Agrigento – Sette nuove autobotti ad AICA, ma chi le guiderà? Dopo i 787 mila euro della Regione si apre il nodo degli autisti. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.
Cosa sta succedendo

AGRIGENTO – Sette nuove autobotti stanno per entrare nel sistema dell’emergenza idrica agrigentina. La Regione Siciliana ha stanziato 787.500 euro per acquistare i mezzi che saranno affidati ad AICA, gestore del servizio idrico integrato della provincia.
Una notizia certamente importante per un territorio nel quale l’acqua continua a rappresentare una delle principali emergenze. Ma, superato l’annuncio, nasce immediatamente una domanda molto concreta che fino adesso sembra essere rimasta sullo sfondo:
chi guiderà le sette nuove autobotti?
Perché acquistare sette mezzi è una cosa. Metterli quotidianamente sulle strade, organizzare i turni, garantire i rifornimenti e raggiungere le zone rimaste senz’acqua è tutt’altra cosa.
Ed è proprio su questo che adesso AICA dovrà fare chiarezza.
quasi 800 mila euro pubblici per sette nuovi mezzi
Il finanziamento arriva dalla Regione attraverso il Dipartimento regionale della Protezione civile guidato da Salvo Cocina, su impulso del presidente della Regione Renato Schifani, dopo la richiesta avanzata dall’ATI Idrico di Agrigento.
Le sette autobotti dovrebbero aggiungersi agli altri mezzi già finanziati dalla Regione e messi a disposizione sul territorio.
L’obiettivo dichiarato è particolarmente significativo: potenziare la capacità pubblica di distribuzione dell’acqua e ridurre la dipendenza dagli autotrasportatori privati.
Ed è proprio questa finalità che rende inevitabile la domanda sugli autisti.
Se diminuisce il ricorso agli autobottisti privati e contemporaneamente AICA riceve sette nuovi mezzi, qualcuno dovrà materialmente guidarli.
AICA ha già sette autisti disponibili?
È questa la prima domanda alla quale sarebbe opportuno che il gestore rispondesse.
AICA dispone già, all’interno del proprio organico, di un numero sufficiente di dipendenti con le patenti e le qualifiche necessarie per guidare contemporaneamente sette autobotti?
E se questi dipendenti esistono, quali mansioni svolgono attualmente?
Saranno trasferiti al nuovo servizio?
Come verranno organizzati i turni?
Perché sette autobotti non significano necessariamente sette autisti.
Se il servizio dovesse essere garantito per molte ore al giorno e per sette giorni alla settimana, tra turnazioni, riposi, ferie, malattie e sostituzioni, l’organizzazione potrebbe richiedere una disponibilità di personale persino superiore.
Sono domande normali quando vengono investiti 787.500 euro di denaro pubblico per creare una capacità operativa che dovrebbe funzionare concretamente sul territorio.
oppure AICA dovrà assumere nuovi autisti?
Ed eccoci alla seconda questione.
Se AICA non dispone già del personale necessario, come intende reperirlo?
Verranno effettuate nuove assunzioni?
Si utilizzeranno graduatorie esistenti?
Verrà pubblicato un concorso o un avviso?
Oppure si ricorrerà nuovamente a soggetti esterni?
Al momento non risulta automaticamente dall’acquisto delle sette autobotti che AICA debba assumere sette autisti. Sarebbe quindi sbagliato affermarlo.
Ma proprio per questo è necessario porre pubblicamente la domanda.
Perché sarebbe paradossale acquistare sette autobotti con l’obiettivo di ridurre la dipendenza dai privati per poi scoprire di non avere il personale necessario per guidarle.
mezzi, autisti, carburante e manutenzione: quanto costerà realmente il servizio?
C’è poi un’altra questione che merita attenzione.
I 787.500 euro rappresentano il costo previsto per l’acquisto dei mezzi, ma una flotta di sette autobotti genera inevitabilmente ulteriori costi.
Servono carburante, assicurazioni, manutenzione ordinaria e straordinaria, personale, organizzazione dei turni e strutture per la gestione del servizio.
Chi sosterrà questi costi?
Saranno interamente a carico di AICA?
Finiranno nel costo complessivo del servizio idrico e quindi, direttamente o indirettamente, nelle tariffe pagate dagli utenti?
Anche su questo sarebbe opportuno fornire fin dall’inizio informazioni chiare.
autobotti pubbliche: non sono un favore ai cittadini
Report Sicilia lo ha già evidenziato nei giorni scorsi e vale la pena ribadirlo.
Le autobotti acquistate con risorse della Protezione civile sono mezzi pubblici destinati proprio a fronteggiare situazioni emergenziali.
Non si tratta quindi di mezzi che un’amministrazione “presta” generosamente ai cittadini.
Sono strumenti acquistati con denaro pubblico per essere utilizzati quando una comunità si trova in difficoltà e l’approvvigionamento ordinario dell’acqua non riesce a garantire un servizio essenziale.
Adesso la Regione decide di rafforzare ulteriormente questa capacità con altri sette mezzi.
Una scelta importante che, però, dovrà trasformarsi rapidamente in un servizio reale.
e Maddalusa? Con sette nuove autobotti la domanda diventa ancora più pesante
Poi c’è Maddalusa.
Da settimane centinaia di famiglie chiedono una soluzione per l’approvvigionamento idrico mentre istituzioni, Comune, ATI e AICA continuano a confrontarsi sulla situazione urbanistica dell’area e sulle possibilità di effettuare il servizio sostitutivo.
Adesso AICA riceverà sette nuove autobotti finanziate dalla Regione proprio per fronteggiare l’emergenza.
E allora la domanda diventa inevitabile:
una parte di questi mezzi potrà essere utilizzata per garantire l’acqua anche alle famiglie di Maddalusa?
Se non sarà possibile, qualcuno dovrà finalmente spiegare in maniera chiara quale norma impedisce l’utilizzo di un mezzo pubblico di emergenza per garantire almeno l’approvvigionamento indispensabile alle persone.
Perché più aumentano i mezzi disponibili e più diventa difficile spiegare ai cittadini che il problema è semplicemente la mancanza di strumenti.
sette autobotti, adesso servono sette risposte
La Regione mette sul tavolo 787.500 euro e sette nuovi mezzi.
Adesso servono risposte altrettanto concrete.
AICA possiede già gli autisti necessari?
Quante persone serviranno realmente per garantire i turni?
Sono previste nuove assunzioni?
Quanto costerà annualmente la gestione della nuova flotta?
Come saranno scelti territori e utenze da servire?
I viaggi delle autobotti saranno pubblicamente tracciabili e verificabili?
E soprattutto:
quando vedremo materialmente questi sette mezzi sulle strade a portare acqua ai cittadini?
Sono domande che non rappresentano una polemica contro l’acquisto delle autobotti. Al contrario.
Se quasi 800 mila euro di risorse pubbliche vengono investiti per affrontare l’emergenza idrica, è interesse di tutti sapere fin dall’inizio come verranno utilizzati.
Perché acquistare sette autobotti è relativamente semplice.
La vera sfida sarà farle funzionare.
E se l’obiettivo della Regione è diminuire il ricorso agli autobottisti privati, AICA dovrà spiegare subito con quali uomini e con quale organizzazione intende farlo.
La domanda, dunque, resta sul tavolo:
sette nuove autobotti per AICA. Adesso arriveranno anche nuovi autisti?
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Fonte: Report Sicilia
News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

