Agrigento: nuovo corso per i rifiuti dopo 36 anni di monopolio. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.
Cosa sta succedendo

Il nuovo appalto ad Agrigento (lotto Comune) vale €69,2M di base (13% ribasso) con Risam rispetto al precedente contratto quinquennale da €33,8M. Tempi stretti e proroghe in scadenza creano criticità nel passaggio.
Dopo oltre tre decenni di gestione in mano al raggruppamento Iseda–Sea–Seap, il Comune di Agrigento ha assegnato il servizio di spazzamento e raccolta alla milanese Risam Srl. La commissione di gara ha valutato le offerte premiando Risam con 90 punti e un ribasso del 13% sull’offerta economica. L’appalto di Agrigento vale oltre €69,2 milioni di base d’asta, ma applicando il ribasso la cifra finale si aggira intorno ai €60 milioni. Si conclude così l’era del monopolio locale: i precedenti gestori (Iseda–Sea–Traina) hanno preso il secondo posto e preparano ricorsi al Tar.
Contratto precedente (2019-2023)
Il servizio era affidato a un RTI Iseda–SEA–SEAP con un contratto quinquennale del 2019. Quell’accordo prevedeva un importo netto di circa €33,82 milioni (IVA esclusa) per cinque anni, ovvero ~€37,2M con IVA. In pratica, ~€7,4M/anno. Terminato il contratto formale nel 2023, il Comune ha proceduto per proroghe tecniche: 6 mesi (dic. 2023–giu. 2024), poi 13 mesi, infine l’ultima proroga di 8 mesi (mar–ott 2026) che vale €6,33 milioni.
Confronto costi e condizioni
Il nuovo lotto Agrigento sfiora i €69,2M di importo base contro i ~€33,8M del precedente contratto quinquennale. Con il ribasso la nuova cifra finale è sui €60M, quasi il doppio. L’aumento riflette le prestazioni aggiuntive: il piano industriale prevede microchip per la tariffazione puntuale dei mastelli, il ritorno del netturbino di quartiere (23 nuove unità) e 5 isole ecologiche digitalizzate. Queste migliorie possono giustificare investimenti maggiori. Ciononostante, l’entità del raddoppio suscita dubbi sul rapporto tra costi e reali benefici per i cittadini. Nel complesso, il potenziamento del servizio (più personale e tecnologia) dovrà dimostrare sul campo l’efficacia promessa.
Situazione attuale e urgenze
L’attuale gestione rimane provvisoria e scade il 31 ottobre 2026. Se il contratto definitivo con Risam non sarà firmato entro quella data, il Comune dovrà ricorrere a soluzioni emergenziali (gara ponte o ulteriore proroga). Nel frattempo la SEAP ha impugnato l’ultima proroga di febbraio davanti al TAR. I cittadini segnalano strade sporche e disservizi: Agrigento chiede interventi rapidi, ma con i tempi stretti ogni rinvio aumenta l’incertezza sul futuro del servizio.
Conclusioni
La nuova gestione porta elementi innovativi (tariffazione puntuale, netturbini di quartiere e isole ecologiche), ma il raddoppio di spesa innesca domande sulla sostenibilità economica. Entro il 31 ottobre il Comune dovrà sbrogliare la partita contrattuale: ogni proroga o rinvio alimenta dubbi sui costi sostenuti. Agrigento attende risultati concreti: pulizia urbana ed efficienza dovranno giustificare i maggiori investimenti, altrimenti il contrasto tra costi e condizioni continuerà a suscitare interrogativi.
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Fonte: Report Sicilia
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