Al momento stai visualizzando Agrigento – Prima di Akragas: il mare può svelare il ruolo strategico di Cannatello

Agrigento – Prima di Akragas: il mare può svelare il ruolo strategico di Cannatello

  • Autore dell'articolo:
  • Categoria dell'articolo:Sport
  • Commenti dell'articolo:0 commenti

Agrigento – Prima di Akragas: il mare può svelare il ruolo strategico di Cannatello. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.

Cosa sta succedendo

⏱️Tempo di lettura: 3 min

cannatello

Dal 14 al 19 settembre 2026 la Soprintendenza del Mare effettuerà indagini archeologiche in collaborazione con l’Università “La Sapienza” di Roma, insieme alla Soprintendenza ai beni culturali di Agrigento, per mezzo di imbarcazioni  in località San Leonem, in una   compresa nella fascia costiera di Cannatello, nella zona della foce del fiume Naro e in una porzione di mare antistante. Le ricerche subacquee questa volta si concentrano lungo la costa e davanti alla foce del Naro. L’unità sarà impegnata in “rilievi geofisici e sarà costituita da prospezioni strumentali dei fondali, con lo scopo di avere una mappatura completa dei fondali e, soprattutto, conoscere eventuali – e probabili – evidenze archeologiche.

L’obiettivo scientifico molto probabilmente  è comprendere se in questa zona potesse trovarsi il punto di approdo utilizzato dall’abitato di Cannatello nell’età del Bronzo.

Uno studio scientifico pubblicato da Domenica Gullì, Ferdinando Maurici, Francesca Oliveri e Alessandro Vanzetti della Sapienza descrive una concentrazione di almeno 22 ancore litiche nei fondali presso la foce del Naro, a sud del sito archeologico terrestre di Cannatello. Le ancore si trovano tra circa 3 e 10 metri di profondità e sono distribuite soprattutto sul lato nord-occidentale della foce.

Gli archeologi sottolineano una circostanza importante: la concentrazione delle ancore potrebbe indicare un antico punto di approdo nei pressi della foce del Naro. Tuttavia mantengono prudenza sulla cronologia: le ancore sono tipologicamente compatibili con la tarda età del Bronzo, ma alcune forme continuarono a essere utilizzate anche in epoche successive.

Gli autori ritengono però fondamentale approfondire proprio il rapporto fra Cannatello e il mare, perché ciò potrebbe permettere di verificare meglio la tradizionale interpretazione del sito come emporio.

La Soprintendenza del Mare, già nel 2019, parlava infatti della scoperta di un “sito archeologico subacqueo a Cannatello”, con ancore litiche e lingotti di piombo individuati in un vasto areale prospiciente la località.

Le ricerche riguardano sia l’insediamento terrestre dell’età del Bronzo sia, sempre più chiaramente, il suo rapporto con il mare.

Il progetto ufficiale della Sapienza è intitolato “Cannatello (AG) – Excavations and integrated research on a key-site of Late Bronze Age Mediterranean connectivity” ed è diretto dal prof. Alessandro Vanzetti, del Dipartimento di Scienze dell’Antichità. La nuova fase di ricerca è iniziata nel 2016, mentre gli scavi sistematici sono ripresi dal 2017. La Sapienza considera Cannatello uno dei siti fondamentali per comprendere i collegamenti mediterranei tra XIV e XII secolo a.C.

L’ oggetto della ricerca è lo studio della ceramica nuragica e cipriota proveniente da Cannatello.

Le indagini della Sapienza a Cannatello

La ricerca non consiste soltanto nello scavo delle strutture. Il progetto è articolato su tre grandi filoni: ricostruzione dell’antico ambiente costiero; studio stratigrafico dell’abitato; analisi delle relazioni commerciali e culturali con il resto del Mediterraneo. Vengono studiati pollini, sedimenti, paleosuoli, ceramiche e reperti attraverso indagini archeometriche.

Il sito aveva già conosciuto diverse campagne precedenti: prime ricerche tra 1897 e 1907, quindi una lunga fase di scavi tra 1989 e 2001. Le indagini della Soprintendenza dirette da Ernesto De Miro portarono a interpretare Cannatello come un possibile emporio protostorico, per la straordinaria presenza di materiali collegabili a Sardegna, Malta, Creta, Grecia continentale, Cipro e Levante.

Quindi, la Sapienza non sta scavando genericamente “il porto greco di San Leone”. Il suo principale progetto documentato riguarda Cannatello e la rete commerciale della media e tarda età del Bronzo, cioè molti secoli prima della fondazione di Akragas. Proprio per questo le ricerche sono molto interessanti: potrebbero contribuire a ricostruire una storia degli approdi della costa agrigentina precedente di diversi secoli alla colonia greca.

 

 

Leggi anche: Altre notizie su Sport

Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

Lascia un commento