ma il numero di pernottamenti non riflette ancora pienamente la sua straordinaria capacità di attrazione.
AGRIGENTO – Il turismo torna al centro dell’agenda dell’amministrazione comunale. Il sindaco Michele Sodano ha scelto di affidarsi a Peppe Mendola, professionista agrigentino conosciuto nel settore del turismo di alta gamma, nominato consulente del sindaco a titolo gratuito con il compito di affiancare l’amministrazione nella riorganizzazione e nel rilancio dell’offerta turistica della città. Una scelta che arriva mentre i numeri raccontano un paradosso sul quale Agrigento è chiamata ancora a misurarsi: la capacità di attrarre grandi flussi di visitatori non si traduce ancora, almeno non pienamente, in soggiorni altrettanto significativi.
Ed è proprio da qui che vale la pena ripartire per tornare a parlare di turismo ad Agrigento. Perché la questione non sembra essere soltanto quanti visitatori arrivino, ma soprattutto quanti decidano di fermarsi. I dati Istat relativi al 2025 mostrano infatti una città che continua ad avere un peso rilevante nel panorama turistico siciliano, ma anche un margine di crescita evidente nella capacità di trasformare la propria straordinaria attrattività in permanenze più lunghe.
Agrigento continua ad avere un peso rilevante nel turismo siciliano, ma i dati sul movimento dei clienti nelle strutture ricettive suggeriscono che la vera sfida non sia soltanto portare visitatori in città, quanto convincerli a fermarsi.
Nel 2025 le strutture ricettive di Agrigento hanno registrato 412.823 presenze. Un risultato importante, che colloca il capoluogo al secondo posto tra i Comuni della provincia, dietro Sciacca, che ha raggiunto quota 514.897 presenze. Al terzo posto si trova Lampedusa e Linosa, con 261.677 pernottamenti.
La graduatoria, però, racconta soltanto una parte della realtà.
Agrigento dispone infatti di un patrimonio turistico difficilmente paragonabile per forza attrattiva. La Valle dei Templi richiama ogni anno oltre un milione di visitatori, ai quali si aggiungono il centro storico, il Museo archeologico, la costa, le iniziative culturali e l’offerta enogastronomica.
Il problema è che una visita non equivale necessariamente a un soggiorno.
Una parte consistente dei flussi diretti verso il principale sito archeologico della città può infatti esaurirsi nell’arco di poche ore, senza trasformarsi in una notte trascorsa in una struttura ricettiva del territorio. È qui che emerge uno dei nodi principali del turismo agrigentino.
Il vero obiettivo: far restare chi arriva
Il dato sulle presenze invita quindi a spostare l’attenzione dalla semplice capacità di attrarre turisti alla capacità di trattenerli.
Agrigento ha già un elemento fondamentale: una destinazione conosciuta a livello internazionale. La sfida consiste nel costruire attorno a questa attrazione principale un’offerta sufficientemente ampia da trasformare la visita alla Valle dei Templi in un soggiorno di due, tre o più giorni.
Arte e archeologia possono essere il punto di partenza di un itinerario che coinvolga il centro storico, i borghi, il litorale, le produzioni gastronomiche, le cantine, l’artigianato e gli altri luoghi di interesse della provincia.
In questo senso, i 412.823 pernottamenti del 2025 non rappresentano soltanto un dato da inserire in una classifica. Possono essere letti anche come una base dalla quale partire per capire quanto margine di crescita abbia ancora il capoluogo.
La sfida di Agrigento: trasformare l’attrattività in soggiorni più lunghi.
Il risultato non dipenderà soltanto dalla capacità delle singole strutture ricettive, ma dalla possibilità di costruire un’offerta turistica più articolata e facilmente riconoscibile.
Per Agrigento il potenziale è evidente: un enorme flusso di visitatori già esiste. La questione è trasformare una parte di quelle visite in permanenze.
È probabilmente questa la prossima partita del turismo agrigentino: non inseguire soltanto nuovi arrivi, ma aumentare la durata dei soggiorni di chi ha già scelto di scoprire la città e il suo territorio.
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Fonte: AgrigentoOggi
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