Agrigento – La Vardera, su Sodano e Giulio Cinque non ha nulla da dire? Il “cambiamento” rischia di diventare un accordo con il vecchio sistema. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Il Consiglio comunale, dominato dal centrodestra, tace sul caso Crosta. Sodano contraddice apertamente Controcorrente e alla Fondazione Pirandello diventa vicepresidente l’uomo indicato nell’area politica di Riccardo Gallo. Ismaele La Vardera può continuare a rimanere in silenzio?
Ad Agrigento stanno accadendo troppe cose tutte insieme perché possano essere liquidate come semplici coincidenze.
Il Consiglio comunale, nel quale il centrodestra dispone di ben 19 consiglieri, si riunisce dopo le dimissioni del vicesindaco Giovanni Crosta e non sente il bisogno di chiedere una sola spiegazione politica al sindaco Michele Sodano.
Nessun intervento in aula.
Nessuna comunicazione.
Nessuna richiesta di chiarimento su una crisi che ha investito il vertice dell’Amministrazione comunale.
Contemporaneamente, alla Fondazione Teatro Luigi Pirandello, Giulio Cinque – componente nominato dal presidente della Regione Renato Schifani, indicato dalla stampa in quota Forza Italia e ricondotto politicamente all’area dell’onorevole Riccardo Gallo – viene eletto vicepresidente.
E, come se non bastasse, Sodano interviene sul caso Crosta assumendo una posizione esattamente opposta a quella di Ismaele La Vardera: mentre Controcorrente espelle l’ex vicesindaco, il primo cittadino lo consacra pubblicamente come vittima, amministratore esemplare e persona della quale Agrigento avrebbe ancora bisogno.
A questo punto la domanda non può più essere rinviata:
Ismaele La Vardera non ha nulla da dire?
Il silenzio dei 19 consiglieri del centrodestra
Il caso Crosta non riguarda soltanto una vicenda privata.
Ha coinvolto il vicesindaco di Agrigento, titolare, tra le altre, delle deleghe alla Polizia municipale, alla trasparenza e all’anticorruzione. Ha provocato la sua espulsione da Controcorrente e le successive dimissioni dalla Giunta.
Eppure i 19 consiglieri comunali del centrodestra non hanno chiesto spiegazioni in aula.
Un silenzio politicamente assordante.
Il Consiglio comunale non doveva emettere sentenze né sostituirsi alla magistratura. Doveva semplicemente esercitare il proprio ruolo di controllo politico sull’Amministrazione, chiedendo al sindaco cosa fosse accaduto, quali verifiche fossero state disposte e quale fosse la nuova situazione della maggioranza.
Nulla di tutto questo è avvenuto.
Perché?
Per semplice distrazione oppure perché, dietro le quinte, si stanno costruendo nuove intese tra Sodano e quel centrodestra che durante la campagna elettorale avrebbe dovuto rappresentare il passato da superare?
Il dubbio diventa ancora più forte osservando quanto sta accadendo alla Fondazione Teatro Pirandello.
Giulio Cinque vicepresidente: questa sarebbe la fine delle lottizzazioni?
Michele Sodano aveva annunciato la fine delle lottizzazioni politiche e l’arrivo di un nuovo corso composto da “top player”.
Poi il nuovo Consiglio di amministrazione si è insediato e vicepresidente è stato eletto Giulio Cinque.
Cinque non è uno dei quattro nuovi componenti scelti da Sodano. Era già presente nel precedente CdA, è stato nominato dal presidente della Regione Renato Schifani ed è indicato nelle ricostruzioni giornalistiche come espressione di Forza Italia e vicino alla componente politica di Riccardo Gallo.
La sua elezione è legittima. Nessuno lo mette in discussione.
La questione è esclusivamente politica.
Come può Sodano annunciare la fine delle lottizzazioni e poi consentire che l’unico componente rimasto della precedente governance, proveniente da una nomina regionale e ricondotto all’area di Forza Italia, diventi vicepresidente?
E soprattutto: Ismaele La Vardera, che ha costruito la propria immagine politica sulla denuncia delle vecchie logiche, non ha nulla da osservare?
La Vardera sa che il sindaco espressione di Controcorrente sta governando anche attraverso equilibri che conducono agli ambienti politici di Riccardo Gallo?
Considera la vicepresidenza di Giulio Cinque coerente con il cambiamento annunciato?
Oppure ciò che a Palermo viene denunciato come vecchia politica diventa accettabile quando serve a garantire gli equilibri dell’Amministrazione comunale di Agrigento?
Sodano ha smentito politicamente La Vardera sul caso Crosta
Sul caso Crosta la contraddizione è persino più evidente.
La Vardera ha ringraziato Report Sicilia per l’inchiesta, ha riconosciuto il peso dei fatti emersi e ha deciso di espellere Crosta da Controcorrente.
Sodano, invece, ha fatto esattamente il contrario.
Non ha revocato il vicesindaco. Ha atteso che fosse lo stesso Crosta a dimettersi e, subito dopo, lo ha definito vittima di un “sistema” che starebbe reagendo “senza scrupoli” contro la sua Amministrazione.
Lo ha chiamato “fratello”, lo ha descritto come pienamente all’altezza dell’incarico e gli ha persino prospettato un ritorno.
In sostanza, per La Vardera Crosta non poteva più rappresentare Controcorrente; per Sodano, invece, non avrebbe fatto nulla di politicamente incompatibile con il proprio ruolo e sarebbe stato travolto da una campagna orchestrata contro l’Amministrazione.
Sono due posizioni incompatibili.
Chi rappresenta davvero Controcorrente ad Agrigento?
La Vardera, che espelle Crosta, oppure Sodano, che lo difende, lo considera una vittima e ne auspica il ritorno?
Chi doveva disporre gli accertamenti?
C’è poi un punto istituzionale che non può essere nascosto dietro dichiarazioni di amicizia e solidarietà personale.
Report Sicilia non ha emesso alcuna sentenza. Ha pubblicato fotografie, immagini storiche, documenti e ha chiesto di verificare gli interventi apparentemente realizzati sull’immobile negli ultimi anni.
Il sindaco, quale vertice politico dell’Amministrazione, avrebbe dovuto garantire immediatamente l’autonomia e la tempestività degli accertamenti degli uffici competenti e della Polizia locale.
Se durante le verifiche fossero emersi fatti penalmente rilevanti, gli organi competenti avrebbero avuto il dovere di riferirli all’autorità giudiziaria.
Sodano, invece di spiegare pubblicamente quali controlli siano stati ordinati, quando sia stato effettuato il sopralluogo e quali atti siano stati acquisiti, ha preferito proclamare la sostanziale estraneità politica di Crosta e accusare un non meglio identificato “sistema”.
Ma un sindaco non può stabilire attraverso un post che “non è successo nulla”.
Deve lasciare parlare gli accertamenti.
E non può denunciare l’esistenza di un sistema senza scrupoli per poi evitare di indicare nomi, fatti e responsabilità davanti alla Procura.
Di Rosa combatte da quindici anni proprio il “Sistema Agrigento”
L’allusione di Sodano diventa ancora più grave perché l’inchiesta è stata condotta da Report Sicilia e gli esposti sono stati presentati da Giuseppe Di Rosa.
Di quale “sistema” parla il sindaco?
Sta forse cercando di far credere che Giuseppe Di Rosa faccia parte di quel Sistema Agrigento contro il quale combatte pubblicamente da quindici anni?
Un sistema politico e di potere che Di Rosa ha contestato quando era scomodo farlo, denunciando metodi e responsabilità riconducibili proprio agli ambienti che hanno avuto come riferimenti politici Roberto Di Mauro e Riccardo Gallo?
Sodano deve chiarirlo.
E anche La Vardera dovrebbe pretendere questa spiegazione, perché è stato lui stesso a riconoscere pubblicamente il valore dell’inchiesta di Report Sicilia.
Non può ringraziare il giornale e, nello stesso momento, tollerare che il sindaco sostenuto dal suo movimento descriva chi ha condotto quell’inchiesta come parte di un presunto progetto di destabilizzazione.
Il cambiamento sta assumendo i contorni di un compromesso
Mettiamo insieme i fatti.
Il centrodestra con 19 consiglieri tace sul caso Crosta.
Sodano difende l’ex vicesindaco espulso da Controcorrente.
Alla Fondazione Teatro Pirandello viene eletto vicepresidente Giulio Cinque, nominato da Schifani e indicato politicamente nell’area di Forza Italia e di Riccardo Gallo.
Il sindaco parla di un sistema senza scrupoli, ma non dice chi ne farebbe parte e non risulta abbia portato nomi e prove in Procura.
Non abbiamo elementi per affermare che esista un accordo politico. Abbiamo però tutti gli elementi per pretendere spiegazioni.
Perché, se il cambiamento annunciato produce silenzi del centrodestra, nomine gradite agli ambienti del centrodestra e una difesa di Crosta opposta alla linea di Controcorrente, allora quel cambiamento rischia di somigliare sempre più a un compromesso con le forze che si prometteva di superare.
La Vardera risponda: Sodano è ancora in Controcorrente?
Le domande rivolte a Ismaele La Vardera sono semplici e non consentono più silenzi:
Condivide le dichiarazioni di Michele Sodano su Giovanni Crosta?
Ritiene Crosta una vittima di un sistema senza scrupoli oppure conferma le ragioni politiche della sua espulsione da Controcorrente?
Ha chiesto al sindaco di chiarire se le sue accuse siano rivolte a Giuseppe Di Rosa e a Report Sicilia?
Considera coerente con il cambiamento la vicepresidenza della Fondazione Pirandello affidata a Giulio Cinque, nominato da Schifani e indicato nell’area politica di Riccardo Gallo?
Come giudica il silenzio dei 19 consiglieri del centrodestra sul caso Crosta?
Esiste oppure no un nuovo rapporto politico tra l’Amministrazione Sodano e il centrodestra agrigentino?
E, infine:
Michele Sodano rappresenta ancora politicamente Controcorrente oppure ha già scelto altri interlocutori e altri equilibri?
La Vardera ha chiesto chiarezza a Crosta. Adesso deve pretenderla anche da Sodano.
Perché il cambiamento non si misura con i video, gli slogan o le espulsioni annunciate sui social.
Si misura con la coerenza.
E ad Agrigento, in questo momento, proprio la coerenza sembra essere la grande assente.
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Fonte: Report Sicilia
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