Al momento stai visualizzando Agrigento – Regione Siciliana, terremoto dentro Forza Italia: Minardo chiede un «cambiamento netto», Schifani annuncia decisioni a breve

Agrigento – Regione Siciliana, terremoto dentro Forza Italia: Minardo chiede un «cambiamento netto», Schifani annuncia decisioni a breve

  • Autore dell'articolo:
  • Categoria dell'articolo:Politica
  • Commenti dell'articolo:0 commenti

Agrigento – Regione Siciliana, terremoto dentro Forza Italia: Minardo chiede un «cambiamento netto», Schifani annuncia decisioni a breve. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

Cosa sta succedendo

⏱️Tempo di lettura: 4 min

Il commissario regionale azzurro parla di «atto di responsabilità politica» e di una «proposta politica completamente nuova». Il presidente della Regione replica: «Sto valutando le decisioni da assumere». Sullo sfondo il caso Armao e una maggioranza sempre più sotto pressione

PALERMO – Stavolta la tensione non arriva soltanto dalle opposizioni. Il problema politico si apre direttamente dentro Forza Italia, il partito del presidente della Regione Renato Schifani.

E le parole pronunciate nelle ultime ore dal commissario regionale azzurro Nino Minardo pesano molto più di una normale richiesta di verifica politica.

«La credibilità della politica si difende con il coraggio di cambiare», è il messaggio lanciato da Minardo nel confronto con i segretari provinciali del partito. Il commissario regionale ha parlato della necessità di un «atto di responsabilità politica», di un «cambiamento netto» e addirittura di una «proposta politica completamente nuova» per la Sicilia.

Parole alle quali Schifani ha risposto in serata con una dichiarazione brevissima, ma politicamente pesante:

«Prendo atto delle dichiarazioni dell’onorevole Minardo. In queste ore sto valutando, con senso di responsabilità, le decisioni da assumere, che comunicherò a breve».

La dichiarazione è stata confermata anche dall’ANSA. ANSA.it

Cosa sta valutando Schifani?

È questa, adesso, la domanda.

Occorre essere chiari: Schifani non ha annunciato le proprie dimissioni e sarebbe scorretto trasformare una valutazione politica in una decisione già assunta.

Ma altrettanto difficile sarebbe considerare quelle parole una dichiarazione di ordinaria amministrazione.

Il presidente della Regione dice di avere «preso atto» delle dichiarazioni del commissario del suo stesso partito e annuncia che comunicherà «a breve» le decisioni che sta valutando.

Quali?

Una verifica della Giunta? Un rimpasto? Un chiarimento interno a Forza Italia? Una ridefinizione degli equilibri della maggioranza? Oppure una decisione politica ancora più radicale?

Al momento sono soltanto interrogativi. E tali devono rimanere.

C’è però un fatto che non necessita di interpretazioni: la crisi politica è ormai pubblica.

Il caso Armao sullo sfondo

A rendere ancora più delicato il momento è l’ennesima vicenda giudiziaria che investe ambienti vicini alla governance regionale.

Gaetano Armao, già vicepresidente della Regione e fino a poche settimane fa consigliere giuridico del presidente Schifani, è coinvolto in un’inchiesta nell’ambito della quale la Procura ha avanzato nei suoi confronti una richiesta di arresto per corruzione. Armao si è dimesso dall’incarico di consigliere giuridico del governatore.

Naturalmente siamo davanti a un procedimento giudiziario e vale integralmente il principio della presunzione di innocenza.

Il problema posto da Minardo, infatti, è innanzitutto politico.

Il commissario regionale di Forza Italia ha ribadito la linea garantista del partito, ma ha aggiunto un concetto che difficilmente può essere ignorato:

la politica non può fare finta di nulla.

Ed è probabilmente questo il passaggio più significativo dell’intera vicenda.

Adesso il problema arriva dall’interno

Fino a ieri Schifani poteva respingere le richieste di dimissioni provenienti dalle opposizioni come parte del normale scontro politico.

Adesso, però, qualcosa è cambiato.

A chiedere un «cambiamento netto» e una «proposta politica completamente nuova» è il commissario siciliano del partito al quale appartiene lo stesso presidente della Regione.

E questo sposta inevitabilmente il confronto su un altro piano.

Nelle stesse ore, peraltro, la Commissione regionale Antimafia ha deciso di avviare un’indagine conoscitiva sui recenti episodi di natura corruttiva emersi nell’ambito dell’amministrazione regionale. Il primo ad essere ascoltato sarà proprio il presidente Schifani; successivamente saranno convocati assessori, dirigenti generali e il responsabile regionale per la prevenzione della corruzione e la trasparenza.

La Sicilia aspetta di capire cosa succederà

Report Sicilia seguirà con attenzione gli sviluppi delle prossime ore.

Perché, al di là delle appartenenze politiche e delle vicende giudiziarie che dovranno essere accertate esclusivamente nelle sedi competenti, c’è una questione che ormai appare difficilmente eludibile: la tenuta politica del governo regionale.

Minardo ha chiesto un cambiamento netto.

Schifani ha risposto annunciando che sta valutando decisioni che comunicherà a breve.

Non sappiamo ancora quali saranno.

Ma una cosa appare evidente: quando il commissario regionale del partito del presidente chiede pubblicamente una proposta politica completamente nuova e il presidente risponde annunciando decisioni imminenti, non siamo più davanti alle normali fibrillazioni di una maggioranza.

Siamo davanti a un passaggio politico che potrebbe incidere sugli equilibri della Regione Siciliana.

E adesso la parola torna a Renato Schifani.

Leggi anche: Altre notizie su Politica

Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

Lascia un commento