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Agrigento – Inchiesta Cefpas, il Riesame annulla l’interdizione per l’ex direttore dell’Asp Giuseppe Capodieci

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Agrigento – Inchiesta Cefpas, il Riesame annulla l’interdizione per l’ex direttore dell’Asp Giuseppe Capodieci. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Attualità.

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Nuovo sviluppo nell’inchiesta “Corte dei miracoli”. Il Tribunale del Riesame di Caltanissetta, presieduto dal giudice Gabriella Natale, ha annullato la misura interdittiva applicata nei confronti di Giuseppe Capodieci, ex direttore generale dell’Asp di Agrigento.

Capodieci era stato sospeso per sei mesi dall’esercizio di un pubblico ufficio nell’ambito dell’indagine coordinata dalla Procura di Caltanissetta, nella quale risulta indagato per corruzione insieme, fra gli altri, all’ex deputato regionale Riccardo Gallo.

Il manager, assistito dagli avvocati Antonino e Vincenza Gaziano, si era dimesso dall’incarico dopo il suo coinvolgimento nell’inchiesta. La Procura aveva inizialmente chiesto per lui l’applicazione degli arresti domiciliari, ma il Gip Santi Bologna non aveva accolto la richiesta, ritenendo sufficiente la misura meno afflittiva dell’interdizione dai pubblici uffici per sei mesi.

Adesso arriva la decisione del Riesame, che ha annullato il provvedimento del Gip e dichiarato cessata l’efficacia della misura interdittiva.

Secondo l’ipotesi sostenuta dagli inquirenti, Capodieci avrebbe asservito le proprie funzioni pubbliche agli interessi politici dell’allora deputato regionale Riccardo Gallo. Al centro delle contestazioni vi sarebbe una convenzione stipulata fra l’Asp di Agrigento e il Cefpas.

Per l’accusa, quell’accordo non sarebbe stato determinato da effettive esigenze di servizio, ma avrebbe avuto lo scopo di agevolare il trasferimento ad Agrigento della moglie dell’allora parlamentare regionale, permettendole di avvicinarsi alla propria città di origine e di residenza.

Capodieci, comparso nel giugno scorso davanti al Gip, aveva respinto le contestazioni e sostenuto di avere sempre operato nel pieno rispetto della legge e delle procedure amministrative, depositando anche documentazione a sostegno della propria posizione.

L’annullamento dell’interdizione rappresenta dunque un risultato favorevole per la difesa, ma riguarda esclusivamente il profilo cautelare. Non equivale a un’assoluzione e non chiude l’inchiesta: le contestazioni formulate dalla Procura restano ancora da verificare nelle successive fasi del procedimento.

Come sempre, le accuse hanno natura provvisoria e ogni responsabilità potrà essere definitivamente accertata soltanto attraverso una sentenza irrevocabile.

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Fonte: Report Sicilia

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