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Agrigento – Maddalusa senz’acqua, Sodano non può limitarsi ad ascoltare: Di Rosa incalza il sindaco in aula

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Agrigento – Maddalusa senz’acqua, Sodano non può limitarsi ad ascoltare: Di Rosa incalza il sindaco in aula. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

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Duro intervento di Giuseppe Di Rosa sul mancato seguito alla mozione consiliare. Licari contesta alla presidente di Aica il richiamo al danno erariale. Tra responsabilità rinviate e disponibilità all’ascolto, i residenti aspettano ancora una soluzione.

AGRIGENTO – Il sindaco ascolta, i cittadini raccontano la propria esasperazione, il gestore richiama i limiti normativi. Ma l’acqua resta il problema irrisolto. La seduta aperta del Consiglio comunale del 27 agosto ha riportato al centro l’emergenza di Maddalusa, che si trascina da quattro mesi. Michele Sodano ha manifestato solidarietà ai residenti, sostenendo però di non poter determinare autonomamente la soluzione.

È proprio su questa distanza tra comprensione e decisione che si concentra la contestazione politica: chi guida una città può davvero fermarsi alla spiegazione di ciò che non può fare?

Di Rosa: fare il sindaco significa assumersi responsabilità

Nella ricostruzione della seduta fornita a Report Sicilia da Giuseppe Di Rosa, il suo intervento ha posto una questione precisa: il sindaco non avrebbe ancora adottato il provvedimento richiesto per garantire l’approvvigionamento ai residenti esclusi, nonostante la mozione del Consiglio comunale e il sostegno degli stessi consiglieri della sua area.

Una precisazione è necessaria: non si tratta di sostenere che non esista alcuna ordinanza sull’emergenza. Durante il dibattito è stata contestata anche l’ordinanza numero 47 del 2026, con riferimento ai criteri di accesso agli aiuti. Il nodo è dunque l’assenza della risposta ulteriore richiesta per chi resta escluso.

Per Di Rosa, il tempo trascorso senza quel passaggio alimenta un giudizio politico netto: l’amministrazione non starebbe mostrando la volontà di assumere la decisione sollecitata.

Fare il sindaco significa soprattutto difendere i propri cittadini nei momenti difficili, ha sostenuto Di Rosa. Non basta condividere il disagio: occorre indicare una strada, assumersene la responsabilità e spiegare quali atti si intendano adottare.

Sodano dovrebbe misurarsi con questo punto con maggiore chiarezza. Il ruolo di primo cittadino non si esaurisce nell’esporre vincoli e competenze: comprende il dovere politico di cercare una risposta praticabile e di renderne conto alla comunità.

La provocazione: prima garantire l’acqua, poi accertare le responsabilità

Di Rosa ha quindi sollevato la domanda che attraversa l’intera vicenda: qual è, precisamente, la disposizione che impedisce di garantire l’acqua a questi residenti, e attraverso quali modalità?

Nel suo ragionamento, la priorità sarebbe stata assicurare l’approvvigionamento, lasciando agli organi competenti l’accertamento delle eventuali responsabilità relative agli atti con cui, nel tempo, è stata riconosciuta la residenza.

Una provocazione politica forte, che mette al centro la condizione delle persone. Non equivale, però, a una conclusione giuridica già acquisita: il riconoscimento della residenza non sana eventuali irregolarità edilizie e non esclude automaticamente responsabilità per chi dispone un’erogazione. Proprio per questo servono risposte puntuali, capaci di distinguere tra allacci, forniture alternative e interventi emergenziali.

Ai cittadini va spiegato quale intervento sia vietato, da quale norma e quali alternative siano state concretamente valutate. Un generico richiamo all’impossibilità di agire non chiude la questione.

Un clima surreale tra rassicurazioni e urgenza

Nel racconto di Di Rosa, l’aula ha restituito un’immagine surreale: Sodano dialogava con tranquillità con i residenti, ribadendo i limiti della propria possibilità di intervento, mentre le famiglie chiedevano una risposta immediata.

Il problema non è il tono pacato, naturalmente. Il problema è ciò che segue alle parole.

Ascoltare è necessario. Ma quando l’emergenza si prolunga, l’ascolto deve produrre almeno un percorso riconoscibile: una proposta, un atto, una richiesta formale, una scadenza. Altrimenti il confronto rischia di diventare la ripetizione pubblica di uno stallo.

Sempre secondo la testimonianza di Di Rosa, la presidente di Aica, Danila Nobile, dopo il primo intervento avrebbe manifestato la necessità di andare via. Un passaggio che, nel clima descritto, ha accentuato la distanza percepita tra l’urgenza dei residenti e i tempi dei rappresentanti istituzionali.

Licari contesta il richiamo al danno erariale

Particolarmente acceso, nella stessa ricostruzione, il confronto sul danno erariale.

Nobile avrebbe prospettato il rischio di essere chiamata a risponderne qualora avesse disposto la fornitura a Maddalusa. Licari ha contestato questo argomento richiamando la situazione economica di Aica e le criticità che, secondo il suo intervento, la Consulta aveva già denunciato nel 2025.

Il senso dell’affondo è chiaro: il tema della responsabilità nella gestione delle risorse pubbliche non può emergere soltanto quando si discute di come portare acqua alle famiglie. Deve riguardare anche le scelte gestionali, i conti e il funzionamento complessivo del servizio.

L’espressione riferita da Di Rosa, secondo cui Aica sarebbe “già fallita da tempo”, va letta come un giudizio polemico sulla gestione, non come la notizia di un fallimento accertato giudizialmente. Resta, invece, tutta politica la contestazione sulla coerenza con cui vengono richiamate le responsabilità.

Maddalusa non può diventare un palco politico

Di Rosa aveva anticipato in apertura il rischio di una seduta utile soltanto a raccogliere opinioni. Nella sua valutazione, il confronto avrebbe confermato quel timore: molte posizioni espresse, nessuna risposta capace di cambiare nell’immediato la condizione dei residenti.

Da qui l’accusa più dura rivolta all’amministrazione: quella di voler costruire carriere politiche sulle spalle di Maddalusa. È il giudizio di Di Rosa, che chiama il sindaco a rispondere sul terreno dei risultati.

Per Report Sicilia, il punto resta questo: la solidarietà istituzionale non può diventare il punto di arrivo dell’azione amministrativa.

Nessuno chiede al sindaco di ignorare la legge. Gli si chiede di spiegare come intenda tutelare i cittadini dentro la legge, quali ostacoli abbia formalmente contestato e quali soluzioni abbia sottoposto agli enti competenti.

Sodano è il sindaco di Agrigento. Non può limitarsi a comunicare l’impotenza delle istituzioni: deve dimostrare di aver cercato, fino in fondo, ogni strada percorribile.

I residenti di Maddalusa non hanno bisogno di un’altra occasione per raccontare che manca l’acqua. Hanno bisogno che qualcuno dia seguito a ciò che hanno già raccontato.

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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