Agrigento – Maddalusa, Di Leo parla da procuratore. Ormai è chiaro: Il sindaco Michele Sodano non muoverà un dito a favore dei cittadini. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.
Cosa sta succedendo

Il procuratore della Repubblica di Agrigento, Giovanni Di Leo, parla da procuratore e fa esattamente il mestiere che la legge gli affida: richiama le norme, rivendica il rispetto delle sentenze, mette in guardia le amministrazioni dalle omissioni e annuncia controlli laddove ritiene possano esserci fatti penalmente rilevanti.
Su questo c’è poco da discutere.
Ma dopo la lunga e significativa intervista rilasciata dal procuratore a Gioacchino Schicchi di Grandangolo Agrigento, pubblicata con il titolo “Abusivismo, demolizioni, corruzione, il procuratore Di Leo: ‘Troppo spesso gli amministratori pensano solo a fare politica’”, una cosa appare ormai sempre più chiara: il sindaco Michele Sodano non sembra intenzionato a muovere un dito a favore dei cittadini di Maddalusa.
Ed è questo, oggi, il vero dato politico.
Di Leo fa il procuratore, Sodano dovrebbe fare il sindaco
Di Leo affronta abusivismo, demolizioni, Maddalusa, autobotti, gestione dell’acqua, pianificazione urbanistica, appalti, corruzione e responsabilità della pubblica amministrazione.
La sua posizione su Maddalusa è durissima.
Il procuratore richiama l’abusivismo quarantennale, parla di una «tolleranza criminale» del fenomeno, contesta la rappresentazione di migliaia di cittadini senz’acqua e riferisce che, secondo quanto dichiarato dall’assessore durante una riunione in Prefettura, si parlerebbe di 364 persone e 170 nuclei familiari, sostenendo inoltre che il 70 per cento degli immobili sarebbero seconde case.
Alla domanda su cosa si senta di dire agli abitanti rimasti senz’acqua arriva una risposta ancora più netta:
«Possono rientrare nelle loro case di Agrigento, per quello che mi riguarda».
Di Leo può dirlo.
È il procuratore della Repubblica e guarda alla vicenda attraverso le norme, le sentenze, gli abusi edilizi e gli eventuali reati.
Ma Michele Sodano è il sindaco di Agrigento.
Ed è qui che le responsabilità diventano diverse.
Il sindaco rappresenta anche quei cittadini
Il sindaco non è il procuratore aggiunto di Agrigento.
È il rappresentante della comunità cittadina, compresi gli abitanti di Maddalusa.
Deve rispettare la legge, naturalmente, ma contemporaneamente deve verificare ogni strada consentita dall’ordinamento per affrontare un problema che riguarda l’accesso a un bene essenziale come l’acqua.
Ed è proprio questo che continuiamo a chiedere da settimane.
Non chiediamo al sindaco di violare la legge.
Chiediamo esattamente il contrario: di utilizzare fino in fondo tutti gli strumenti che la legge mette nelle mani di un sindaco.
E se quegli strumenti non possono essere utilizzati, Michele Sodano abbia il coraggio di dirlo apertamente ai cittadini, mettendo sul tavolo norme, pareri e documenti.
L’ordinanza: impossibile o nessuno vuole firmarla?
L’intervista di Di Leo contiene, sotto questo profilo, un passaggio fondamentale.
Il procuratore spiega che ai sindaci sarebbe stato chiarito come un’ordinanza motivata da esigenze igienico-sanitarie comporterebbe anche precise responsabilità sulla qualità dell’acqua distribuita.
Benissimo.
È proprio da qui che dovrebbe partire la risposta del sindaco.
L’ordinanza contingibile e urgente è giuridicamente impossibile oppure nessuno vuole assumersi la responsabilità di firmarla?
Perché sono due questioni completamente differenti.
Se è impossibile, Sodano mostri ai cittadini gli atti e i pareri che lo dimostrano.
Se invece esiste uno spazio giuridico e amministrativo ma comporta l’assunzione di responsabilità, allora siamo davanti a una scelta politica.
E governare significa soprattutto assumersi responsabilità.
E le parole dei compagni di viaggio di Sodano?
C’è poi una contraddizione politica che diventa ogni giorno più evidente.
L’amministrazione Sodano nasce e si regge su una coalizione nella quale convivono Movimento 5 Stelle ed ex 5 Stelle, Partito Democratico, Italia Viva, Verdi, Sinistra Italiana e rappresentanti del mondo ambientalista.
Proprio alcune di queste realtà hanno preso pubblicamente posizione sulla vicenda Maddalusa.
Legambiente e Sinistra Italiana, tra gli altri, hanno fatto sentire la propria voce.
E allora la domanda diventa inevitabile: quelle prese di posizione rappresentavano realmente una volontà politica di trovare una soluzione oppure erano soltanto dichiarazioni di solidarietà?
Perché adesso arriva il momento degli atti.
E gli atti spettano al sindaco.
Michele Sodano cosa pensa?
Condivide integralmente la posizione espressa dal procuratore?
Ritiene che per gli abitanti di Maddalusa non ci sia più nulla da fare?
Ritiene che il Comune non abbia alcuno strumento per intervenire?
Lo dica.
I cittadini hanno ancora molte carte da giocare
Attenzione, però, a considerare chiusa la questione.
La partita potrebbe essere molto più complessa.
Gli abitanti di Maddalusa hanno ancora diverse carte da giocare nelle sedi amministrative e giudiziarie.
Perché qui non esistono soltanto gli immobili abusivi.
Esistono anche decenni di storia amministrativa.
Esistono strade, servizi, utenze, infrastrutture e una presenza della pubblica amministrazione che dovrà essere ricostruita caso per caso.
Se davvero per decenni è stato consentito ciò che non doveva essere consentito, qualcuno dovrà prima o poi spiegare chi controllava.
Chi doveva intervenire?
Chi non lo ha fatto?
Chi ha consentito l’erogazione di determinati servizi?
Chi ha lasciato che quella realtà crescesse?
Perché, come giustamente ricorda lo stesso Di Leo, la permanenza di un abuso per decenni non lo rende legittimo.
Ma è altrettanto vero che sessant’anni di inerzia, decisioni, omissioni e comportamenti della pubblica amministrazione non possono essere cancellati con un colpo di spugna.
Ed è proprio su questo terreno che probabilmente si giocheranno molte delle prossime battaglie.
Il procuratore ha scelto la sua strada. E Sodano?
Di Leo è stato chiarissimo.
La Procura continuerà a occuparsi di abusivismo, demolizioni, provenienza dell’acqua, responsabilità amministrative ed eventuali reati.
È il suo mestiere.
Il problema è capire cosa intenda fare Michele Sodano.
E dopo settimane di dichiarazioni, riunioni, tavoli, mozioni e richieste di intervento, ormai appare chiaro a tutti che il sindaco non sembra intenzionato a muovere un dito a favore dei cittadini di Maddalusa.
Se questa impressione è sbagliata, Sodano ha un modo semplicissimo per smentirci:
faccia un atto.
Non un post.
Non una dichiarazione.
Non un’altra riunione.
Un atto amministrativo concreto.
Oppure spieghi definitivamente perché quell’atto non può essere fatto.
Perché a questo punto il silenzio è già una risposta.
La Procura ha messo le proprie carte sul tavolo. I cittadini di Maddalusa hanno ancora le loro e certamente proveranno a giocarle.
Adesso manca la carta del sindaco.
Sempre che Michele Sodano abbia intenzione di giocarla.
La partita è iniziata. E, contrariamente a quanto qualcuno potrebbe pensare, è ancora tutta da giocare. Vedremo come andrà a finire.
Leggi anche: Altre notizie su Sport
Fonte: Report Sicilia
News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

