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Agrigento – La titolare va in pensione: dopo 63 anni chiude la storica bottega delle “mafalde super”

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Agrigento – La titolare va in pensione: dopo 63 anni chiude la storica bottega delle “mafalde super”. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Attualità.

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Dopo 63 anni chiude, perché Mela, la titolare, va in pensione, la storica bottega di generi alimentari Vitali di via Palma, a Licata, conosciuta anche per le “mafalde super”.

Bottega che 63 anni venne aperta da Maddalena (nella foto di copertina) e Pasquale e, successivamente, è stata affidata a Mela e Gino.

E’ un pezzo di storia della città che se ne va. Del resto le botteghe, a Licata ma più in generale nel resto d’Italia, sono sempre di meno, con il loro destino segnato dalla grande distribuzione. Anche se qui la storia è diversa, l’Alimentari Vitali chiude perché l’odierna titolare ha guadagnato il diritto alla pensione, e non per crisi.

Ecco una nota sulla storia della bottega che abbiamo ricevuto dalla proprietaria, che ieri ha alzato la saracinesca per l’ultima volta, e che, volentieri, pubblichiamo.

“Dalla bottega costruita con le proprie mani da Maddalena e Pasquale alle indimenticabili “mafalde super”: generazioni di bambini, ragazzi e lavoratori sono passate da quel bancone. Oggi Mela abbassa la saracinesca, portando con sé anche il ricordo di Gino.

Quel negozio Maddalena e Pasquale lo costruirono per intero, mattone per mattone, con le proprie mani.

Era l’inizio di Alimentari Vitali. Sessantatré anni dopo, quella saracinesca si abbassa per l’ultima volta.

Da Peruca Maddalena e Vitali Pasquale il testimone è passato alla figlia Mela Vitali e al marito Gino Zarbo, che hanno portato avanti l’attività con sacrificio e dedizione, trasformando una semplice bottega in un punto di riferimento.

Perché agli Alimentari Vitali non si entrava soltanto per comprare. Ci si conosceva per nome, si scambiavano due parole e, spesso, i clienti diventavano amici.

E poi c’era lei: la “mafalda super”.

Chiamarla panino sarebbe quasi riduttivo. Abbondante, preparata senza lesinare sul ripieno, è diventata una piccola istituzione. Per tanti bambini e ragazzi delle scuole vicine aveva il sapore della ricreazione e dell’uscita da scuola; per i lavoratori era la colazione, la merenda o la pausa prima di riprendere la giornata.

Gli anni sono passati, il quartiere è cambiato, ma quella mafalda è rimasta un rito.

Da quella porta sono entrati bambini diventati adulti e poi tornati con i propri figli. Sono passate famiglie, lavoratori, amicizie, confidenze e risate. Da quel bancone, in 63 anni, è passata la vita.

Nel 2024, però, è arrivato il dolore più grande: la scomparsa di Gino Zarbo.

Per Mela non è venuto a mancare soltanto il marito, ma il compagno di una vita e di una lunga avventura trascorsa anche dietro quel bancone. Gino era parte del negozio, così come il negozio era diventato parte della loro vita.

Per questo la chiusura di oggi porta inevitabilmente con sé anche il suo ricordo.

In quella saracinesca che scende c’è idealmente anche lui. Ci sono gli anni trascorsi insieme a Mela, le migliaia di giornate di lavoro, le persone incontrate e tutte quelle piccole abitudini che sembrano insignificanti finché, improvvisamente, non ci sono più.

Ora anche per Mela è arrivato il momento di fermarsi. Dopo una vita scandita dalle aperture, dalle consegne, dai clienti e dalle mafalde da preparare, comincia una quotidianità diversa.

Alimentari Vitali chiude come attività, non nei ricordi.

Resteranno Maddalena e Pasquale, che quel negozio lo costruirono con le proprie mani. Resteranno Mela e Gino, che lo hanno fatto vivere. Resteranno le mafalde, i “buongiorno”, le chiacchiere al bancone e quella familiarità che nessun supermercato può mettere su uno scaffale.

Perché 63 anni non sono soltanto la storia di un negozio. Sono un pezzo di vita di una comunità. E allora, più che un addio, resta un grazie.

Grazie a Maddalena e Pasquale per aver posato il primo mattone.

Grazie a Mela e Gino per aver custodito ciò che da quel mattone è nato.

Grazie per ogni mafalda, ogni sorriso, ogni “buongiorno”.

Da domani la saracinesca resterà abbassata. Ma passando davanti a quella porta, qualcuno penserà ancora:

“Ti ricordi le mafalde di Mela e Gino?”

Ed è forse questa l’eredità più bella: certi negozi chiudono, ma ciò che hanno significato per le persone resta”.

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Fonte: quilicata.it

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