Agrigento – L’Etna continua a dettare il ritmo del traffico aereo siciliano. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Attualità.
Cosa sta succedendo
Dopo la giornata di ieri, segnata prima dalla chiusura del settore C1 e poi dall’interdizione del settore B3, oggi l’aeroporto di Catania è stato nuovamente costretto a sospendere partenze e arrivi.
Momentaneamente la sospensione è fino alle ore 14:30, in attesa del nuovo bollettino dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia- Osservatorio Etneo e di comunicazioni da parte della Sac, la società di gestione dell’aeroporto di Catania.
La situazione resta instabile: l’attività vulcanica non accenna a diminuire e impone decisioni che possono giungere solo all’ultimo istante.
La giornata di ieri è stata tra le più critiche dello scalo etneo, già colpito dalla recente chiusura dell’aeroporto per il medesimo motivo dal 7 al 17 agosto e il 6 e 7 luglio. La progressiva riduzione della capacità operativa ha generato una catena di disservizi che ha coinvolto migliaia di viaggiatori. Secondo le ricostruzioni effettuate da ItaliaRimborso, circa 20mila passeggeri hanno subito un disservizio tra riprogrammazioni, dirottamenti e cancellazioni. In totale 152 voli sono stati coinvolti: 82 cancellati (54 in partenza e 28 in arrivo); 70 tra dirottati e riprogrammati di cui 53 dirottati verso altri scali: Palermo (30), Comiso (12), Trapani (10) e Bari (1).
A questi numeri si aggiungono i voli bloccati questa mattina e quelli che verranno coinvolti nel corso della giornata.
Molti passeggeri hanno raccontato una giornata segnata da attese improvvise, cambi di gate, notifiche arrivate quando il programma era già saltato e itinerari trasformati in percorsi alternativi non sempre assistiti dalle compagnie.
Oggi lo scenario non è più semplice. L’aeroporto di Catania ha confermato la chiusura, con un quadro operativo che può cambiare di ora in ora. Le compagnie monitorano costantemente la situazione, ma l’imprevedibilità dell’eruzione rende impossibile garantire una programmazione stabile.
In questo contesto è importante ricordare che l’eruzione vulcanica rientra tra le circostanze eccezionali previste dal Regolamento Europeo 261/2004. Non è prevista la compensazione pecuniaria. La tutela del passeggero, però, non si esaurisce qui. In caso di cancellazione, il viaggiatore può richiedere il rimborso del biglietto. La compagnia deve inoltre garantire assistenza a chi non è potuto partire da Catania. Quando l’assistenza non è adeguata, il passeggero ha diritto al rimborso delle spese sostenute per raggiungere comunque la destinazione finale, purché ragionevoli e documentate. Un diritto spesso sottovalutato, ma fondamentale in giornate come questa, in cui la ri-protezione può essere fissata nei giorni successivi o risultare incompatibile con le esigenze del viaggiatore.
Lo stesso principio vale per i voli operati ma dirottati su altri scali. La compagnia deve garantire il completamento del viaggio da e per Catania. Se un volo è stato dirottato, ad esempio, a Palermo o Comiso, la compagnia deve provvedere al trasferimento del passeggero fino a Catania a proprie spese. In caso contrario, il viaggiatore può organizzarsi autonomamente, ad esempio attraverso un taxi, e chiedere il rimborso successivo, sempre con spese ragionevoli e documentate.
«La situazione che si è creata a Catania è sempre più complessa” – dichiara Felice D’Angelo, ceo di ItaliaRimborso –. “L’attività dell’Etna continua a condizionare pesantemente il traffico aereo e, di conseguenza, la vita di migliaia di passeggeri”.
L’articolo L’Etna continua a dettare il ritmo del traffico aereo siciliano proviene da Sicilia ON Press.
Leggi anche: Altre notizie su Attualità
Fonte: Sicilia On Press
News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

