Agrigento – San Biagio Platani, il Consiglio comunale approva due ordini del giorno su autonomia finanziaria e crisi agricola. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.
Cosa sta succedendo
Dal piccolo centro dei Sicani un doppio appello a Roma e Palermo: applicare gli articoli 36 e 37 dello Statuto siciliano sul gettito dei carburanti e misure urgenti per gli agricoltori, dopo il sit-in davanti alla Prefettura di Agrigento. I due atti, proposti dal gruppo “Scriviamo la Storia”, sono stati sottoscritti da dieci consiglieri.
Due ordini del giorno, due fronti aperti e un unico filo conduttore: le risorse che la Sicilia produce e che, secondo il Consiglio comunale, non tornano abbastanza al territorio. Nella seduta di giovedì 29 ottobre il civico consesso di San Biagio Platani ha approvato due atti di indirizzo politico-istituzionale: il primo sulla tutela dell’autonomia finanziaria della Regione Siciliana e sulla piena attuazione degli articoli 36 e 37 dello Statuto speciale, il secondo sulla crisi del comparto agricolo che sta mettendo in ginocchio le aziende delle aree interne dei Sicani.
L’iniziativa nasce da una richiesta di integrazione dell’ordine del giorno presentata il 26 ottobre dai consiglieri del gruppo “Scriviamo la Storia”, Michele Di Piazza, Andrea Favatella, Tiziana Lo Piparo e Rosalia Marino, che hanno chiesto al presidente del Consiglio di inserire nella seduta delle ore 20 un punto dedicato a entrambe le questioni. I due documenti finali portano la firma di dieci consiglieri: Michele Di Piazza, Andrea Favatella, Salvatore Friscia, Santo Calderone, Tommaso Allegro, Federica Savarino, Angela Busciglio, Stefano Fregapane, Nicole Butticè e Jessica Baio.
Statuto speciale, il nodo dei carburanti
Il primo ordine del giorno rimette al centro del dibattito una delle questioni più antiche e più controverse dell’autonomia siciliana. L’articolo 36 dello Statuto, approvato con regio decreto legislativo n. 455 del 1946 e convertito in legge costituzionale n. 2 del 1948, disciplina il finanziamento della Regione attraverso le entrate patrimoniali e tributarie, con una riserva allo Stato per le imposte di produzione. L’articolo 37 stabilisce invece che, per le imprese industriali e commerciali con sede centrale fuori dall’Isola ma con stabilimenti e impianti in Sicilia, nell’accertamento dei redditi venga determinata la quota attribuibile agli impianti siciliani, riconoscendo alla Regione la relativa imposta.
Il documento approvato si muove con cautela sul piano tecnico: chiede di distinguere, nel settore dei carburanti e dei prodotti energetici, tra le imposte di produzione e le altre entrate tributarie, “evitando generalizzazioni non conformi alle norme vigenti”, e richiama la giurisprudenza della Corte costituzionale che si è già pronunciata sull’attribuzione alla Regione del gettito dei prodotti energetici. Il punto politico è però chiaro: l’autonomia finanziaria “non deve essere considerata una rivendicazione astratta, ma uno strumento per garantire maggiori capacità di investimento, servizi efficienti, infrastrutture adeguate e opportunità di sviluppo”.
Il Consiglio impegna il sindaco e la giunta a sostenere formalmente la piena attuazione degli articoli 36 e 37 e del DPR n. 1074 del 1965 sulle norme di attuazione in materia finanziaria, a chiedere a Regione e ARS una ricognizione aggiornata e documentata delle entrate tributarie riscosse in Sicilia, a sollecitare un approfondimento specifico sul settore dei carburanti e a chiedere al Governo nazionale e al Parlamento l’apertura di un confronto istituzionale con la Regione. Nel mirino c’è anche la ricaduta sui Comuni: l’atto chiede che il rafforzamento delle entrate regionali si traduca in maggiori trasferimenti agli enti locali, soprattutto a quelli di minori dimensioni, e lancia la proposta di un’iniziativa condivisa tra tutti i Comuni siciliani “al di là delle appartenenze politiche”. L’ordine del giorno sarà trasmesso al presidente del Consiglio dei ministri, ai presidenti di Camera e Senato, al ministro dell’Economia, al presidente della Regione, al presidente dell’ARS, ai gruppi parlamentari nazionali e regionali e alle associazioni dei Comuni siciliani.
Agricoltura, “i nostri agrumeti hanno ricevuto l’acqua una sola volta”
Il secondo ordine del giorno ha un tono più diretto e porta dentro l’aula consiliare la rabbia degli agricoltori sambiagesi, che nelle scorse settimane hanno organizzato un sit-in davanti alla Prefettura di Agrigento consegnando nelle mani del vice prefetto un documento politico. Il Consiglio fa proprie quelle istanze e le inquadra nella crisi più ampia che investe olivicoltura, cerealicoltura, vitivinicoltura e zootecnia della provincia, già rappresentata al prefetto dal Libero Consorzio Comunale di Agrigento con il documento unitario elaborato dopo l’incontro del 9 ottobre con i sindaci e le organizzazioni di categoria.
Nel testo c’è un passaggio che fotografa la situazione delle campagne dei Sicani meglio di qualsiasi statistica: “I nostri agrumeti hanno ricevuto l’acqua una sola volta e nel solo mese di luglio, però paghiamo a caro prezzo il Consorzio di bonifica del Tumarrano”. Accanto alla siccità e alla carenza idrica, il documento elenca l’aumento dei costi di carburanti, energia, fertilizzanti, sementi e mangimi, prezzi alla produzione che non coprono i costi, difficoltà di accesso al credito, ritardi nell’erogazione dei contributi pubblici, distanza dai mercati e scarso potere contrattuale dei piccoli produttori. A tutto questo si aggiungono i danni degli incendi che nel luglio 2026 hanno colpito i Monti Sicani, nei territori di Santo Stefano Quisquina, Bivona, Cammarata e dei Comuni limitrofi.
Il Consiglio impegna sindaco e giunta su quindici punti. Tra questi: rappresentare formalmente la crisi al Governo regionale, all’Assessorato all’Agricoltura, al Ministero dell’Agricoltura e alla Prefettura; chiedere un incontro urgente con le organizzazioni agricole e le istituzioni; sollecitare misure straordinarie di sostegno economico, il contenimento dei costi di carburanti ed energia, interventi sulla crisi idrica con il potenziamento delle infrastrutture di accumulo e distribuzione, ristori per i danni climatici, un migliore accesso al credito e agli strumenti di gestione del rischio; promuovere la filiera corta e i mercati di prossimità; avviare una ricognizione delle criticità delle aziende locali e chiedere la convocazione di un tavolo territoriale per l’agricoltura dei Sicani. Il documento riprende anche la richiesta, già contenuta nel documento provinciale, di valutare con Regione e ministeri la reintroduzione dei voucher agricoli o di strumenti equivalenti per il lavoro occasionale di breve durata, “nel rispetto della normativa vigente e delle tutele dei lavoratori”.
L’atto sarà inviato, oltre che a Palazzo Chigi, al ministro dell’Agricoltura, al presidente della Regione e all’assessore regionale, al presidente dell’ARS, al prefetto, al Libero Consorzio e ai parlamentari del territorio, anche ai Comuni dell’area dei Sicani, con l’invito ad adottare iniziative analoghe e coordinate. La partita, insomma, non vuole restare chiusa dentro i confini di San Biagio Platani.
Un segnale dalle aree interne
Il Consiglio comunale è consapevole dei propri limiti e lo scrive nero su bianco: il Comune “pur non disponendo di tutte le competenze e risorse necessarie per risolvere autonomamente la crisi agricola”, ha però “il dovere istituzionale di rappresentare le esigenze della propria comunità”. È la logica che accomuna i due atti: un piccolo Comune delle aree interne che prova a usare gli strumenti dell’indirizzo politico per far arrivare a Palermo e a Roma la voce di un territorio dove, come ricorda il documento, la permanenza delle aziende agricole coincide con la possibilità stessa, per le famiglie, di continuare a vivere e lavorare nei Sicani. Il sindaco e la giunta dovranno ora riferire al Consiglio sugli esiti delle iniziative intraprese e sulle risposte ricevute. Sarà quello il banco di prova.
I consiglieri comunali del gruppo “Scriviamo la Storia”
Michele Di Piazza, Andrea Favatella, Tiziana Lo Piparo, Rosalia Marino
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Fonte: Sicilia On Press
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