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Agrigento, l’indiscrezione su Lo Piparo alla guida della Polizia Locale: Da candidato di controcorrente all’incarico fiduciario?

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Agrigento, l’indiscrezione su Lo Piparo alla guida della Polizia Locale: Da candidato di controcorrente all’incarico fiduciario?. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.

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L’ex funzionario della Polizia di Stato, candidato alle ultime elezioni nella lista di Michele Sodano, sarebbe tra i nomi indicati per il comando. Il curriculum appare qualificato, ma l’eventuale scelta solleverebbe una questione politica evidente: merito e competenza oppure la ricompensa per chi si è speso durante la campagna elettorale? Il Comune pubblichi candidature, valutazioni e motivazioni.

E se il prossimo comandante della Polizia locale di Agrigento venisse scelto proprio tra i candidati della lista Controcorrente?

Secondo un’indiscrezione raccolta da Report Sicilia, uno dei nomi che circolerebbero per la guida del settore sarebbe quello di Michelangelo Lo Piparo, già funzionario della Polizia di Stato e candidato al Consiglio comunale nella lista che ha sostenuto Michele Sodano.

Precisiamo immediatamente ciò che sappiamo e ciò che, invece, deve ancora essere verificato: al momento non risulta pubblicato alcun provvedimento di nomina di Lo Piparo. Non possiamo quindi presentare l’indiscrezione come una decisione già assunta.

La notizia politica, tuttavia, esiste. Lo Piparo è stato candidato nella lista Controcorrente alle amministrative del 2026, si è speso per il progetto elettorale di Sodano e ha ottenuto 180 preferenze, senza essere eletto. Pochi mesi dopo, il suo nome viene indicato come possibile destinatario di uno degli incarichi più delicati e importanti dell’amministrazione comunale.

Se l’indiscrezione venisse confermata, la domanda sarebbe inevitabile: si tratterebbe della scelta del migliore curriculum disponibile oppure della sistemazione politica di un candidato rimasto fuori dal Consiglio?

un curriculum lungo e qualificato

Non abbiamo alcun interesse a ridimensionare la carriera di Michelangelo Lo Piparo. Le informazioni pubblicamente disponibili descrivono un funzionario con circa quarant’anni di servizio nella Polizia di Stato.

Entrato in Polizia nel 1985, dopo il corso di formazione fu destinato al Commissariato di pubblica sicurezza di Pontedera. Ha successivamente prestato servizio nelle Questure di Caltanissetta, Cagliari e Agrigento.

Nel corso della carriera si è occupato di criminalità organizzata, ha partecipato alla cattura di latitanti e a indagini riguardanti sequestri di persona. È stato responsabile del Gabinetto provinciale della Polizia scientifica della Questura di Agrigento, ha lavorato presso la Dia e la Polfer e ha svolto attività nell’Ufficio immigrazione.

A Lampedusa ha coordinato attività connesse alla gestione degli sbarchi e dell’immigrazione. Le cronache del suo pensionamento riferiscono anche di numerosi riconoscimenti concessi dal Ministero dell’Interno per l’attività svolta.

La scheda pubblicata sul sito elettorale di Controcorrente lo presenta come collocato in quiescenza dal primo settembre 2024 con la qualifica di vice questore aggiunto, descrivendolo attraverso le parole «serietà, coraggio, cambiamento, concretezza».

Il curriculum, dunque, esiste ed è certamente attinente al settore della sicurezza. La questione non è sostenere che Lo Piparo sia privo di esperienza. Sarebbe falso e ingiusto.

La questione è un’altra: come viene scelto il dirigente della Polizia locale e quale peso potrebbe avere, in questa scelta, l’appartenenza alla lista del sindaco?

una selezione pubblica, ma la decisione finale spetta al sindaco

Il Comune ha avviato una procedura per conferire a un soggetto esterno l’incarico di dirigente amministrativo responsabile del settore Polizia locale. L’incarico è a tempo determinato, dura un anno, può essere rinnovato una volta e non può comunque superare la scadenza del mandato del sindaco.

L’avviso prevede una valutazione comparativa dei curricula e la possibilità di effettuare colloqui. Non si tratta, però, di un ordinario concorso pubblico con prove, punteggi e graduatoria finale: al termine della valutazione la scelta ha carattere fiduciario ed è compiuta dal sindaco.

L’articolo 110 del Testo unico degli enti locali stabilisce comunque che questi incarichi debbano essere preceduti da una selezione pubblica finalizzata ad accertare la comprovata esperienza pluriennale e la specifica professionalità dei candidati. La fiducia politica non può quindi cancellare il confronto dei profili né sostituire la motivazione amministrativa.

Proprio questa struttura rende indispensabile la massima trasparenza. Se fosse scelto un candidato della lista del sindaco, non basterebbe affermare che possiede un buon curriculum. Bisognerebbe dimostrare perché il suo profilo sia stato ritenuto maggiormente adatto rispetto a quello degli altri partecipanti.

candidato a maggio, possibile comandante a settembre

Michelangelo Lo Piparo non è stato un semplice sostenitore esterno. Il suo nome figurava ufficialmente nella lista Controcorrente presentata a sostegno di Michele Sodano. La candidatura è documentata dagli elenchi elettorali e dai risultati delle preferenze.

Nulla vieta, in linea generale, che chi abbia partecipato a un’elezione possa successivamente concorrere per un incarico pubblico, se possiede i requisiti previsti. La candidatura politica non determina automaticamente incompatibilità e non cancella le competenze professionali accumulate.

Ma la legalità formale non esaurisce il problema dell’opportunità politica.

Un candidato si presenta agli elettori, sostiene il sindaco, presta il proprio volto e il proprio curriculum a una lista. Non viene eletto. Poco dopo partecipa a una procedura nella quale la decisione finale è affidata allo stesso sindaco che aveva sostenuto.

Se alla fine venisse scelto proprio lui, il dubbio non potrebbe essere liquidato come un attacco personale: la città avrebbe il diritto di sapere se a prevalere sia stata esclusivamente la qualità del curriculum oppure anche la vicinanza politica.

altro che nuovo modello: sembrerebbe la prima repubblica

Controcorrente e Sodano hanno presentato il cosiddetto «modello Agrigento» come un sistema fondato sul merito, sulle competenze e sulla liberazione del Comune dalle vecchie logiche di potere.

Bene. È proprio davanti a una possibile nomina come questa che quel modello deve essere dimostrato.

Se il comandante venisse scelto tra i candidati della lista del sindaco senza rendere pubblico un confronto serio, comprensibile e motivato con gli altri partecipanti, non saremmo davanti a una rivoluzione amministrativa. Saremmo davanti a qualcosa che ricorderebbe molto da vicino la Prima Repubblica: ci si candida, ci si spende per la vittoria e, dopo le elezioni, chi non ha ottenuto il seggio trova spazio nell’amministrazione.

Non affermiamo che questo sia già avvenuto. Affermiamo che, se Lo Piparo fosse realmente nominato, Sodano dovrebbe dimostrare documentalmente che non si tratta della ricompensa politica concessa a un proprio candidato.

La competenza di Lo Piparo renderebbe la sua candidatura professionale plausibile. Non renderebbe irrilevante il rapporto politico. Anzi, imporrebbe una motivazione ancora più rigorosa, proprio per evitare che un curriculum qualificato venga utilizzato come copertura di una scelta già decisa all’interno della coalizione.

quanti sono i candidati e chi li sta valutando?

Report Sicilia chiede al Comune di Agrigento di rendere pubblici, nel rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali:

  • il numero complessivo delle domande ricevute;
  • l’elenco dei candidati ammessi ed esclusi;
  • la composizione dell’organo incaricato della valutazione;
  • i criteri utilizzati per comparare i curricula;
  • gli eventuali verbali dei colloqui;
  • il provvedimento conclusivo;
  • la motivazione puntuale dell’eventuale scelta effettuata dal sindaco.

Chiediamo inoltre a Michele Sodano di chiarire se Michelangelo Lo Piparo abbia effettivamente presentato domanda e se il suo nome sia tra quelli sottoposti alla valutazione finale.

Non si tratta di anticipare una condanna politica né di colpire la reputazione di un ex funzionario dello Stato. Si tratta di evitare che un incarico dirigenziale venga percepito come una casella da riempire per premiare chi ha partecipato alla campagna elettorale.

la vardera cosa ne pensa?

La domanda riguarda anche Ismaele La Vardera. È questo il «modello Agrigento» che Controcorrente vuole esportare nel resto della Sicilia?

Un proprio candidato non eletto che, pochi mesi dopo le elezioni, potrebbe essere scelto dal sindaco per un incarico dirigenziale fiduciario rappresenterebbe davvero la rottura con la vecchia politica? Oppure ne sarebbe una riproduzione con nomi e simboli diversi?

La Vardera ha costruito la propria immagine politica sulla denuncia delle nomine, delle spartizioni e delle appartenenze premiate. Se l’indiscrezione dovesse trovare conferma, spetterebbe anche a lui spiegare perché questa eventuale scelta sarebbe diversa da quelle che Controcorrente contesta agli altri.

Non basta ripetere la parola «merito». Il merito va provato attraverso una selezione trasparente e una motivazione capace di resistere a ogni dubbio.

aspettiamo gli atti, ma prendiamo nota

Report Sicilia non scrive che Michelangelo Lo Piparo sia già stato nominato. Scrive che il suo nome circola come possibile nuovo responsabile della Polizia locale e che si tratta di un ex candidato della lista del sindaco.

Se l’indiscrezione fosse infondata, il Comune potrà smentirla immediatamente.

Se invece venisse confermata, la nomina potrebbe essere formalmente legittima e professionalmente sostenibile, ma resterebbe una questione politica enorme. Perché il cambiamento non consiste nel sostituire gli uomini del vecchio potere con i candidati della propria lista. Consiste nel rendere impossibile persino il sospetto che un incarico pubblico sia la ricompensa per la fedeltà elettorale.

Sodano aveva promesso una città governata dai migliori. Se sceglierà un proprio candidato, dovrà dimostrare con gli atti che fosse davvero il migliore tra tutti coloro che hanno partecipato.

Altrimenti il «modello Agrigento» avrà assunto un significato molto più antico: prima ci si spende per il candidato, poi il candidato diventato sindaco trova il modo di ricambiare.

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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