Agrigento ostaggio dei cantieri: Disagi ovunque, ma da lunedì nella zona delle scuole cosa accadrà?. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.
Cosa sta succedendo

Strade ristrette, deviazioni, scavi e traffico rallentato: le immagini documentano una città già in difficoltà. Adesso i lavori interesseranno l’asse tra Quadrivio Spinasanta, via Minerva e il polo universitario, proprio mentre ripartono scuole e attività. Esiste un vero piano della viabilità?
I lavori per la nuova rete idrica sono necessari e nessuno potrebbe sostenere il contrario. Agrigento ha bisogno di condotte moderne, di ridurre le perdite e di superare un sistema che per decenni ha disperso acqua e denaro.
Ma l’utilità di un’opera non può trasformarsi nell’alibi per consegnare un’intera città al caos.
Le decine di fotografie e i video raccolti da Report Sicilia mostrano quello che gli automobilisti stanno già vivendo: carreggiate ristrette, scavi, transenne, deviazioni, segnaletica provvisoria, asfalto rattoppato, tombini e pozzetti circondati da avvallamenti, erbacce che invadono marciapiedi e margini stradali e interi tratti nei quali circolare è diventato un percorso a ostacoli.
In uno dei cantieri fotografati compare persino un avviso che comunica la chiusura della strada a partire dal 7 settembre, con la viabilità deviata su via Bernini. Un’altra modifica che si somma alle tante già presenti in città.
Intanto sono iniziati anche i ripristini definitivi delle strade interessate dai lavori sulla rete idrica: gli interventi sono partiti da via Francesco Crispi e dovrebbero proseguire in via Artemide, via Panoramica dei Templi, via Ugo La Malfa, via Scavo e via Manzoni.
Tutto necessario, certamente. Ma necessario è anche programmare.
Da lunedì si entra nella zona più delicata
Il vero interrogativo riguarda ciò che potrebbe accadere da lunedì, quando i lavori interesseranno una delle aree più sensibili e trafficate di Agrigento: quella compresa tra il Quadrivio Spinasanta, via Minerva, via Ugo La Malfa e il polo universitario.
Non si tratta di una strada secondaria o di un quartiere attraversato soltanto dai residenti. Quello è uno dei principali nodi della mobilità cittadina: vi confluiscono gli automobilisti provenienti dal centro, da Fontanelle, dalla statale 189, dalle contrade e dai comuni dell’entroterra.
Nella stessa area si trovano scuole, strutture universitarie, uffici e numerose attività commerciali. Nelle ore di ingresso e uscita degli studenti il traffico è già normalmente difficile. Basta un’automobile in doppia fila, un autobus fermo o un piccolo incidente per bloccare interi tratti.
Che cosa potrà accadere aggiungendo cantieri, restringimenti e deviazioni?
Il rischio è quello di una paralisi annunciata.
Esiste un piano oppure si procederà cantiere dopo cantiere?
Prima dell’apertura dei nuovi cantieri, i cittadini hanno diritto a conoscere con precisione:
- quali strade saranno interessate;
- quali tratti verranno chiusi o ristretti;
- quanto dureranno gli interventi;
- quali saranno i percorsi alternativi;
- dove saranno collocati gli agenti della Polizia locale;
- come verrà garantito il transito degli autobus scolastici e dei mezzi di soccorso;
- quali misure saranno adottate negli orari di ingresso e uscita dalle scuole;
- se alcuni lavori potranno essere eseguiti di notte o nelle fasce di minore traffico.
Non basta pubblicare un avviso o sistemare una transenna davanti alla strada quando il problema è già cominciato. Occorre un piano complessivo, comprensibile e diffuso con sufficiente anticipo.
Il Comune deve coordinare imprese, direzione dei lavori, Aica, Polizia locale, istituti scolastici e trasporto pubblico. E deve farlo prima che migliaia di cittadini si ritrovino contemporaneamente imbottigliati.
L’acquedotto nuovo non può significare una città senza controllo
Agrigento ha già pagato abbastanza per l’assenza di programmazione. Oggi rischia di pagare nuovamente, questa volta in termini di viabilità, sicurezza e qualità della vita.
Le immagini raccolte non raccontano un disagio isolato. Mostrano una successione di criticità distribuite sul territorio: manti stradali segnati, scavi, chiusure, deviazioni e percorsi pedonali spesso impraticabili o invasi dalla vegetazione.
E mentre si annunciano i ripristini definitivi, resta da capire in quali condizioni verranno lasciate tutte le strade al termine dei lavori. Un ripristino non può consistere nell’ennesima striscia di asfalto destinata a cedere dopo pochi mesi: deve restituire alla città carreggiate regolari, tombini a quota, marciapiedi accessibili e condizioni reali di sicurezza.
Realizzare la nuova rete idrica è un dovere. Governarne le conseguenze è un altro dovere, altrettanto importante.
Da lunedì il banco di prova sarà l’asse Quadrivio–via Minerva–polo universitario. Se con le scuole ancora non pienamente a regime i disagi sono già quelli documentati, cosa accadrà quando studenti, famiglie, docenti, lavoratori e autobus torneranno a riversarsi contemporaneamente sulle stesse strade?
Questa volta non si potrà dire che il caos fosse imprevedibile. È già scritto nei cantieri, nelle transenne e nelle fotografie.
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Fonte: Report Sicilia
News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.














































