Agrigento – Mareamico: “San Leone, l’ex Lido Oasi abbandonato da 18 anni: il rischio eternit minaccia il mare. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Cronaca.
Cosa sta succedendo
Nel boschetto del viale delle Dune, a San Leone, sorge una struttura che da quasi due decenni rappresenta una ferita aperta per il territorio e per l’ambiente. Si tratta dell’ex Lido Oasi, un chiosco realizzato nei primi anni Duemila e dotato anche di un ampio campeggio, chiuso nel 2008 dopo essere stato sottoposto a sequestro giudiziario.
Da allora, sono trascorsi 18 anni senza che l’area sia stata definitivamente recuperata o messa in sicurezza. La struttura continua a rimanere in stato di abbandono, esposta all’azione degli agenti atmosferici e, soprattutto, alle mareggiate che periodicamente colpiscono il litorale agrigentino.

Ed è proprio il mare a destare le maggiori preoccupazioni. Secondo la segnalazione, le fondazioni della struttura sarebbero ricoperte da lastre di fibrocemento ed eternit, materiali che potrebbero essere dispersi lungo la costa durante le prossime mareggiate. Un eventuale trascinamento in mare di questi materiali comporterebbe un potenziale rischio ambientale, con possibili conseguenze anche per la salute pubblica, qualora venisse confermata la presenza di amianto e si verificasse la dispersione delle lastre.
Una situazione che richiede verifiche tecniche tempestive e interventi concreti. Non è più soltanto una questione di degrado e abbandono, ma un problema che riguarda la tutela del litorale, la prevenzione dei rischi e la salvaguardia di un tratto di costa frequentato da cittadini e turisti.
Dopo 18 anni, è necessario chiarire chi debba intervenire, quali siano le condizioni effettive dei materiali presenti e quali misure adottare per impedire che le mareggiate possano aggravare la situazione. La priorità è mettere in sicurezza l’area, procedendo, se necessario, alla rimozione e allo smaltimento dei materiali pericolosi secondo le procedure previste dalla legge.

La vicenda è stata segnalata al Comune, al Demanio, alla Capitaneria di porto, all’Asp, all’Arpa, alla Regione e alla Procura. Ora si attendono riscontri e provvedimenti da parte degli enti competenti.
Il rischio denunciato non può essere ignorato né rinviato ulteriormente. Prima che una nuova mareggiata possa disperdere in mare materiali potenzialmente pericolosi, occorre verificare, intervenire e mettere in sicurezza l’ex Lido Oasi. La tutela dell’ambiente e della salute pubblica impone risposte concrete, non altri anni di attesa.
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Fonte: Sicilia24h
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