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Agrigento – “Si è rivolto alla Stidda agrigentina per ingaggiare un killer”, ex assessore condannato per omicidio 

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Agrigento – “Si è rivolto alla Stidda agrigentina per ingaggiare un killer”, ex assessore condannato per omicidio . Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Cronaca.

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Dieci anni e otto mesi di reclusione, ma senza l’aggravante mafiosa, per il concorso (morale) nell’omicidio di Francesco Calcagno, il palagonese ucciso il 23 agosto 2017 nel podere di proprietà, in contrada Nunziata, al quale non sarebbe stato perdonato l’assassinio dell’ex consigliere comunale Marco Leonardo, in un bar del centro, il 5 ottobre 2016. Lo ha stabilito la Corte di assise di appello di Catania nel processo bis a carico di Antonino Ardizzone, ex assessore comunale di Palagonia. 

Una vicenda etnea che però parla molto “agrigentino”. Ardizzone, secondo quanto ricostruito, avrebbe reclutato il killer che ha agito in terra catanese rivolgendosi ad un personaggio di spicco della Stidda canicattinese, Antonio Maira. Chi è Antonio Maira? Già dalla fine degli anni ottanta viene indicato come uno dei membri del “paracco” canicattinese – insieme agli Avarello e ai Gallea – che ben presto si trasformerà nella ben più nota Stidda che dichiarò guerra a Cosa nostra. Una lunga scia di morti che ha insanguinato la provincia di Agrigento. Il primo arresto di Antonio Maira risale al 1984 per associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Nel 1997 arriva una prima condanna definitiva a cinque anni di reclusione per mafia. Nel 2021 viene condannato ad otto anni e dieci mesi nell’ambito dell’operazione “Cappio”. Recentemente è stato condannato per una estorsione mafiosa ad oltre 7 anni di carcere.  E Maira avrebbe inviato a Palagonia per compiere la sua missione di morte, il licatese Luigi Cassaro, feroce esecutore ma sbadato: è stato filmato mentre uccideva Calcagno lasciando sul luogo del delitto un cappellino con visiera improvvidamente caduto e mai recuperato che ha fornito i dati biologici che lo hanno incastrato e portato alla condanna definitiva a trent’anni di reclusione. Dopo le confessioni, anche davanti al pubblico ministero, Ardizzone ha avuto un ripensamento e si è rimangiato tutto affermando di avere agito sconsideratamente perché vittima dell’uso di psicofarmaci. Ma nessuno ha creduto a questa seconda versione. 

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Fonte: Grandangolo Agrigento

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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