Agrigento – Santa Rosa, oggi arriva l’autobotte AICA: L’acqua si può portare. Allora perché non ai residenti di Maddalusa?. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.
Cosa sta succedendo

La parrocchia, rimasta senz’acqua dal 12 giugno per la propria situazione urbanistica, questa mattina viene raggiunta da un’autobotte AICA. Nessuna contestazione: hanno fatto bene. Ma proprio questo episodio rende ancora più urgente una risposta. Se esiste uno strumento legittimo per garantire acqua a Santa Rosa, perché non utilizzarlo per le famiglie che da mesi chiedono il minimo vitale? Dopo il precedente del canile di Maddalusa, servono criteri pubblici e uguali per tutti. ATI, AICA e Comune spieghino quale sia la regola.
AGRIGENTO – Le fotografie sono di questa mattina, 26 settembre.
Un’autobotte si trova all’interno dell’area della parrocchia di Santa Rosa da Viterbo, al Villaggio Mosè.
E vogliamo dirlo immediatamente, senza lasciare spazio ad equivoci:
se AICA sta garantendo acqua alla parrocchia, ha fatto bene.
Benissimo.
Una chiesa frequentata quotidianamente da persone, famiglie, bambini e anziani ha bisogno dell’acqua per i servizi igienici, per le pulizie e per le proprie normali attività.
Report Sicilia non chiede di togliere acqua a nessuno.
Chiede esattamente l’opposto:
datela a tutti coloro che ne hanno diritto secondo criteri chiari, pubblici e non discriminatori.
Ed è proprio per questo che ciò che è accaduto questa mattina assume un’importanza enorme.
Santa Rosa era senz’acqua dal 12 giugno
Il caso della parrocchia non nasce oggi.
Il 17 agosto Report Sicilia raccontava dello striscione comparso sulla ringhiera:
“Parrocchia senz’acqua dal 12 giugno”.
L’acqua necessaria persino per pulire i locali veniva portata con i bidoni dai fedeli. Report Sicilia.it
Altre ricostruzioni giornalistiche hanno successivamente riferito che Santa Rosa sorge in zona sottoposta a vincoli e che l’edificio presenta una situazione di irregolarità urbanistica; la parrocchia, che non aveva un normale allaccio alla rete, fino allo stop si sarebbe approvvigionata acquistando acqua mediante autobotti private. notiziaeviterbo.it
Esattamente uno dei problemi che Report Sicilia denuncia da mesi.
Ai privati no. Oggi arriva direttamente AICA
Ed eccoci al punto.
Secondo le ricostruzioni pubblicate sulla vicenda, proprio a Santa Rosa non era stato più possibile continuare con il precedente sistema delle autobotti private.
Oggi, invece, le fotografie documentano la presenza di un’autobotte nell’area della parrocchia.
Se, come ci viene riferito, si tratta di un rifornimento effettuato direttamente da AICA con un proprio mezzo, chiediamo semplicemente ad AICA di confermarlo e di spiegare in base a quale procedura sia stato disposto.
Perché questa risposta potrebbe finalmente indicare una strada anche per Maddalusa.
Non chiediamo perché avete dato acqua alla chiesa. Chiediamo perché non la date anche alle famiglie
La domanda non deve essere rovesciata.
Non è:
“Perché avete portato acqua a Santa Rosa?”
La nostra risposta sarebbe semplicissima:
avete fatto bene.
La domanda è un’altra:
se avete trovato uno strumento legittimo per portare acqua a Santa Rosa, perché quello stesso strumento non può essere applicato ai residenti di Maddalusa?
È questo che AICA deve spiegare.
Perché la regola del 9 maggio sembrava chiarissima
Il 9 maggio AICA e ATI comunicarono le nuove modalità del servizio sostitutivo mediante autobotti.
Il principio annunciato era preciso: il servizio poteva essere reso agli utenti già contrattualizzati oppure a coloro che avessero formalmente presentato istanza di nuovo allaccio o contrattualizzazione. Azienda Idrica Comuni Agrigentini
Proprio questa disciplina ha contribuito a determinare il caso Maddalusa.
Gli immobili urbanisticamente irregolari non possono facilmente accedere alla contrattualizzazione.
Senza contratto non arriva l’autobotte.
Ma senza possibilità di contratto il cittadino rimane intrappolato.
Da mesi chiediamo:
come se ne esce?
Oggi Santa Rosa potrebbe fornire una risposta.
Qual è il titolo utilizzato per Santa Rosa?
AICA dica semplicemente alla città:
Santa Rosa ha ottenuto nel frattempo una regolare contrattualizzazione?
È stata accolta una richiesta presentata dalla parrocchia?
Il rifornimento è stato effettuato nell’ambito di una procedura emergenziale?
È stato disposto per ragioni igienico-sanitarie?
È un servizio straordinario?
È un intervento occasionale?
Chi lo ha autorizzato?
Con quale atto?
E soprattutto:
la stessa procedura è utilizzabile per Maddalusa?
Non c’è alcuna accusa in queste domande.
C’è una richiesta di trasparenza.
Prima il canile, adesso Santa Rosa
E non è nemmeno la prima volta che poniamo questa questione.
Il 14 luglio Report Sicilia documentò un rifornimento idrico ad una struttura utilizzata come canile nella zona del Babbaluciaro, riconducibile secondo le informazioni allora raccolte all’associazione animalista Aronne, fondata e presieduta dal consigliere comunale Sandro Fanara.
In quel caso avevamo precisato che l’autobottista risultava avere operato attraverso il sistema dei ticket AICA e che nessuna contestazione veniva mossa nei suoi confronti. Report Sicilia.it
E anche allora dicemmo:
gli animali devono avere acqua.
Assolutamente sì.
Ma chiedemmo ad AICA di spiegare quale titolo avesse consentito quel rifornimento e perché un percorso analogo non potesse essere utilizzato per le famiglie. Report Sicilia.it
Quella domanda oggi ritorna con ancora maggiore forza.
Animali sì. Chiesa sì. Residenti?
Nessuno vuole mettere gli uni contro gli altri.
Sarebbe assurdo.
Gli animali devono bere.
Una parrocchia deve avere acqua.
Ma anche una persona deve potersi lavare.
Un bambino deve poter utilizzare un bagno.
Un anziano deve poter vivere in condizioni igieniche dignitose.
Una famiglia deve poter cucinare.
E allora non può esistere una disciplina incomprensibile nella quale il cittadino non riesca a sapere chi può ricevere l’acqua, chi non può riceverla e soprattutto perché.
Altro che impossibilità materiale: l’acqua può arrivare
Questa mattina una cosa appare evidente.
Il problema non è materiale.
Un’autobotte può raggiungere queste zone.
Può entrare.
Può scaricare acqua.
Il problema è amministrativo e giuridico:
chi viene autorizzato a riceverla?
Ed è esattamente ciò che Report Sicilia chiede da mesi.
Di Rosa lo aveva detto nel Consiglio comunale aperto
Giuseppe Di Rosa lo aveva posto chiaramente durante il Consiglio comunale aperto del 27 agosto.
Quale norma impedisce di dare acqua?
Perché non permettere agli autobottisti autorizzati di acquistarla regolarmente e portarla ai cittadini?
Perché confondere la realizzazione di un allaccio con il trasporto di acqua potabile?
Domande che poche settimane dopo sono diventate sostanzialmente l’oggetto del parere pro veritate richiesto dal Comune all’ATI. Lo stesso Comune ha chiesto infatti di verificare se trasportatori autonomi possano approvvigionarsi presso AICA per servire le zone non raggiunte dalla rete. Report Sicilia.it
E allora l’episodio di Santa Rosa diventa ancora più importante.
Se AICA può portarla direttamente, perché aspettare il parere per portarla alle famiglie?
Qui c’è una domanda che merita una risposta immediata.
Se esiste già oggi una base giuridica che consente ad AICA di rifornire direttamente una struttura che presenta problemi urbanistici, quella base può essere applicata anche alle famiglie di Maddalusa?
Se sì, facciamolo.
Se no, AICA spieghi la differenza.
Perché le regole devono essere comprensibili.
E soprattutto uguali.
«Le vie del Signore sono infinite». Quelle dell’acqua ad Agrigento sembrano ancora di più
La battuta viene quasi spontanea.
Le vie del Signore sono infinite.
Quelle dell’acqua agrigentina sembrano esserlo ancora di più.
Perché l’acqua trova una strada per arrivare al canile.
Oggi trova una strada per arrivare a Santa Rosa.
E continua invece a incontrare un muro quando davanti ci sono le famiglie di Maddalusa escluse dal servizio.
Non può diventare questa la normalità.
È «gestione del potere»? Prima di usare l’espressione, AICA renda pubblici i criteri
Report Sicilia ha più volte denunciato il rischio che la gestione dell’acqua finisca per apparire come gestione discrezionale del potere di decidere chi riceve un bene essenziale e chi no.
L’episodio di oggi rende indispensabile fare chiarezza.
Non basta però un’immagine per affermare che qualcuno abbia favorito qualcuno.
Servono gli atti.
Ed è proprio per questo che li chiediamo.
Se Santa Rosa aveva diritto al rifornimento, AICA pubblichi o indichi il presupposto amministrativo.
Se il canile aveva diritto al rifornimento, si chiarisca definitivamente il titolo.
Se Maddalusa non ne ha diritto, si indichi la norma che produce una differenza rispetto agli altri casi.
Solo così si elimina qualsiasi sospetto di discrezionalità.
E i sindaci dell’ATI cosa ne pensano?
C’è poi una responsabilità istituzionale più ampia.
Le regole sul servizio mediante autobotti non sono una questione esclusivamente aziendale.
L’ATI agrigentina riunisce i Comuni dell’ambito e proprio l’assemblea dei sindaci ha discusso e adottato misure per le zone non servite, puntando sulla regolarizzazione delle utenze e sulle procedure di approvvigionamento. Teleacras
Quindi chiediamo ai sindaci:
questa applicazione delle regole corrisponde alla volontà dell’ATI?
È questa la disciplina che avete inteso approvare?
Una struttura può ricevere acqua direttamente dal gestore mentre famiglie residenti rimangono escluse?
Qual è la differenza giuridica?
Spiegatela pubblicamente.
E dopo gli interventi della Procura sulla legalità urbanistica, il criterio deve essere uno solo
Nel corso della vicenda Maddalusa anche la Procura della Repubblica è intervenuta pubblicamente richiamando il rispetto della normativa urbanistica.
È una posizione istituzionale che va rispettata.
Proprio per questo il criterio deve essere chiaro e verificabile.
Non chiediamo alla Procura di stabilire chi debba ricevere un’autobotte.
Chiediamo però che le amministrazioni competenti rendano trasparenti le basi giuridiche delle proprie decisioni, anche alla luce della delicatezza della situazione urbanistica.
Perché la legalità non può essere percepita come una leva che cambia a seconda del destinatario.
Dateci quattro documenti e la questione è chiusa
AICA può cancellare ogni dubbio in poche ore.
Basta spiegare:
primo: a quale titolo è stato effettuato il rifornimento di questa mattina a Santa Rosa;
secondo: quale disciplina consente quel rifornimento;
terzo: quale titolo consentì il precedente rifornimento documentato presso il canile;
quarto: perché quelle stesse modalità non siano applicabili alle famiglie residenti di Maddalusa.
Se esiste una differenza giuridica, la pubblicheremo.
Se esiste una norma, la leggeremo.
Se esiste un atto, lo mostreremo.
Ma deve esserci una risposta.
Noi non chiediamo di togliere l’acqua. Chiediamo di moltiplicarla
Questo deve essere il messaggio conclusivo.
Non togliete una sola goccia a Santa Rosa.
Non toglietela agli animali.
Non toglietela ai fragili.
Fate esattamente il contrario.
Datela anche ai residenti.
Perché l’acqua non può diventare un premio amministrativo.
Non può dipendere dalla capacità di trovare la procedura giusta, il canale giusto o l’interlocutore giusto.
Deve dipendere da regole pubbliche, generali e uguali.
Questa mattina AICA ha dimostrato, se il rifornimento verrà confermato nei termini riferiti, che una strada per far arrivare fisicamente l’acqua esiste.
Adesso spieghi perché quella strada non possa arrivare fino a Maddalusa.
E se invece può arrivarci, allora non c’è più nulla da discutere.
Riempite le autobotti.
Aprite i punti di carico ai trasportatori autorizzati secondo regole certe.
Fissate prezzi e controlli.
E date finalmente acqua anche alle famiglie.
Perché le vie del Signore potranno anche essere infinite.
Ma per un bene essenziale come l’acqua le regole devono essere una sola cosa: chiare e uguali per tutti.
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Fonte: Report Sicilia
News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.



