Agrigento – Inchiesta Cefpas, il Riesame ridisegna il caso Reina: “L’operazione nasce per La Rocca Ruvolo”. Gallo estraneo alla vicenda della biblioteca digitale. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.
Cosa sta succedendo

L’ordinanza del Tribunale del Riesame di Caltanissetta, che ha revocato gli arresti domiciliari all’ex deputato regionale Riccardo Gallo Afflitto, contiene un passaggio destinato ad alimentare il dibattito politico in provincia di Agrigento.
Nel ricostruire la vicenda dell’affidamento dell’incarico per la realizzazione della biblioteca digitale del Cefpas a Domenico Reina, i giudici arrivano infatti a una conclusione diversa rispetto all’impostazione accusatoria iniziale: l’operazione, secondo il Riesame, nasce da una richiesta della deputata regionale Margherita La Rocca Ruvolo, mentre il ruolo di Riccardo Gallo, limitatamente a questo episodio, viene ritenuto marginale e privo di rilevanza penale.
Il dialogo che cambia la ricostruzione
Tra gli elementi valorizzati dal Tribunale vi è una conversazione intercettata tra l’allora direttore del Cefpas Roberto Sanfilippo e la dirigente Maria Luisa Zoda.
È lo stesso Sanfilippo a spiegare come sarebbe nata la vicenda.
«Mi ha chiamato Margherita La Rocca Ruvolo… mi ha chiesto di dare una mano a questo ragazzo… il fratello del cardinale… e io gliel’ho data…».
Per il Riesame questa conversazione rappresenta uno degli elementi che dimostrano come l’iniziativa non fosse riconducibile a Riccardo Gallo, ma sarebbe partita direttamente dalla parlamentare agrigentina.
Le telefonate tra La Rocca Ruvolo e Domenico Reina
Ma l’ordinanza va oltre.
I giudici richiamano anche le intercettazioni tra Margherita La Rocca Ruvolo e Domenico Reina, ritenendole significative per comprendere il rapporto diretto tra i due.
In una delle conversazioni più rilevanti, la deputata dice a Reina:
«Ho finito ora di parlare con don Baldo… dovevo ringraziarlo per una cosa… appena vado a Roma parleremo di questa vicenda…».
Poco dopo aggiunge:
«Mi auguro che tu abbia capito in cosa consiste tutto il progetto… credo sia una bellissima opportunità…».
E ancora:
«Sono molto contenta… quale diciotto mesi? Non esiste… intanto togliamo questo ostacolo e cominciamo…».
Per il Tribunale questi dialoghi confermerebbero un interessamento diretto della parlamentare nei confronti del progetto affidato a Reina.
I ringraziamenti di Reina
L’ordinanza richiama anche un’altra intercettazione nella quale è Domenico Reina a rivolgersi direttamente alla deputata.
L’imprenditore la ringrazia esplicitamente:
«Ti volevo ringraziare per quello che hai fatto… e per le persone che mi hai fatto conoscere…».
Secondo il Riesame anche questo elemento rafforza la ricostruzione di un rapporto diretto tra Reina e La Rocca Ruvolo, indipendente dalla figura di Riccardo Gallo.
Gallo “estraneo” a questo episodio
Nell’ordinanza il Tribunale dedica diversi passaggi proprio alla posizione dell’ex deputato regionale.
I giudici osservano che Riccardo Gallo non conosceva neppure personalmente il cardinale Baldo Reina e che avrebbe tentato invano di contattarlo senza ottenere risposta.
Secondo il Riesame, Gallo viene informato della vicenda solo quando l’affidamento era ormai già avviato e non emerge alcun elemento che dimostri un suo coinvolgimento nella fase in cui l’operazione sarebbe stata ideata.
Anzi, il Tribunale evidenzia come Margherita La Rocca Ruvolo disponesse di un canale diretto con Roberto Sanfilippo, circostanza ritenuta incompatibile con l’ipotesi che fosse Gallo il promotore dell’iniziativa.
Una ricostruzione che cambia il quadro
È proprio su questi elementi che il Tribunale del Riesame fonda una delle conclusioni più significative dell’ordinanza.
Per i giudici, l’affidamento dell’incarico a Domenico Reina rappresenterebbe una “operazione politica” riconducibile a Margherita La Rocca Ruvolo, mentre Riccardo Gallo, limitatamente a questo specifico episodio, non avrebbe avuto alcun ruolo penalmente rilevante.
Una valutazione destinata ad avere inevitabili riflessi anche sul piano politico, soprattutto perché proviene dallo stesso provvedimento con cui il Riesame ha sostituito gli arresti domiciliari dell’ex parlamentare con una misura interdittiva.
Resta fermo che le valutazioni contenute nell’ordinanza riguardano la fase cautelare del procedimento e che tutti gli indagati devono essere considerati presunti innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.
Leggi anche: Altre notizie su Sport
Fonte: Report Sicilia
News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

