Agrigento – Inchiesta Cefpas, la Procura analizza telefoni e pc sequestrati: caccia a nuovi elementi investigativi. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Attualità.
Cosa sta succedendo
L’inchiesta sul presunto sistema di corruzione che avrebbe interessato il Cefpas entra in una nuova fase. La Procura della Repubblica di Caltanissetta ha infatti avviato gli accertamenti tecnici irripetibili sui telefoni cellulari e sui computer sequestrati ai dodici indagati, con l’obiettivo di recuperare dati, comunicazioni e documenti che possano contribuire a chiarire i rapporti tra i soggetti coinvolti.
L’incarico è stato affidato a un consulente tecnico dai pubblici ministeri Chiara Benfante, Vera Giordano e Piera Anzalone, titolari dell’indagine coordinata dal procuratore Salvatore De Luca. Le operazioni di estrazione e analisi del materiale informatico potrebbero fornire ulteriori riscontri alle ipotesi investigative formulate dagli inquirenti.
L’indagine, denominata “Corte dei Miracoli”, riguarda dodici persone e ipotizza un presunto sistema corruttivo legato alla gestione del Cefpas, con riferimento all’assegnazione di incarichi, nomine e appalti.
Per otto degli indagati la Procura ha chiesto l’applicazione di misure cautelari. Sarà il giudice per le indagini preliminari Santi Bologna a decidere se accogliere o meno le richieste avanzate dai magistrati.
Tra coloro per i quali è stata richiesta la custodia cautelare in carcere figura il deputato agrigentino Riccardo Gallo, indagato per corruzione, insieme a Roberto Sanfilippo, direttore pro tempore del Cefpas. La Procura ha inoltre chiesto gli arresti domiciliari per l’imprenditore Pietro Tirone, l’ex direttore generale dell’Asp di Agrigento Giuseppe Capodieci, la funzionaria del Cefpas Maria Luisa Zoda, il medico in pensione Salvatore Enrico Giambelluca e l’ex funzionario regionale Vincenzo Reitano. Richiesta di custodia in carcere anche per Gioacchino Pontillo, attuale funzionario del Centro.
Tra gli indagati compare anche Domenico Reina, originario di San Giovanni Gemini, nei cui confronti non è stata avanzata alcuna richiesta di misura cautelare. Estraneo all’inchiesta è invece il cardinale Baldo Reina.
Secondo la ricostruzione della Procura, Riccardo Gallo avrebbe ottenuto da Roberto Sanfilippo la disponibilità del Cefpas a soddisfare richieste relative ad assunzioni e incarichi, garantendogli in cambio il mantenimento dell’incarico di direttore del Centro. Gli investigatori attribuiscono a Gioacchino Pontillo un ruolo di collegamento tra il parlamentare e l’ente.
Un ulteriore filone dell’inchiesta riguarda l’ex direttore generale dell’Asp di Agrigento Giuseppe Capodieci. Per gli inquirenti avrebbe favorito alcuni interessi riconducibili al deputato, tra cui una convenzione tra Asp e Cefpas che avrebbe consentito il trasferimento della moglie di Gallo, dipendente del Centro, dalla sede di Caltanissetta a quella di Agrigento.
L’esame dei dispositivi elettronici rappresenta adesso uno degli snodi più importanti dell’indagine. Dai dati estratti potrebbero emergere nuovi elementi utili a ricostruire i rapporti tra gli indagati e a verificare la fondatezza delle accuse formulate dalla Procura.
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Fonte: Sicilia24h
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