Agrigento, Mendola parla da assessore al turismo. Un’altra sovrapposizione di ruoli dopo il caso Riccobene e Lo Piparo?. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

L’esperto personale del sindaco Michele Sodano illustra programmi, progetti e strategie turistiche come un componente della Giunta. Dopo le deleghe a Lo Piparo e il ridimensionamento politico di Riccobene, si apre un nuovo interrogativo sulla distribuzione delle competenze. E resta il silenzio sulla legalità nel settore turistico.
AGRIGENTO. Prima il caso Riccobene e Lo Piparo, adesso quello di Peppe Mendola. Nell’amministrazione guidata dal sindaco Michele Sodano sembra prendere forma un modello nel quale incarichi, competenze e responsabilità rischiano di sovrapporsi, rendendo sempre meno comprensibile ai cittadini chi debba realmente occuparsi dei diversi settori dell’attività amministrativa.
L’ultima occasione per riflettere arriva da una lunga intervista rilasciata ad AgrigentoNotizie da Peppe Mendola, esperto personale del sindaco per lo sviluppo e la promozione turistica.
Mendola non è un assessore, ma parla da assessore.
Illustra strategie, racconta incontri con operatori economici, descrive progetti per la Valle dei Templi, propone nuove modalità di gestione dei beni culturali e anticipa il futuro del Mandorlo in Fiore 2027.
Una vera e propria esposizione di programma amministrativo che solleva un interrogativo.
Dove termina il ruolo del consulente e dove comincia quello dell’assessore politicamente responsabile?
Dopo Riccobene e Lo Piparo, un’altra sovrapposizione?
Il caso richiama quanto abbiamo recentemente evidenziato a proposito delle deleghe attribuite a Lo Piparo e delle competenze già assegnate all’assessore Riccobene.
In quella circostanza abbiamo parlato di un possibile commissariamento politico di fatto, determinato dall’attribuzione di funzioni di indirizzo e controllo capaci di incidere su settori già affidati a un altro componente della Giunta.
Adesso la situazione presenta caratteristiche differenti, ma pone una questione analoga.
Mendola non fa parte della Giunta comunale. È un esperto nominato dal sindaco.
Eppure, ascoltando le sue dichiarazioni, sembra di leggere il programma operativo di un assessore al turismo.
Non è necessariamente un’irregolarità. Ma è una situazione che merita chiarezza.
Perché se un consulente programma, coordina, incontra gli operatori, propone interventi e assume un ruolo centrale nell’organizzazione degli eventi, bisogna comprendere quali competenze rimangano agli assessori e chi risponda politicamente dei risultati.
Il rischio è quello di creare una struttura amministrativa parallela nella quale le responsabilità diventano sempre più difficili da individuare.
Mendola parla di programmazione, ma Agrigento aspetta ancora i risultati
Nell’intervista Mendola individua nell’improvvisazione uno dei principali problemi del turismo agrigentino.
Sostiene che sia mancata una visione complessiva e spiega di avere avviato una mappatura degli operatori e delle associazioni che promuovono il territorio.
Parla del Consorzio turistico Valle dei Templi, del Distretto turistico, delle guide, dei ristoratori e della necessità di mettere tutti in rete.
Considerazioni condivisibili.
Ma proprio perché condivisibili, sarebbe interessante sapere quali atti amministrativi siano stati predisposti per trasformarle in interventi concreti.
Perché Agrigento ha già ascoltato innumerevoli dichiarazioni sulla destagionalizzazione, sulla valorizzazione del centro storico e sull’allungamento della permanenza dei visitatori.
La differenza tra un programma politico e un risultato amministrativo sta negli atti, nei tempi, nelle risorse e nelle responsabilità.
E queste ultime non possono essere affidate alla sola comunicazione.
La Valle dei Templi e il progetto dei nuovi punti di ristoro
Mendola propone di modificare l’esperienza dei visitatori della Valle dei Templi, introducendo itinerari naturalistici, escursioni, percorsi ciclabili e nuove opportunità di permanenza.
Parla anche delle casette acquistate e restaurate dal Parco archeologico, alcune delle quali sarebbero inutilizzate.
La proposta è quella di affidarle attraverso bandi per realizzare piccoli punti di ristoro e servizi.
Un progetto che può certamente essere discusso.
Ma prima di immaginare nuove attività economiche all’interno della Valle dei Templi, sarebbe opportuno verificare la situazione di quelle che già operano nel territorio sottoposto a vincoli.
Perché lo sviluppo turistico non può prescindere dal rispetto delle regole.
Il Mandorlo in Fiore 2027 e il consulente project manager
Ancora più interessante è il passaggio dedicato al Mandorlo in Fiore 2027.
Mendola viene presentato come project manager della manifestazione e anticipa un’edizione rinnovata, con maggiore attenzione all’identità siciliana e all’innovazione.
Nell’organizzazione sarà affiancato da Nino Lauretta.
Anche qui, però, sorgono domande precise.
Con quale provvedimento Mendola è stato individuato come project manager?
Quali funzioni gli sono state attribuite?
Quale rapporto esiste tra questo incarico e quello di esperto personale del sindaco?
Sono previsti compensi aggiuntivi?
E soprattutto quale assessore sarà politicamente responsabile dell’organizzazione e delle risorse impiegate?
Non contestiamo le idee di Mendola. Chiediamo che siano chiariti i ruoli di chi quelle idee deve trasformarle in decisioni amministrative.
Turismo e legalità, l’argomento che nessuno sembra voler affrontare
Nella lunga intervista si parla di promozione, cultura, ristorazione, accoglienza e nuove opportunità economiche.
Ma manca un tema fondamentale.
La legalità.
Agrigento deve affrontare anche il problema delle attività ricettive e di ristorazione che potrebbero operare senza tutte le autorizzazioni richieste, creando condizioni di concorrenza sleale nei confronti degli imprenditori regolari.
Ed è proprio su questo punto che vogliamo rivolgere una domanda a Peppe Mendola.
Il consulente del sindaco è a conoscenza delle segnalazioni riguardanti una struttura precaria nell’area della Valle dei Templi, dove verrebbero organizzati pranzi per turisti con prezzi che, secondo quanto riferito, raggiungerebbero anche 150 euro a persona?
Il prezzo, naturalmente, non costituisce alcuna irregolarità.
Quello che chiediamo di verificare è se l’attività disponga delle autorizzazioni necessarie, se la struttura rispetti i vincoli esistenti e se siano osservate tutte le disposizioni in materia di somministrazione di alimenti e bevande, sicurezza e igiene.
Non affermiamo che vi siano violazioni già accertate.
Chiediamo controlli e risposte.
Perché sarebbe singolare parlare di nuovi punti di ristoro nella Valle dei Templi senza prima accertare che tutte le attività esistenti operino nel pieno rispetto della legge.
Sodano chiarisca chi governa il turismo ad Agrigento
Alla fine, il problema torna inevitabilmente al sindaco Michele Sodano.
Dopo le sovrapposizioni politiche che abbiamo evidenziato tra Riccobene e Lo Piparo, oggi assistiamo a un consulente che interviene pubblicamente su programmazione turistica, coordinamento degli operatori, valorizzazione dei beni culturali e organizzazione delle manifestazioni.
Non basta spiegare che Mendola è un esperto.
Bisogna chiarire quali siano i confini del suo incarico e quale rapporto esista con le competenze della Giunta.
Perché un conto è affiancare il sindaco con competenze professionali. Un altro è apparire, nei fatti, come il principale riferimento amministrativo di un settore senza essere un assessore.
Agrigento ha bisogno di programmazione, certamente.
Ma ha bisogno anche di trasparenza, controlli, responsabilità e legalità.
Mendola sostiene che bisogna superare l’improvvisazione.
Siamo d’accordo.
Cominciamo allora dall’organizzazione della stessa amministrazione comunale.
Perché prima di spiegare ai turisti quale Agrigento vogliamo costruire, sarebbe opportuno spiegare agli agrigentini chi la sta realmente amministrando.
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Fonte: Report Sicilia
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