Agrigento – La doppia anima di “Muzzicuna” di Aristotele Cuffaro: quando la poesia siciliana morde la vita. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Attualità.
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La doppia anima di “Muzzicuna”Di Aristotele Cuffaro: quando la poesia siciliana morde la vita
Un termine, due volti opposti, un’unica intensa visione dell’esistenza. Nel dialetto siciliano la parola “muzzicuna” significa letteralmente morsi. Ed è proprio attorno a questa duplicità semantica che si sviluppa l’omonima opera poetica di Aristotele Cuffaro, edita da Medinova di Antonio Liotta e presentata ieri pomeriggio nella suggestiva cornice di Palazzo Miccichè.

«Quante volte- ha spiegato l’autore- davanti ad un bel bambino, esclamiamo d’istinto: “Che beddru, u pigliassi a muzzicuna!”? È la gioia pura, l’impeto d’amore, la generosità della vita. Altre volte, invece, è la vita stessa a metterci a dura prova, azzannandoci con violenza e costringendoci a maturare prima del tempo.»
L’incontro, inserito nella rassegna “Incontri d’autore” -promossa da Medinova con il Centro Studi Russello, la Pro Loco e la Farm Cultural Park- ha visto Cuffaro dialogare con Gabriella Bruccoleri. Un momento di profonda intimità intellettuale, in cui il poeta — noto anche come operatore culturale e anima del Premio Martoglio — ha messo a nudo la propria anima.
La lettura dell’opera è diventata viva grazie alle voci di Sara Chianetta, Dino Patti e Lilia Alba, che hanno fatto risuonare tra le mura del palazzo l’essenzialità dei versi.

Particolarmente toccante è stato il momento in cui l’autore ha ricordato gli affetti più cari:
Gli ultimi giorni del padre, segnati dalla sofferenza e dalla memoria del dolore.
Il recente “muzzicuni” subito dalla vita: la perdita della madre, definita dall’autore un’autentica eroina per la capacità di crescere sei figli dividendosi tra casa e lavoro.
Un elemento di grande rilievo nel progetto poetico è la sua veste bilingue. L’editore Antonio Liotta ha voluto fortemente affiancare ai testi originali in dialetto la loro traduzione in italiano.
In tal modo mantiene viva la musicalità profonda e il ritmo viscerale della lingua siciliana e, nello stesso tempo, garantisce la piena comprensione del testo anche a un pubblico più ampio grazie alla versione italiana.

Quella di Cuffaro è una poesia essenziale, che rifiuta la prolissità e preferisce scolpire lo stato d’animo con poche, densissime parole.
L’analisi del termine “muzzicuna” si fa così bipolare e universale- come ha sottolineato Gabriella Bruccoleri : lo sguardo del poeta parte da una dimensione strettamente personale per farsi specchio della condizione umana collettiva. Tra le pagine trova spazio un ritratto spietato e commovente del nostro tempo, in cui coesistono: Il morso della sofferenza, il morso della speranza, del
male di vivere, delle guerre, l’amore incontaminato per la natura, la piaga del femminicidio, l’omaggio alla forza straordinaria delle donne, il dolore incontrollabile delle perdite, l’inno vibrante alla bellezza della vita.
Tra le ferite dell’esistenza e i palpiti di gioia, Muzzicuna si rivela un’opera capace di graffiare e consolarti allo stesso tempo, lasciando nel lettore il segno indelebile di un autentico abbraccio alla vita.
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Fonte: Sicilia On Press
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